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Cessione del quinto dello stipendio: ecco come fare

16 Marzo 2016
Cessione del quinto dello stipendio: ecco come fare

Richiedere la cessione del quinto per un prestito semplice e sicuro: chi può farlo, chi è escluso, come effettuare il calcolo con un esempio pratico.

La cessione del quinto, regolamentata dal Testo Unico delle Leggi concernenti la Cessione dello stipendio [1], è una delle pratiche più sicure per la concessione di prestiti personali. E’ particolarmente sicura per il debitore perché offre la possibilità di affrontare il prestito sulla base del proprio reddito e solo nel caso in cui esso possa essere effettivamente restituito, d’altra parte essa offre garanzia anche all’istituto finanziario, rispetto alla solvibilità del debitore e alla puntualità dei pagamenti. Inoltre è particolarmente semplice da ottenere stante che l’istituto bancario o l’intermediario finanziario non hanno bisogno di analizzare l’affidabilità economica, basterà difatti che sia controllata la situazione debitoria del richiedente. Infine non è un prestito finalizzato (come ad esempio il prestito al consumo che si ottiene per acquistare un’auto o un elettrodomestico), per cui il debitore non deve giustificare in alcun modo la richiesta. Non tutti sanno che la cessione del quinto può essere richiesta anche dai pensionati. Vediamo come funziona.

Cos’è la cessione del quinto dello stipendio?

La cessione del quinto è un finanziamento che permette di ottenere un prestito a fronte di una rata che si sostanzia in un quinto della retribuzione. La restituzione del quinto avviene direttamente con addebito diretto in busta paga o nella pensione.

Se è vero che generalmente gli istituti bancari o gli intermediari tendono a offrire la possibilità della cessione del quinto solo ai lavoratori dipendenti, è vero anche che ultimamente il settore si sta aprendo alla possibilità di offrire il prodotto ai lavoratori “atipici” o parasubordinati, posto che in questi casi saranno richieste garanzie specifiche. La busta paga in ogni caso è requisito essenziale e – spesso – non sufficiente, stante che per le aziende con un numero di dipendenti inferiori a 16 sono necessari generalmente almeno 7 anni di anzianità nel servizio.

Quanto si può richiedere con la cessione del quinto?

Il riferimento per sapere quanto si può ottenere con la cessione del quinto è il Trattamento di Fine Rapporto che appare in busta paga e che costituisce per l’intermediario finanziario la vera garanzia nei confronti del lavoratore. Per questa ragione l’importo non sarà mai superiore all’importo del TFR e il trattamento di fine rapporto non potrà essere mai corrisposto in busta paga.

Per i pensionati si può accedere a condizione che la pensione non sia inferiore ai 600 euro e che non si tratti di una pensione di invalidità o di assegni sociali.

Per i dipendenti pubblici è spesso richiesto anche il requisito di un buon Coefficiente Assicurativo, un valore attraverso il quale è possibile aumentare il TFR accantonato.

Chi non può richiedere la cessione del quinto?

Sono esclusi dalla cessione del quinto alcune tipologie di lavoratori per i quali non è presente il requisito fondamentale della busta paga o che offrono scarse garanzie ai finanziatori. In particolare:

– lavoratori dipendenti con contratto a tempo determinato o parasubordinato (con le aperture di alcuni istituti, dei quali si è detto nel paragrafo precedente);

– lavoratori dipendenti da aziende privati il cui coefficiente assicurativo sia basso o con meno di 3 anni di servizio;

lavoratori autonomi;

pensionati INAIL con pensione troppo bassa;

– dipendenti con uno stipendio temporaneo (come nel caso della maternità) o dipendenti da aziende private che abbiano problemi di liquidità;

– dipendenti di aziende private con numero di personale al di sotto dei 5 dipendenti.

  

Quanto dura la cessione del quinto?

La durata massima della cessione del quinto è solitamente 10 anni per i dipendenti, mentre nel caso di cessione dalla pensione la durata può essere abbassata anche a 5 anni.

La richiesta può essere fatta dai 18 agli 85 anni. Mentre l’importo non sarà comunque superiore al quinto del proprio stipendio, in ragione della richiesta di finanziamento effettuata alcuni istituti potrebbero invece proporre anche soluzioni agevolate che prevedano una rata di fatto inferiore al quinto dello stipendio.

 

 

Come calcolare la cessione del quinto?

Calcolare la rata derivante da una richiesta di cessione del quinto è relativamente semplice. Vediamo come fare in pochi passaggi.

Partendo dal proprio stipendio netto dividiamo la cifra per 5 per ottenere la rata massima.

Moltiplichiamo questo valore per la durata del rimborso espressa in mensilità (per 4 anni ad esempio moltiplichiamo per 48). Il risultato sarà il montante, ovvero il capitale richiesto che andremo a restituire più gli interessi che ad esso saranno applicati e ogni altro tipo di spesa che si dovrà applicare al finanziamento (ad esempio assicurazioni, spese di istruttoria, commissioni di vario genere). Otterremo così l’importo netto che ci sarà erogato.

Un esempio pratico di calcolo del quinto

Se il nostro stipendio netto ammonta a 1250 euro, dividendo l’importo per 5 otterremo 250 euro di rata massima. Moltiplicando 250 per 48 rate (una per ogni mese per 4 anni) otterremo il montante che nel nostro esempio corrisponde a 12mila euro (250*48=12mila). Questo sarà l’ammontare che restituiremo nei 4 anni.

Per ottenere l’importo netto percepito con la cessione del quinto, a tale montante dobbiamo sottrarre interessi, assicurazioni e altre spese. Supponiamo di avere un 5% per gli interessi, un 3% per le assicurazioni e un ulteriore 2% per le altre spese. Procediamo come di seguito: moltiplichiamo 12mila per 0.95 per sottrarre gli interessi e otteniamo 11.400 euro. A queste togliamo il 3% di assicurazione moltiplicando per 0,97. Alle 11.058 rimanenti sottraiamo un ulteriore 2% di altre spese moltiplicando per 0,98. L’importo netto che ci sarà erogato sarà in questo caso di 10.836,84 euro.

Si tenga presente che il presente calcolo tiene in conto per facilità di calcolo importi solo orientativi ed esemplificativi relativamente a interessi, spese e assicurazioni, è fondamentale leggere con attenzione  le condizioni di finanziamento per esser sicuri di conoscere le cifre esatte.

 

Cessione del quinto: cosa succede se perdo il lavoro?

Nel caso di licenziamento o perdita del lavoro durante il periodo in cui si beneficia di un finanziamento a fronte della cessione del quinto, l’istituto bancario o l’intermediario si avvarranno delle clausole di garanzia del contratto che permettono loro di accedere al TFR del lavoratore.


note

[1] DPR 180/50


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