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Scadenze IVA: quando pagare il saldo annuale?

14 Marzo 2016
Scadenze IVA: quando pagare il saldo annuale?

Le imprese e i titolari di P. IVA sottoposti al pagamento del saldo annuale entro il 16 marzo, ma si può differire: ecco come fare per non incorrere nel penale.

Il saldo IVA annuale, normalmente da versare ad opera dei contribuenti titolari di partita IVA che prevedono un versamento trimestrale, entro il prossimo 16 marzo, possono decidere di differire il pagamento alla data della presentazione della dichiarazione dei redditi.

IVA nel caso di dichiarazione autonoma

Nel caso di presentazione della dichiarazione IVA autonoma, il contribuente potrà decidere di effettuare un versamento in un’unica soluzione entro il 16 marzo di ogni anno o di effettuare una rateizzazione che tuttavia prevede un importo dello 0,33% mensile per ogni rata mensile successiva alla prima.

IVA nel caso di dichiarazione con l’UNICO

Nel caso in cui la dichiarazione IVA venga effettuata all’interno del modello Unico, allora il contribuente può decidere di versare l’importo entro il 16 marzo, o versare, sempre in un’unica soluzione, entro la scadenza per i versamenti Unico – dunque al momento della dichiarazione dei redditi – con la maggiorazione di uno 0,4% per ogni mese o frazione di mese successivi; o ancora di rateizzare l’importo complessivo applicando la maggiorazione dello 0,4% per ogni rata successiva alla prima dal 16 marzo al momento della presentazione dell’Unico e poi del 0,33% per ogni rata successiva.

Versamento IVA in pratica

Se si decide di differire il versamento IVA in un’unica soluzione entro il 16 giugno o il 18 luglio 2016, l’importo dovrà essere maggiorato dell’1,2% nel caso del pagamento a giugno e del 1,6% nel caso del pagamento a luglio. Se in in quella data si dovesse decidere di rateizzare, l’importo sarà aumentato dello 0,33% per ogni mese di rateizzazione successivo al primo.

Pagamento Iva con F24

Il saldo Iva richiede il versamento attraverso il modello F24 telematico. Il pagamento dovrà essere riportato inserendo all’interno della voce “erario” il codice tributo 6099 mentre per gli interessi rateali di cui abbiamo detto si dovrà inserire il codice 1688. Bisognerà inserire il numero della rata che si sta versando e anche il numero totale delle rate previste, come anno di riferimento sarà necessario inserire in questo caso 2015.

Al fine di presentare l’F24, nel caso in cui ci sia importo zero, si può utilizzare soltanto il servizio dell’agenzia delle entrate dunque Entratel o Fisconline; nel caso invece in cui si sia in presenza di importi a debito (anche da compensare) il modello F24 potrà essere presentato anche tramite banca.

Arrotodamenti importi IVA

Fate attenzione agli arrotondamenti perché nel caso di versamento effettuato in unica soluzione il 16 marzo, l’importo da indicare viene esposto arrotondato all’unità di euro, mentre invece nel caso di versamento differito a giugno o luglio, dunque nella dichiarazione Unico, l’importo sarà arrotondato al centesimo di euro.

Sanzioni tardato o omesso versamento dell’Iva

Chi non versa l’IVA debitamente è soggetto a sanzioni che possono essere di natura sia amministrativa sia penale. Nel caso di sanzioni amministrative – dovute nel caso di insufficiente o mancato versamento dell’Iva – la sanzione stessa sarà pari al 30% dell’importo non versato, mentre invece nel caso di omesso versamento dell’Iva, qualora l’ammontare superi l’importo di 250mila euro [1] esso potrà essere punito con la reclusione da sei mesi a due anni.

Quando il ritardo IVA diventa penale?

Perché il reato penale per omesso versamento dell’IVA venga posto in essere non sarà tenuto in conto il semplice ritardo, ma un ritardo prolungato che si protragga fino al 31 dicembre dell’anno successivo al periodo di imposta in cui l’illecito è stato compiuto.


note

[1] DLgs 185/2015


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