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Mutui INPDAP non rinegoziabili: lo Stato non sta alle regole

12 Marzo 2016 | Autore:
Mutui INPDAP non rinegoziabili: lo Stato non sta alle regole

Surroga e rinegoziazione non permessa: coi tassi fuori mercato dei mutui concessi dall’INPDAP oggi INPS, per cambiare tasso bisogna essere invalidi

Se avete stipulato un mutuo INPDAP, con tassi che allora vi sembravano interessanti, allora non siete stati abbastanza lungimiranti – perché avreste dovuto prevedere (come??) che i tassi sarebbero discesi – o, semplicemente e verosimilmente, vi fidate troppo della pubblica amministrazione.

In un momento in cui la rinegoziazione del mutuo appare una seria opportunità di risparmio esiste difatti un settore immodificabile, intoccabile, impermeabile al cambiamento.

Quel settore è la Pubblica amministrazione, con un corredo di regole e procedure che benchè spesso appaiano irragionevoli sono difficilmente modificabili.

Il Caso del mutuo INPDAP

E’ il settembre 2009, e l’INPDAP (fondo di previdenza dedicato ai dipendenti della PA) eroga un mutuo ad un tasso allora piuttosto vantaggioso, del 4,15%.

Si tratta di un mutuo a tasso fisso. E C’è un particolare: non è rinegoziabile. Sì perché sebbene la surroga e la rinegoziazione dei mutui siano ormai cosa stabile nel mercato finanziario, a tal punto che tanti di noi hanno preso la decisione di fare un tasso variabile per poi provare con una surroga a stabilizzare il tasso che dovesse divenire nel tempo troppo pericoloso, o eventualmente ad ottenere lo stesso risultato con una rinegoziazione con la nostra banca. Questa opportunità ormai “acquisita” dal consumatore non tange la PA.

Cos’è la Surroga del Mutuo?

La surroga – anche detta portabilità, introdotta dalla cosiddetta Legge Bersani [1], è quella procedura che permette di trasferire il proprio mutuo da una banca ad un’altra a costo zero, modificando i parametri e il tasso, senza per questo variare il debito residuo.

Cos’è la sostituzione del Mutuo?

A differenza della surroga, la sostituzione permette di richiedere un finanziamento per una somma aggiuntiva, la procedura in questo caso è differente dalla surroga e implica costi aggiuntivi per il richiedente.

Cos’è la rinegoziazione del mutuo?

La rinegoziazione del mutuo permette al correntista di rivolgersi alla banca che gli ha erogato il mutuo per richiedere condizioni migliori, stante il cambiamento del mercato. Di solito avere una potenziale surroga a portata di mano rende più semplice la rinegoziazione.

Il regolamento mutui INPDAP non permette la rinegoziazione.

La facoltà di rinegoziazione dei mutui erogati dall’ente previdenziale, oggi confluito nell’INPS, è concessa solo in caso di malattia invalidante o perdita del lavoro.

Un veloce calcolo di surroga

Se fosse possibile passare ad un mutuo con un tasso più vantaggioso – prendiamo come ha provato a fare il Sole 24 Ore un tasso medio del 2.7%, il piano di ammortamento risultante comporterebbe una spesa inferiore di ben 117 euro al mese per 27 anni, ovvero un totale sul capitale versato di circa 38mila euro. Una cifra da non sottovalutare.

Una cifra della quale evidentemente le casse INPS hanno grande necessità.

L’Aduc ha sollevato il caso

Il presidente dell’Aduc Giuseppe d’Orta è stato il primo a sottolineare quanto sarebbe importante che gli enti previdenziali non si comportassero come le banche, che le banche avrebbero un interesse comprensibile nell’evitare la rinegoziazione, ma non dovrebbe essere quell’interesse paragonabile a quello che invece dovrebbe avere lo stato per il suo cittadino e, nella fattispecie, la previdenza sociale nei confronti dei dipendenti pubblici. Che quello Stato servono.


note

[1] Legge 40/2007


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