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Condono Equitalia ecco la bozza del Ddl Rottamazione ruoli

18 Marzo 2016 | Autore:
Condono Equitalia ecco la bozza del Ddl Rottamazione ruoli

Stralcio completo delle sanzioni, condono fino al 15% di tributi e contributi, rateizzazione: qualche legittimo dubbio su fattibilità e legittimità.

Un nuovo condono Equitalia è nell’aria. E potrebbe essere l’occasione per far respirare i debitori che si trovano da tempo in condizioni di “soffocamento” dai debiti accumulati più per le sanzioni, che per le cifre effettive sulle quali il debito era stato contratto. Che si possano avere dubbi sull’efficacia nel medio periodo è innegabile – ne parliamo al termine dell’articolo, tuttavia è opportuno partire dalla notizia.

Nel Paese dove “per pagare i debiti e per morire c’è sempre tempo” non ci si smentisce e ancora una volta si offre la possibilità di condonare i debiti con il fisco. La proposta viene questa volta dall’ex Ministro del Governo Berlusconi Anna Maria Bernini, che ha presentato una bozza di Ddl insieme al Senatore Floris (anch’egli del gruppo Forza Italia), con l’impulso di Italo Furlotti, presidente del Movimento Oppressi dal Fisco. Il Ddl è stato ribattezzato “Rottamazione dei ruoli”.

Cosa prevede la proposta di Sanatoria del Ddl Rottamazione dei ruoli?

La proposta del Ddl Rottamazione dei ruoli, la Sanatoria Equitalia prevede alcuni punti di snodo fondamentali:

eliminazione delle sanzioni e degli interessi oltre che dell’aggio di riscossione

riduzione del debito (in misura inversamente proporzionale all’anzianità del debito stesso)

-obbligo per l’agenzia di riscossione di accettare il piano di rientro

Per i debitori in grave difficoltà finanziaria, ovvero con debiti accumulati per oltre il 50% prima del 2010 si prevedrebbe:

-pagamento integrale dell’IVA;

-pagamento integrale dei contributi;

-pagamento dei tributi in quota ridotta al 75%.

In tutti e tre i casi si prevede lo stralcio integrale delle sanzioni, degli interessi e dell’aggio di riscossione.

Per i debitori definiti in “momentanea difficoltà” ovvero con debiti che per oltre il 50% siano precedenti al 2012, si prevedrebbe:

pagamento integrale dell’IVA;

-pagamento integrale dei contributi;

-pagamento dei tributi in quota ridotta al 95,5%.

Anche in questo caso si prevede lo stralcio integrale di interessi, aggio di riscossione e sanzioni.

Inoltre il piano rateale è reso automatico e non su richiesta. I debiti inferiori a 50mila euro sarebbero pagabili in 8 rate trimestrali dunque nell’arco di due anni.

Se i debiti sono invece minori di 50mila euro le rate diventano 12 dunque pagabili in un triennio.

Perché il Ddl Rottamazione dei Ruoli?

La proposta del Ddl Rottamazione dei ruoli trova la sua ragion d’essere – a detta dei propositori – dalla condizione di indigenza in cui verserebbero non solo i debitori, ma anche la stessa Equitalia. I debiti iscritti a ruolo e a rischio di recupero sarebbero attorno ai 580miliardi (cifre al febbraio 2015).

Il non detto del Ddl Rottamazione dei ruoli

C’è molto non detto nel Ddl Rottamazione dei ruoli.

Come si vede dall’articolo abbiamo considerato d’obbligo il condizionale. Intanto perché i propositori sono di un’area politica squisitamente minoritaria nell’arco costituzionale, per cui la proposta sembra essere più che altro l’inizio di una proposta destinata a spianare la strada ad una battaglia più elettorale che politica.

