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Giurare il falso è reato?

25 Gennaio 2023 | Autore:
Giurare il falso è reato?

Cos’è e come funziona il giuramento nel processo civile? Quando scatta il reato di spergiuro?

Molte persone hanno la (cattiva) abitudine di giurare per rafforzare la credibilità delle loro parole. In ambito giuridico, non tutti sanno che il giuramento è un mezzo di prova a tutti gli effetti; anzi, c’è di più: il giuramento è una prova legale, nel senso che il giudice è vincolato a credere a ciò che è stato dichiarato. È in questa cornice che si inserisce la seguente domanda: giurare il falso è reato?

La Corte di Cassazione ha recentemente risposto a questa domanda ribadendo il suo orientamento ormai pacifico, secondo il quale non è importante la regolarità del giuramento reso nel processo civile quanto la veridicità delle dichiarazioni affermate. Approfondiamo la questione.

Cos’è il giuramento?

Il giuramento è un mezzo di prova del processo civile; può essere definito come la dichiarazione di fatti a sé favorevoli resa da una parte.

Da questo punto di vista, il giuramento è l’esatto opposto della confessione, la quale è invece una dichiarazione di fatti a sé sfavorevoli.

Ad esempio, se il debitore ammette di avere un debito compie una confessione; se invece giura di aver pagato, allora c’è giuramento. In comune, questi mezzi di prova hanno il fatto di essere vincolanti per il giudice. Vediamo cosa significa ciò.

Come funziona il giuramento?

Il giuramento deve essere necessariamente reso in giudizio civile con l’osservanza di particolari formalità.

Innanzitutto, il giuramento deve essere richiesto dalla controparte, non essendo ammesso il “giuramento” spontaneo, cioè reso di propria iniziativa.

In secondo luogo, chi giura deve essere avvertito delle conseguenze penali derivanti dal falso giuramento (il cosiddetto “spergiuro”, di cui parleremo a breve).

Come anticipato, poi, il giuramento è una prova legale, nel senso che il giudice è vincolato a credere alle dichiarazioni rese [1].

È per questo motivo che il giuramento viene detto “decisorio”: si tratta in effetti di un mezzo di prova definitivo, che risolve la controversia una volta per tutte, in quanto la controparte non è ammessa a fornire la prova contraria di quanto detto sotto giuramento.

Facciamo un esempio per meglio chiarire quanto detto sinora.

Tizio ha fatto un prestito a Caio ma non ha nessuna prova per poterlo dimostrare in tribunale. Decide allora di deferire il giuramento a Caio, chiedendogli di ammettere di avere un debito. Se Caio nega e giura di non aver mai ricevuto alcun prestito, allora il giudice dovrà dargli per forza ragione, non essendo possibile per Tizio provare il contrario.

È reato giurare il falso?

Quanto detto sinora può sembrare un paradosso. Perché il giudice dovrebbe credere a chi giura sulle proprie ragioni? Perché il falso giuramento costituisce reato.

Secondo il Codice penale [2], chiunque, come parte in giudizio civile, giura il falso è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

È proprio per questo motivo che la legge attribuisce tanta importanza al giuramento: chi lo rende si accolla la responsabilità penale delle proprie dichiarazioni.

La conseguenza è che la parte che si rende responsabile del reato di spergiuro potrà anche vincere la causa civile, ma dovrà poi risarcire i danni conseguenti al reato commesso.

Peraltro, secondo la sentenza della Corte di Cassazione citata in apertura, ai fini della configurabilità del reato non assumono rilevanza l’irregolarità, l’invalidità o l’inammissibilità del giuramento secondo le norme civili, a meno che si tratti di vizi talmente gravi da far escludere la stessa qualificazione dell’atto come giuramento [3].

In altre parole, ai fini della sussistenza del reato di spergiuro importa solamente la veridicità (o meno) delle dichiarazioni rese e la consapevolezza della parte di mentire. Poco contano, invece, che possano esservi state delle irritualità meramente processuali. Secondo la Cassazione, infatti, il reato di spergiuro prescinde dalla conformità del giuramento alle norme civilistiche che disciplinano il mezzo di prova.

Ciò perché l’interesse penalmente protetto dalla norma è rappresentato dall’esigenza di tutelare la veridicità della dichiarazione giurata, ai fini della corretta amministrazione della giustizia civile, in considerazione del valore di prova legale che l’ordinamento riconosce a tale mezzo istruttorio.

Una volta ammesso il giuramento decisorio da parte del giudice civile, pertanto, sono irreversibilmente realizzati i presupposti per la commissione del delitto.

Non hanno effetti invalidanti dunque, irregolarità come l’omissione o la mancata menzione nel verbale di udienza dell’ammonizione rivolta dal giudice alla parte.

Per la Cassazione, dunque, affinché scatti il delitto non occorre nemmeno che la parte sia informata dal giudice del fatto che, mentendo, commetterebbe un crimine, in quanto è cosa nota a tutti che mentire in un processo può avere gravi conseguenze.

Insomma: chi va in tribunale per giurare il falso commette irrimediabilmente reato, senza che possa accampare alcuna scusa, tipo quella di non aver compreso di essersi impegnato a dire la verità oppure di non essere stato affatto avvertito dal giudice.

Il giuramento si può rifiutare?

Il giuramento non è obbligatorio, nemmeno se deferito dalla controparte; in un’ipotesi del genere, infatti, la parte che non se la sente di giurare (ad esempio, perché non vuole mentire) ha davanti a sé due strade:

  • rifiutare il giuramento, perdendo però la causa;
  • riferire il giuramento all’altra parte, cioè a colei che per prima aveva “lanciato la sfida” richiedendo il giuramento. In questa ipotesi, toccherebbe a costei scegliere se giurare e vincere la causa oppure rifiutare e perderla.

Chi va in tribunale per giurare il falso commette irrimediabilmente reato, senza che possa accampare alcuna scusa, tipo quella di non aver compreso di essersi impegnato a dire la verità oppure di non essere stato affatto avvertito dal giudice

note

[1] Art. 2738 cod. civ.

[2] Art. 371 cod. pen.

[3] Cass., sent. n. 2825 del 23 gennaio 2023.

Autore immagine: depositphotos


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