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Start-up innovative: tutti i nuovi incentivi per il 2016

12 Marzo 2016 | Autore:
Start-up innovative: tutti i nuovi incentivi per il 2016

Il Ministero dello Sviluppo economico ha esteso al 2016 gli incentivi fiscali per chi investe nelle start up.

La definizione di start-up innovativa è stato introdotta nel 2012 dal c.d. Decreto Crescita 2.0 [1].

Tale decreto richiede la costituzione della start-up nella forma della società di capitali, anche in forma cooperativa, e specifica che le azioni o le quote della società non devono essere quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione. L’oggetto sociale esclusivo o prevalente è lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad altro valore tecnologico.

Quali sono i requisiti che deve avere una start up innovativa?

La società per essere definita start-up deve possedere i seguenti requisiti [2]:

– dalla costituzione della società e per i successivi 24 mesi, i soci, persone fisiche, devono detenere 51% di azioni o quote e diritti di voto;

– possono accedere alle agevolazioni per le start up le società costituite che non operano da più di 48 mesi;

– le società devono avere la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;

– il valore della produzione annua, a partire dal secondo anno di attività, non deve superare i 5 milioni di euro;

– la società non deve distribuire o aver distribuito utili;

– la società deve avere come oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;

– la società non deve essere stata costituita a seguito di una fusione, di una scissione societaria o di una cessione di azienda o di ramo di azienda.

Inoltre, la start up deve soddisfare almeno uno dei seguenti criteri:

– Le spese per la ricerca e sviluppo devono essere uguali o superiori del 20% rispetto all’importo sostenuto tra il costo e il valore della produzione.

– La società deve impiegare una forza lavoro altamente specializzata che ha svolto o sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure che sia in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno 3 anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero. Tale forza lavoro, deve essere assunta dalla società in qualità di dipendenti o di collaboratori a qualsiasi titolo, con una percentuale uguale o superiore ad 1/3 del personale già assunto.

– La società deve essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno un brevetto relativo ad un’invenzione industriale, biotecnologica o relativa ai semiconduttori e alle varietà vegetali.

Quali sono i vantaggi e le agevolazioni fiscali?

In favore delle start up innovative è prevista un’ampia gamma di agevolazioni, che include:

– snellimento dell’iter burocratico e fiscale per tutte le operazioni legate al registro delle imprese: in particolare esenzione Imposta di Bollo e Diritto di Segreteria per l’Iscrizione nel suddetto registro;

– gestione societaria flessibile;

– disciplina del lavoro ad hoc: agevolazione per l’assunzione di personale altamente qualificato fino a una soglia massima di 200mila euro annui per ogni impresa;

– contratti di lavoro rinnovabili: in deroga a quanto stabilito dalla Riforma del Lavoro, i contratti tempo determinato dopo 36 mesi per le società ammesse alle start up, possono rinnovare per ulteriori 12 mesi;

– equity crowdfunding ovvero la possibilità di raccogliere fondi attraverso piattaforme online, in base alla normativa Consob;

– facilitazioni nell’accesso al credito bancario;

– incentivi fiscali all’investimento.

Cosa accade nel 2016?

Il Ministro Guidi ha firmato il decreto che prevede l’estensione al 2016 degli incentivi fiscali già operanti per i tre anni precedenti, insieme a un provvedimento in materia di nuove imprese ad alto tasso d’innovazione, con facilitazioni per l’accesso al Fondo di Garanzia. Non di minore importanza è che da poco è stato prevista la costituzione di una startup innovativa senza notaio.

Vediamo quali sono le agevolazioni sugli investimenti nelle startup innovative:

– i privati hanno la detrazione al 19% ai fini IRPEF per investimenti fino a 500mila euro.

– le imprese, possono dedurre dal reddito un importo pari al 20% dei conferimenti rilevanti effettuati, per un importo fino a 1,8 milioni;

– in caso di investimenti in startup a vocazione sociale, la detrazione è al 25%;

– per gli investimenti in aziende che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico la detrazione è del 27%.

Tali agevolazioni spettano fino a un ammontare complessivo dei conferimenti non superiore a 15milioni per ciascuna startup innovativa.

La durata massima del regime di agevolazione è 5 anni dal momento della costituzione.


note

[1] L. 221 del 2012 che ha convertito in legge il D.L. 179 del 2012 detto Decreto Crescita 2.0;
[2] art. 25 del D.L. 179/2012.


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