Per le stesse ragioni il provvedimento difficilmente potrà vedere la luce nelle modalità con le quali viene proposto e questo, per dovere di cronaca, ci corre l’obbligo di dirlo, senza per questo, voler sminuire, naturalmente, il lavoro portato a termine dai Senatori, che hanno il dovere, oltre che il diritto, di ascoltare il territorio e riportarne in Parlamento le istanze.

Un altro dettaglio che nelle varie dichiarazioni non viene sempre reso del tutto chiaro è che non sarebbe necessario il decreto per rendere il piano di rateizzazione attivo. Come abbiamo avuto modo di sottolineare in un recente articolo, difatti, la rateizzazione dei debiti sino a 50mila euro viene effettuata con una domanda online che viene nella pratica sempre accettata.

Quindi hanno buongioco i propositori a dire che non si tratterebbe di un condono. Di fatto, in un provvedimento che prevedrebbe l’azzeramento delle sanzioni, dell’aggio e degli interessi e l’abbattimento sino al 15% dei debiti tributari, oltre che un piano di rientro l’unico pezzo di proposta originale, alle condizioni attuali, è l’abbattimento del debito e l’azzeramento della parte sanzionatoria. Questo è ciò che generalmente nella storia della Repubblica italiana è stato definito condono.

Il Condono Equitalia sarebbe utile? L’opinione.

Al lettore lasciamo spazio per farsi un’idea sull’opportunità di questo genere di provvedimenti, limitandoci ad analizzare il fenomeno da un punto di vista economico-politico, ponendoci alcune domande, delle quali la prima e più rilevante è se sia un vantaggio il fatto che nel nostro Paese la pena – sotto tutti i punti di vista – non sia certa. Nel medio periodo chi guadagna da un sistema che non offre garanzie sulla punibilità del reo?

E ancora: è un vantaggio, anche meramente economico, il recupero del debito inesigibile attraverso l’annullamento di gran parte del debito stesso? Per essere più chiari: che effetti genererebbe nel medio periodo un provvedimento del genere? Sarebbe, certo, risolutivo nell’immediato, ma non rischierebbe di moltiplicare il problema già tra qualche anno?

Lasciamo al lettore la possibilità di farsi un’idea personale. Ma per analogia, giova ricordare che le coste italiane che potrebbero reggere la nostra economia sono state deturpate da una serie di condoni risalenti per lo più a 30 anni fa.

Cosa c’entra? Si dirà. No, non c’entra con i debiti. C’entra con la percezione di impunità che si dà al reo. In qualsiasi campo il reato si produca.



2 Commenti

  1. Concordo per la eliminazione sanzioni su tasse e tributi per ritardato o omesso pagamento per causa di forza maggiore perchè Questa ECONOMIA CONTINUA AD UCCIDERE.

