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Pensioni INPS: Arrivano le buste arancioni

17 Marzo 2016 | Autore:
Pensioni INPS: Arrivano le buste arancioni

Dopo anni di attesa la previsione di pensione arriverà nelle case di 7milioni di italiani. Con tutte le sorprese del caso: forse non contengono la pensione.

Le buste arancioni sono il Sacro Graal di tutti i professionisti e le partite Iva senza cassa, di tutti i lavoratori a progetto, dei parasubordinati in generale, di tutti coloro i quali, insomma, nati in un’epoca troppo recente per ritenere il posto fisso una possibilità, si sono da tempo aperti alla possibilità di un mercato del lavoro flessibile, purchè il lavoro ci sia.

Cosa si trova nella busta arancione?

Nella busta arancione si trova, o sarebbe meglio dire “si dovrebbe trovare”, il calcolo orientativo della pensione, una sorta di conto del premio assicurativo che lo Stato – come qualsiasi assicurazione che gestisce i piani di accumulo privati già offre – dovrebbe fornire ai lavoratori che mensilmente alla previdenza sociale devolvono gran parte del proprio salario lordo.

Ed è come il Sacro Graal per quella categoria sempre più ampia di lavoratori a cui abbiamo fatto riferimento, dicevamo, sì perché l’INPS non ha mai avuto la forza, o i mezzi, la si veda come si vuole, di offrire la busta anche ai lavoratori senza cassa. Perché questo sarebbe corrisposto a svelare che quella fetta di lavoratori che tiene in piedi con la gestione separata l’intero sistema previdenziale essendo l’unica gestione in attivo, si troveranno tra qualche anno con una pensione misera, che è spesso meno conveniente della pensione “sociale”. Non è un caso che il colore arancione derivi dal colore della comunicazione che Paesi ben più civili quali la Svezia inviano da tempo ai contribuenti.

Operazione trasparenza INPS

Tito Boeri Presidente dell’INPS ha voluto dunque dichiarare ufficialmente in conferenza stampa che il momento è arrivato e che in qualche modo, parafrasando le sue dichiarazioni, il Paese è pronto (sic!). L’obiettivo dell’invio è di fornire ai cittadini una maggiore “consapevolezza per la tutela finanziaria e previdenziale”, in un paese dove solo il 60% circa della popolazione ha un PIN INPS, mentre un 40% non ha mai avuto accesso ai servizi telematici dell’ente e di questo 40% un 42% è al di sotto dei 40 anni mentre il 34% è tra i 40 e i 50 anni. Un paese che, insomma, a detta del Presidente Boeri, deve imparare a far di conto.

Per fare questo si è deciso di mandare le citate buste arancioni – o lettere arancioni – nelle case degli italiani, un provvedimento che spingerà l’utente a registrarsi sul sito dell’INPS se non lo si è già fatto e ad acquisire un’identità digitale.

SPID: ecco il motivo dell’invio delle lettere arancioni

La SPID, ovvero l’identità digitale unica. Si perché che c’entri con questo slancio di trasparenza l’avviamento del processi di Identità digitale unica non è un mistero e in ogni caso, qualsiasi sia la ragione, ben vengano i provvedimenti di trasparenza. Come forse non tutti sanno difatti – ma ne abbiamo parlato nel nostro portale qualche giorno fa – è in avvio il percorso di unificazione delle identità digitali del cittadino. Se è vero che si tratta di un processo forse tardivo e certamente necessario, bisogna dare atto all’INPS di essere stata la prima amministrazione ad essersi aperta alla consultazione digitale e alla dematerializzazione.

Si tenga presente che sul sito dell’ente è già da tempo attivo il simulatore della pensione, c’è dunque da sperare che la busta non sia una mera incitazione all’utilizzo di quello strumento. Troppo tendenzioso? Si sa, a pensar male…

Quando arriveranno le lettere arancioni?

Il primo invio si prevede per metà aprile e interesserà tutti i dipendenti degli enti privati, per un totale di 150mila lettere inviate ogni giorno. Ai dipendenti pubblici l’informazione sarà invece acclusa alla busta paga.



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