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Compiuta giacenza: cos’è e quando si perfeziona

12 Marzo 2023 | Autore:
Compiuta giacenza: cos’è e quando si perfeziona

Cosa succede se una lettera raccomandata non viene ritirata entro i termini: quando gli effetti dell’atto così notificato si producono ugualmente.

Non hai ritirato una raccomandata che ti è arrivata mentre non eri a casa. Il postino ha lasciato nella cassetta delle lettere l’avviso con il tentativo di consegna e l’invito a recarti presso l’ufficio postale per ritirare la missiva, ma non ci sei andato entro il termine indicato.

Ora hai il timore di subire effetti negativi, perché potrebbe trattarsi di un atto giudiziario, di una diffida legale o di una cartella esattoriale, e perciò hai bisogno di sapere cos’è e quando si perfeziona la compiuta giacenza.

Compiuta giacenza: cos’è e come funziona

Quando il destinatario di una raccomandata o di un atto giudiziario è assente dal luogo di recapito, e in casa o in azienda non ci sono altre persone in grado di ricevere l’atto (familiari conviventi, impiegati, portiere), il postino lascia un avviso di giacenza, nel quale si comunica che l’atto può essere ritirato presso l’ufficio postale entro un preciso termine, che, a seconda dei casi, è:

  • di 10 giorni per gli atti giudiziari (sentenze, ordinanze, decreti, precetti, pignoramenti, procedure esecutive, citazioni di testimoni);
  • di 30 giorni per le lettere raccomandate di qualsiasi altro genere (ad esempio, diffide legali, risoluzione di contratti, contestazioni, verbali di assemblea condominiale, intimazioni di pagamento, comunicazioni di messa in mora del debitore, ecc.).

Compiuta giacenza: quando si perfeziona 

La compiuta giacenza si perfeziona quando si arriva alla scadenza del rispettivo termine di 10 o di 30 giorni sopra indicato. A quel punto, l’atto non consegnato al destinatario e da egli non ritirato entro i termini viene rispedito al mittente, che in tal modo verrà informato della compiuta giacenza, con gli effetti che ora ti spieghiamo.

Intanto avrai già capito che la compiuta giacenza serve a realizzare una presunzione legale di conoscenza della raccomandata, o dell’atto giudiziario, anche se non sono stati materialmente ritirati dal destinatario; altrimenti sarebbe fin troppo facile sottrarsi alle pretese della giustizia, degli enti impositori o dei creditori semplicemente evitando di ricevere la consegna del plico.

Compiuta giacenza: quali effetti ha

Con la compiuta giacenza, la raccomandata si presume validamente notificata, ed altrettanto vale per l’atto giudiziario. Perciò in questi casi la “strategia dello struzzo” non funziona affatto: non serve evitare di ritirare la raccomandata o l’atto giudiziario, perché la notifica nei confronti del destinatario si perfeziona regolarmente, una volta decorso il termine di legge, come se l’atto fosse stato ricevuto e addirittura conosciuto nel suo contenuto.

Quindi gli effetti dell’atto si producono comunque: a questo serve la compiuta giacenza. E il termine più breve fissato per gli atti giudiziari rispetto a quelli privati serve proprio ad evitare paralisi o dilatazione dei tempi processuali.

Compiuta giacenza: giurisprudenza

A tal proposito la giurisprudenza della Cassazione [1] è granitica nell’affermare che «in tema di notificazione a mezzo del servizio postale e con riguardo alle ipotesi di mancata consegna del piego per temporanea assenza del destinatario, ovvero mancanza, rifiuto o inidoneità della persona abilitata a riceverlo, la notificazione si perfeziona, per il notificante, nel momento in cui il piego (non potuto consegnare) viene depositato presso l’ufficio postale, e, per il destinatario, nel momento in cui il piego viene ritirato, ovvero, in mancanza, quando interviene la cosiddetta compiuta giacenza».

Anche questo decorso anticipato del termine per il notificante, rispetto al destinatario – ciò che tecnicamente si definisce «scissione del momento perfezionativo della notifica» [2] – serve ad accelerare gli effetti della procedura notificatoria in favore di chi l’ha instaurata. Infatti il mittente potrà dimostrare la compiuta giacenza mediante l’avviso di ricevimento, detto anche ricevuta di ritorno, cioè la cartolina restituitagli dall’ufficio postale e che comprova il perfezionamento della notifica, o, se si tratta di atti giudiziari, con la Cad (Comunicazione di avvenuto deposito).

Approfondimenti

Se non hai ritirato la raccomandata in tempo utile ed il plico è stato restituito al mittente, puoi comunque presumere il suo contenuto dal codice riportato sull’avviso, e che fornisce indicazioni utili sulla tipologia dell’atto: leggi avviso di giacenza raccomandata: codici per sapere che c’è dentro.


note

[1] Cass. S.U. sent. n. 137/2000.

[2] C. Cost. sent. n. 477/2002.


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1 Commento

  1. Per una comunicazione inviata via PEC (posta elettronica certificata) come opera la compiuta giacenza e come si ricostruisce (ammesso che ci sia) il percorso di questa comunicazione? A differenza delle raccomandate cartacee, la PEC è molto più veloce e si dovrebbe perfezionare prima… Tante volte si parla di raccomandate cartacee sostituite dalla PEC, ma è difficile capirci qualcosa se nessuno spiega come stanno le cose…. Ottimo articolo ad ogni modo, esauriente e completo come sempre…

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