    Una battaglia di civiltà che va sostenuta al di la delle appartenenze politiche.
    In merito alla perdurante situazione di disagio economico in cui versano le famiglie ed il mondo produttivo in genere per situazioni legate a congiunture economiche negative, compreso il rispetto del patto di stabilità interno dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei Comuni, degli Enti strumentali pubblici,
    Premesso:
    • Che tale situazione è nota a tutti, tanto che il governo nazionale ha previsto l’estinzione dei debiti delle Regioni con ammortamento trentennale;
    • Che la commissione tributaria regionale del Piemonte con sentenza n. 526/34/2015 ha deciso la non sanzionabilità del contribuente che non versa i tributi entro i termini per cause di forza maggiore;
    • Che nella maggioranza dei casi considerati i mancati pagamenti di tributi e tasse da parte di imprese e famiglie sono da imputarsi alla elevatissima morosità caratterizzante il circuito economico e finanziario ed in particolare di enti pubblici e pubbliche amministrazioni;
    • Che la tesi dell’inizio dei problemi economici e finanziari è legata principalmente allo Stato ed al settore Pubblico (se venissero infatti pagati i 70 miliardi di euro, il rapporto debito/Pil aumenterebbe di 4,3 punti percentuali, attestandosi attorno al 125%. Un risultato che, ovviamente, comporterebbe un aumento della spesa pubblica e il rischio di una caduta di credibilità e di fiducia dei mercati finanziari nei confronti del nostro Paese);
    • Che tale situazione di disagio economico ha purtroppo coinvolto e accomunato molti nostri illustri imprenditori e semplici cittadini nella decisione tragica ed estrema del “suicidio”;
    • Che tali Eroi italiani vanno dignitosamente ricordati ed onorati con iniziative nobili affinché il loro gesto sia da esempio per quanti sono deputati a legiferare norme che siano in maggiore sintonia con la sfavorevole congiuntura attuale;
    • Che il più delle volte la Pubblica Amministrazione non tiene in dovuto conto la fattispecie di non punibilità prevista dal Decreto legislativo n. 472/97 articolo 6, comma 5, per comprovata forza maggiore, ossia morosità e insolvenza dei clienti;
    • Che la morosità della P.A. è palesemente ed esaurientemente documentata e provata dalle innumerevoli uscite di stampa e studi puntuali e competenti di società (Private e Pubbliche);
    • Che l’assenza temporanea di liquidità (imprese e famiglie) deve configurare con immediatezza ( senza necessità di ricorrere alla giustizia) la certezza dei tempi dell’ipotesi della causa di forza maggiore e di conseguenza le sanzioni, così come comminate nell’atto di contestazione, non dovrebbero essere dovute;
    • Che è “paradossale” che, mentre si parla di austerity e lotta all’evasione, lo Stato, con una ingente mole di debiti nei confronti delle sole imprese pari al 4% del Pil, ovvero 70 miliardi, sia “il primo a essere in difetto”. Una situazione che “è inaccettabile”, e dovrebbe far riflettere tutti;
    • Che è lampante la difficoltà di un’impresa onesta o una famiglia dignitosa, che impedita, per forza maggiore, nella possibilità di onorare il proprio debito, si ritrova alla scadenza nel breve e medio periodo a vedere raddoppiata la propria esposizione;

    Tanto premesso confida in un impegno convinto da parte del parlamento italiano conoscere :

    1) di farsi carico di concertare e condividere un ordine del giorno in armonia con le difficoltà attuali affinché si attivino le procedure:
    a) per eliminare le odiose e disumane sanzioni;
    b) per allungare in base alle possibilità il residuo del debito rideterminato;

    2) Se il Parlamento Italiano preoccupato della difficoltà perdurante di disagio economico voglia da subito e prima di altri dotarsi di un nuovo regolamento delle entrate che recepisca lo stato di disagio presente nella nostra Nazione legiferando:
    a) per eliminare le crudeli ed insensibili sanzioni ed interessi;
    b) per allungare le rate di restituzione del debito in sintonia con la capacità contributiva di famiglie ed imprese.

    A Sua Santità il Papa Francesco Bergoglio, al quale chiediamo perdono per averlo chiamato in causa, ma è uno dei pochi ai quali è possibile rivolgersi per ottenere cittadinanza ed ascolto in un mondo che persevera nell’esercitare un’economia che uccide dove “ il sano non crede al malato” dove “il sazio non crede al digiuno”.
    L’auspicio, al di là di vecchi e nuovi slogan, è quello che chi può faccia, fuori dai palazzi la sofferenza e l’umiliazione della dignità umana non devono passare sotto silenzio.
    Rapolla 19.03.2016
    Gruppo Consiliare Alternativa per Rapolla

  2. Mi permetto far rilevare che il D. Lgs proposto costituirebbe una vera manna piovuta dal cielo perché nessuno si avvede che gli italiani, per il 9o% sono in grossissime difficoltà economiche ed un provvedimento di tal genere ridarebbe fiato a tutta l’economia nazionale. Un beneficio a carattere generale non può che far bene,. Siamo in democrazia dal 1948 può un provvedimento cambiare le abitudini degli italiani? Certamente no. Consegue, invece, vaklido un provvedimento di tale clemenza. Potenza li 20.03.2016.

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