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Agevolazioni per Ricerca e Sviluppo: tutte cumulabili

17 Marzo 2016
Agevolazioni per Ricerca e Sviluppo: tutte cumulabili

Dal Patent Box, all’assunzione di personale qualificato, alle spese di ricerca incrementali, all’ACE: nessun limite a Ricerca e Innovazione delle imprese. 

E’ stata pubblicata ieri una circolare dell’Agenzia delle Entrate che prevede la cumulabilità delle agevolazioni in materia di ricerca e sviluppo.

In un periodo in cui sembra che l’imprenditoria italiana possa ripartire solo con una spinta innovatrice forte, il divieto di cumulo tra agevolazioni sarebbe stata una mossa sbagliata e in controtendenza con la necessità di rilancio del sistema.

La circolare [1], pubblicata ieri interviene direttamente sul tema, specificando come il credito di imposta per R&S  [2] sarà cumulabile dunque con la Nuova Sabbatini, così come con il Patent Box, l’ACE e i superammortamenti.

Nella circolare si stabilisce in maniera chiara come il credito di imposta possa essere dunque cumulato con le nuove agevolazioni, ivi comprese – oltre a quelli specificati in apertura – anche le assunzioni di profili altamente qualificati [3].

Cumulabilità credito R&S e Patent Box

Il tema della cumulabilità con il Patent Box è particolarmente rilevante. In particolare i due strumenti difatti non solo sono cumulabili, ma sono sinergici e complementari. Difatti dei due uno interviene a monte – il credito di imposta appunto – nell’agevolazione delle spese che sono necessarie allo sviluppo di quelle competenze e nell’acquisto di quelle attrezzature che renderanno prevedibilmente possibile la presentazione di brevetti o di opere di ingegno tutelabili. Tali opere potrebbero portare a dei redditi di impresa che saranno agevolati al 40% per il 2016 e al 50% nel 2017.

Inoltre tutti i costi effettuati in regime di credito di imposta R&S sono secondo la circolare rilevanti ai fini della determinazione delle spese “qualificate” da inserire nel numeratore della formula di calcolo del patent box, con l’obiettivo finale di permettere che il rapporto sia quanto più vicino possibile al 100% delle spese di ricerca agevolabili.

Chi può fruire del credito di imposta?

Il credito di imposta può essere fruito da imprese e reti di impresa, enti non commerciali o consorzi, che investano in attività di ricerca e sviluppo sino al 2019.

Ci sono limiti al credito di imposta R&S?

I limiti presenti in precedenza derivanti dall’applicazione delle regole dei fondi strutturali o dal limite dei 500milioni di euro annui stabilito per legge, oggi non ha più vincoli. Il credito viene difatti concesso per tutte le spese ma per un ammontare del 25% delle spese “incrementali” in ricerca e sviluppo. Per incrementali si intende che il credito viene concesso rispetto al volume di ricerca che l’impresa richiedente effettua “in più” rispetto alla media delle spese sostenute nel triennio 2012-2014.

Rispetto alle spese del personale si ha invece un credito pari al 50% che viene considerato valido anche per l’acquisizione di expertise al di fuori dell’azienda (ricerca extra muros con università o start-up innovative).

Quanto si può agevolare con il credito di imposta?

Ulteriori novità sono l’aumento del limite massimo di importo agevolato che da 2,5milioni di euro passa a 5milioni. Per potere fare la richiesta è necessario tuttavia che le spese di ricerca siano almeno 30mila euro (il limite anche in questo caso è stato reso più flessibile, in precedenza difatti esso era fissato ad un minimo di 50mila euro).


note

[1] Agenzia delle entrate,  circolare 5/E/3026.

[2] Legge di Stabilità 2015, L. 190/2015.

[3] Dl 83/2012.


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