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Buoni fruttiferi postali: pagati metà degli interessi attesi

15 Marzo 2016
Buoni fruttiferi postali: pagati metà degli interessi attesi

Ecco la sentenza che condanna le Poste che a seguito di un decreto del governo avevano pagato ai risparmiatori solo la metà degli interessi attesi. 

Sono stati già risarciti i primi venti risparmiatori che si sono rivolti al giudice per essere tutelati rispetto all’inspiegabile riduzione degli interessi sui buoni fruttiferi postali, oggi il decreto – già emesso in via provvisoria – diventa definitivo.

Un anno fa il Movimento dei consumatori aveva  presentato 20 ricorsi per tutelare i risparmiatori rispetto ad un inaspettato abbassamento dei tassi di interesse previsti dai buoni fruttiferi postali trentennali. I buoni a cui si fa riferimento nella questione sono quelli con serie M, N ed O. Emessi dal 1974 al 1986, questi buoni si presentavano come un assegno che sul retro riportava le modalità di rivalutazione nei trent’anni. Quello che non era scritto – ovviamente – è che nel 1986 un decreto ne avrebbe abbassato il rendimento dimezzandolo. Un “trucchetto” che ha messo una pezza al bilancio di allora e che non sarebbe stato scoperto dai risparmiatori se non al momento dell’incasso (dunque dal 2004 al 2016, epoche futuristiche per allora).

In questo frangente evidentemente la responsabilità non può essere addebitata alle poste in termini operativi, considerato difatti che l’ente postale non ha fatto altro che applicare la legge imposta dal governo, secondo il giudice tuttavia ciò che è errata è stata la mancanza di comunicazione individuale del cambiamento delle condizioni di prestito, passaggio che rappresenterebbe “un’evidente violazione degli obblighi contrattuali” e in particolare del principio di “buona fede contrattuale”. Non basterebbe difatti la comunicazione in Gazzetta Ufficiale a modificare unilateralmente le condizioni, come è noto a chiunque abbia un conto corrente, le modifiche unilaterali devono dare il diritto ai singoli risparmiatori di esercitare un recesso. Tale diritto non è stato tutelato in questo frangente.

Buoni Fruttiferi Postali: Buoni, sempre (?)

Il fatto che questa notizia esca proprio in concomitanza di una campagna di comunicazione delle Poste che sfruttando la scia dello scandalo Banche, tende a ricollocare l’ente postale nazionale nell’alveo degli investimenti sicuri (“Buoni Fruttiferi Postali: Buoni, al 100%, Sempre” o ancora “I più ricercati dai cacciatori di certezze”), ha certamente dell’ironia.

A tutela delle Poste Italiane e per correttezza è bene in ogni caso precisare che, come specificato in apertura, la sentenza a cui facciamo riferimento entra nel merito di una questione per la quale il decreto di ingiunzione al pagamento era stato già emesso in via provvisoria, ragion per cui le Poste avevano già provveduto a risarcire i risparmiatori con la differenza tra quanto percepito effettivamente e quanto invece sarebbe loro spettato in assenza del decreto di modifica del 1986.

Per concludere, se avete buoni fruttiferi (pensate a quando eravate bambini quanti regali sono stati fatti per battesimi, cresime e comunione attraverso il solido e sicuro servizio postale… ) non vi resta che controllare la serie. Se dovesse essere M, N oppure O, allora sarete tra gli “sfortunati estratti” e sarà bene richiedere assistenza ad un avvocato. E come sempre siamo a vostra disposizione con il nostro team di consulenti.



1 Commento

  1. Salve ho un buono di 1000.000 di lire del 1986 serie B, vorrei sapere se perdo qualcosa perché lo devo cambiare

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