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Stop alle auto blu: è peculato l’uso casa – lavoro

16 Marzo 2016 | Autore:
Stop alle auto blu: è peculato l’uso casa – lavoro

Passa all’unanimità alla Camera la norma proposta dal M5S che proibisce l’uso delle auto blu nel tragitto casa – lavoro o l’acquisto e locazione di nuovi mezzi.

Stop alle Auto Blu. Presentato dal M5S (Movimento 5 Stelle) e supportato dalla maggioranza, passa alla Camera il provvedimento che permette di inquadrare l’uso dell’auto blu sul tragitto casa – lavoro come peculato. Inoltre viene posticipato al 31 dicembre 2017 il divieto per le amministrazioni pubbliche di acquistare nuove auto di servizio, così come di avviare contratti di locazione finanziaria aventi ad oggetto autovetture. Si tratta di un divieto che era previsto nella legge di stabilità del 2015 e che prevedeva la limitazione solo relativamente allo scorso anno fiscale.

Il provvedimento auto blu

Proposto dal Movimento 5 Stelle, in particolare a firma di Giorgio Sorial, il provvedimento è passato alla Camera con 387 voti favorevoli e nessun voto contrario e 19 astenuti. Il provvedimento passerà ora al Senato, dove si prevede – stante che i numeri pur risicati del Partito Democratico saranno ampiamente supportati dai Senatori del Movimento 5 Stelle – che non ci siano problemi per l’approvazione.

Peculato per l’uso dell’auto blu

Si tratta di peculato, questo il reato che si ipotizza in base all’art. 1 del provvedimento che impedisce l’uso nel tragitto casa – ufficio / ufficio – casa delle auto blu. La norma riguarda tutte le auto che siano ad uso non esclusivo, che dovranno al contempo essere inserite all’interno del conto economico consolidato dell’amministrazione pubblica.

La definizione: Peculato

Si definisce peculato (Edizioni Simone) Ai sensi dell’art. 314 del codice penale, il reato che è commesso da pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio che essendo in possesso, per ragioni di servizio, di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria. Il reato – come sottolinea il Dizionario Online di Edizioni Simone, nostro partner, appartiene – appunto – alla categoria dei delitti contro la PA. Ragion per cui il soggetto attivo può essere solo un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio, tuttavia il reato si configura anche nel caso in cui il bene del quale il soggetto faccia cattivo uso non appartiene alla PA ma ad un privato, essendo stato abrogato il delitto di “malversazione” precedentemente previsto dall’art. 315 del c. p. Perché il reato si configuri, dunque, è necessario che ci sia dolo, ovvero che nell’effettuare l’appropriazione indebita si sia a conoscenza dell’altruità del bene.

Il reato è punibile dunque con il carcere, da un minimo di sei mesi e fino a 3 anni.

Banca d’Italia, e Consob: basta auto blu

Sono coinvlte nel provvedimento in maniera esplicita anche la Banca d’Italia, la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa e l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni. Per tutti gli enti pubblici lo spostamento è consentito solo per ragioni di servizio “che non comprendono lo spostamento tra abitazione ed ufficio”.

Sanzioni pecuniarie per chi non dichiara le auto blu

Sono previste specifiche sanzioni per coloro i quali in violazione della previsione di legge decidessero di acquistare nuove auto blu o di locare autoveicoli di servizio sino al 31 dicembre 2017.

Pesanti sanzioni pecuniarie che andranno da 5mila a 10mila euro saranno infine comminate anche ai dirigenti che non parteciperanno annualmente al censimento delle auto di servizio.

Quanto costano e quante sono le Auto Blu

In Italia il costo delle auto blu è stato calcolato in 400milioni di euro l’anno. Sebbene il numero sia in discesa, dalle originarie 60mila si è difatti passati a 20mila, i censimenti ai quali anno dopo anno le amministrazioni si devono sottoporre per rendere trasparente il numero di auto di servizio a propria disposizione è molto spesso “evaso”. Non hanno risposto al censimento ben 5.334 comuni su 8.048, ovvero una percentuale pari al 66% dei comuni italiani.



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