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Buoni fruttiferi postali: richieste alte e interessi nulli

16 Marzo 2016 | Autore:
Buoni fruttiferi postali: richieste alte e interessi nulli

Molto alte le richieste di Buoni postali: dimostrano una forte resistenza alle fluttuazioni di mercato e offrono sicurezza all’investitore, ma il guadagno?

Già nello scorso anno la richiesta di Buoni Fruttiferi è stata molto alta e ha portato nelle casse delle Poste Italiane un capitale particolarmente rilevante. Anche in questo inizio del 2016, a dispetto delle problematiche giudiziarie che le Poste hanno avuto e delle quali abbiamo detto, problematiche peraltro limitate ad un periodo molto lontano nel tempo e non determinate dalle Poste quanto piuttosto da un artificio di bilancio dell’allora Governo, i buoni stanno ottenendo risultati di successo.

Vediamo nello specifico quali siano le condizioni che offrono.

Quali Buoni Fruttiferi postali sono disponibili?

Il prodotto “Europa” offre rendimenti legati al mercato azionario europeo, i buoni “3X4 Fedeltà” offrono la possibilità di reinvestire le somme dei BFP scaduti ottenendo un rendimento leggermente maggiore; il buono “Dedicato ai minori” che è disegnato per investire nel futuro dei bimbi (una sorta di sostituzione dell’apertura del libretto postale, che si faceva nel “secolo scorso”) e il buono fruttifero “Ordinario” con un rendimento crescente.

Quali rendimenti per i buoni fruttiferi postali?

Se si ricercano rendimenti alti, non è il prodotto che fa al proprio caso. I prodotti postali sono “sicuri” perché emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti e per conseguenza garantiti dallo stato al 100%. Per altro verso il tasso di interesse è assolutamente basso e va da un minimo dello 0,20% ad un massimo del 2,50% lordo, ma solo per scadenze a lungo periodo.

Gli ultimi interventi che hanno portato gli interessi europei in negativo hanno del tutto azzerato il valore di questo tipo di investimento che oggi tocca una resa dello 0,01%.

La sicurezza dei Buoni fruttiferi è tuttavia ciò che maggiormente attrae i piccoli investitori, le famiglie italiane che sono evidentemente più interessate a poter semplicemente riavere indietro i propri soldi – il che in periodi come questo è già un passo avanti.

A ben vedere però, se si tiene conto del tasso di inflazione attuale e futuro, ci si rende conto che anche il capitale investito non è a rischio, ma non sarà mai lo stesso in termini di potere reale d’acquisto, se non anche in valore assoluto (questo evidentemente dipenderà anche dall’andamento degli interessi). Per farla breve ad oggi investire mille euro in buoni fruttiferi equivale ad una rendita che alla fine dell’anno potremo trovare nel portaspiccioli del nostro portafogli. E non è un’esagerazione, quanto meno per il prodotto “Europa”.

Come calcolare la rendita di un buono fruttifero postale?

Per calcolare la rendita del buono, il riferimento principale è quello del sito ufficiale della CDP che offre – con uno slancio encomiabile di trasparenza – un calcolatore specifico per ciascuno dei prodotti proposti.

L’esempio pratico è presto fatto. Se si investono 1000 euro in data di oggi su un buono postale “Europa”, si otterranno tra 4 anni 1000,35 euro netti. Questo vuol dire che si ottengono 3,5 euro per un investimento di 4 anni per 10mila euro. E per raggiungere i 35 euro l’investimento per 4 anni si deve portare a 100mila euro. Appunto, non un prodotto per investitori.

Facciamo il medesimo calcolo per completezza sugli altri prodotti offerti da CDP. Scopriremo che con un buono ordinario, a fronte di un investimento di 20 anni di 100mila euro otterremo un montante liquidato netto pari a 105.797,64 euro; con il buono “3X4 Fedeltà” con lo stesso amontare otterremo una quota di interessi simile, per un montante netto liquidato di 105.396,81 (ma a fronte di un periodo di tempo ben più corto, visto che il prodotto prevede 12 anni di investimento); con il buono “Dedicato ai minori” che significativamente ha una durata pari al raggiungimento della maggiore età da parte del minore (dunque una durata di 18 anni) con un investimento di 100mila euro si otterranno indietro 108.139,25 euro.

Qual è il vantaggio del Buono Fruttifero Postale?

Il vantaggio è che se anziché investire i soldi nel Buono fruttifero si decidesse di lasciarli sul conto corrente senza fare alcuna operazione, quei soldi tra bolli e tasse non solo non frutterebbero, ma si ridurrebbero inesorabilmente.

Inoltre i fondi che si investono nei buoni fruttiferi non sono vincolati e sono restituibili in qualsiasi momento con gli interessi maturati sino ad allora.

Esiste naturalmente la soluzione del conto deposito. Ma non è garantito dallo Stato oltre i 100mila euro pro-capite.

Questione di scelte di investimento, se di investimento si può ancora parlare.

Si perché, per altro verso, fermo restante che l’impegno ultradecennale e/o ventennale come si vede dal calcolo sopra riportato offre qualche euro in più nel tempo, sarebbe corretto, per valutare adeguatamente l’investimento, applicare una stima del tasso di inflazione sul medesimo periodo di tempo per verificare se, ad esempio, nostro nipote sarebbe in grado di avere il medesimo potere di acquisto tra 18 anni con il montante liquidato, rispetto al potere di acquisto che noi abbiamo ad oggi con l’ammontare di quell’investimento. E’ vero difatti che oggi siamo in deflazione, per cui il problema del potere di acquisto si pone solo relativamente, ma come si vede, nel mercato globale i cambiamenti sono molto repentini.



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