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Delocalizzare in Russia: quali strumenti contrattuali?

18 Marzo 2016 | Autore:
Delocalizzare in Russia: quali strumenti contrattuali?

Come spostarsi in Russia: il protezionismo stimola gli investimenti italiani e lo sviluppo passa dalla rete. A cosa fare attenzione nell’attuare l’investimento?

Delocalizzare in Russia è un’occasione di crescita per le imprese italiane e bisogna provare ad intercettare le numerose opportunità che sembrano aprirsi. Questa la ragione per la quale si intensificano gli sforzi italiani, sia da parte del settore privato che da parte del settore pubblico, per cercare di recuperare il fenomeno di pesante diminuzione delle esportazioni verso il Paese, un fenomeno che ha messo in ginocchio numerose imprese nazionali.

Come tutti sanno, a seguito del conflitto in Ukraina, da marzo 2014 l’UE ha imposto sanzioni nei confronti della Russia.

La reazione del Kremlino non si è fatta attendere e, nell’agosto 2014, è stato posto il divieto di importazione di prodotti agricoli, alimentari, tessili, di abbigliamento, calzature e pelletteria provenienti da Paesi dell’UE e dagli USA.

Questa proibizione è tuttora in vigore e causa gravi conseguenze economiche sulle esportazioni italiane verso la Russia, che si sono dimezzate nel giro di un anno e che, in alcuni casi, sono diminuite fino al 95%, soprattutto nel settore agroalimentare.

La strategia russa di Import Substitution

Il governo della Federazione Russa per affrontare la situazione di crisi ha elaborato una strategia, definita “import substitution”, per sostituire le importazioni proibite con la produzione interna.

Detta strategia si basa sostanzialmente sull’attrazione degli investimenti esteri ad elevato contenuto tecnologico o di rilevante know-how, attraverso la concessione di sgravi fiscali, di incentivi e di contratti agli imprenditori che delocalizzano, interamente o parzialmente, la propria attività in territorio russo.

Gli strumenti principali di questa nuova politica economica sono due: La Legge-Quadro programmatica del Luglio 2015 ed il “contratto speciale di investimento”, che viene offerto agli imprenditori che creano nuovi impianti produttivi o che ne ampliano la capacità produttiva o che li modernizzano, o ancora che creano impianti di produzione di beni che non hanno equivalenti o succedanei in Russia.

Confindustria spinge l’investimento in Russia

In questo panorama si inquadrano le iniziative di Confindustria, l’associazione degli industriali italiani, che ha organizzato il seminario “Made with Russia – La localizzazione delle industrie straniere in Russia” e che il 14 marzo ha sottoscritto, con il Ministero dell’Industria e del Commercio Russo, un accordo di cooperazione per sviluppare i rapporti bilaterali già in corso dal 2006.

L’obiettivo è quello di contrastare la concorrenza delle imprese francesi e tedesche, studiando strategie alternative al fine di trovare sbocchi per le imprese italiane, cogliendo l’occasione che, la strategia scelta dal governo russo di attuare una politica di sostituzione delle importazioni e di attrarre investitori ed imprenditori esteri per localizzare la produzione industriale all’interno del Paese, può offrire al sistema economico domestico.

Occorre dunque che le imprese italiane, in grado di offrire tecnologia, know-how, prodotti innovativi o non presenti nell’ambito della produzione agricola o industriale in Russia, si organizzino per non perdere l’opportunità che si sta creando a seguito delle condizioni congiunturali internazionali.

 

Come attivare gli accordi di cooperazione?

Gli strumenti principe per attuare concretamente gli accordi di cooperazione sono indubbiamente i contratti di joint venture e quelli di rete.

Attraverso il contratto di rete le imprese italiane potranno organizzarsi, suddividere i costi ed affrontare il mercato russo con maggiore competitività e forza.

Con il contratto di joint venture potranno sviluppare i rapporti con le imprese private e pubbliche russe e diventare operative sul territorio russo, infatti le nuove produzioni delocalizzate necessiteranno del certificato Made in Russia, che attesti che il prodotto è stato effettivamente realizzato in territorio russo.

Il contratto speciale di investimento

Per ottenere detto certificato in modo più rapido si utilizzerà il contratto speciale di investimento che godrà di una corsia preferenziale.

Detto contratto sarà stipulato tra un imprenditore straniero ed un ente russo (comune o regione). Esso garantirà condizioni più stabili per la conduzione dell’attività economica, e consentirà di poter usufruire di misure di sostegno.

In conclusione, le strutture associative private e pubbliche italiane, Confindustria e ICE, si stanno muovendo rapidamente per mettere gli operatori nazionali in grado di recuperare il gap delle esportazioni perdute verso la Russia.

Tuttavia, data l’esigenza autarchica della Federazione che necessita di tecnologia e conoscenze, occorrerà che le imprese italiane, nel tentativo di riaprire il mercato estero, non rinuncino alle proprie competenze ed esperienze e procedano ad utilizzare gli strumenti a disposizione con attenzione e prudenza.

Ecco perchè la stipula di contratti di rete di impresa, soprattutto per le PMI, permetterà di affrontare con maggiore consapevolezza, con maggiore potere contrattuale e con maggiore protezione giuridica, gli accordi di cooperazione e la creazione di joint venture con gli imprenditori russi, sia del settore privato che di quello pubblico.



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