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Cessione del quinto: cosa pagare per l’estinzione anticipata

19 Marzo 2016
Cessione del quinto: cosa pagare per l’estinzione anticipata

Ricorsi per la cessione del quinto in aumento, specie per estinzione anticipata: l’arbitro favorisce il beneficiario, ma il legale è pagato in percentuale?

La cessione del quinto è probabilmente uno dei prestiti più utilizzati nel nostro Paese, quello che maggiori garanzie offre per gli istituti finanziari – perché preleva direttamente dalla busta paga l’ammontare della rata – ma anche, generalmente, tra i più sicuri per i beneficiari del finanziamento, che non hanno bisogno di offrire garanzie (se non la busta paga, appunto) per accedere al capitale.

Pare però che ultimamente i ricorsi sul tema siano in forte aumento, tanto da portare Bankitalia a richiamare gli intermediari finanziari a favorire la transazione quando si verifichino condizioni per le quali esiste già una giurisprudenza consolidata.

L’iniziativa della Banca d’Italia deriva da un dato che è risultato piuttosto allarmante: nel 2015 oltre la metà dei ricorsi all’Arbitro Bancario Finanziario, hanno riguardato la cessione del quinto.

Secondo Bankitalia è attorno al tema della trasparenza che si genera il problema. Dal 2009 da via Nazionale si prodigano nell’invio di lettere di richiamo agli istituti finanziari, nelle quali richiede loro specificatamente di migliorare il livello di chiarezza nelle condizioni di finanziamento, con specifico riferimento ai casi della cessione del quinto: alla prima lettera del 2009 ne era seguita una seconda nel 2011 e quella di questi giorni è la terza della serie. Pare che i risultati siano esigui, stante il volume di ricorsi di cui abbiamo detto.

L’allarme scatta non solo in ragione del potenziale ingolfamento dell’Abf ma anche e soprattutto in ragione della tipologia del finanziamento concesso, che per sua natura interessa una fascia di popolazione che si trova in condizioni di potenziale ristrettezza economica e che nel rinunciare alla quinta parte del proprio stipendio compie uno sforzo notevole che si protrae per molto tempo.

Cosa pagare in caso di estinzione anticipata per la cessione del quinto?

Tra i casi più trattati in materia di cessione del quinto si ritrova il tema del pagamento all’intermediario in caso di estinzione anticipata del debito.

I prodotti proposti di solito prevedono difatti due tipi di quote da corrispondere all’intermediario, una prima quota da corrispondere in modalità “up-front” ovvero all’apertura della pratica, non rimborsabile in caso di estinzione anticipata; una seconda quota da corrispondere invece in modalità “recurring” ovvero da corrispondere durante il corso del finanziamento. In caso di estinzione anticipata quest’ultima parte del pagamento non è dovuta. Una delle pecche che molti istituti hanno dimostrato di avere in tema di trasparenza risiede nella chiarezza di distinzione di queste due componenti. Sino ad oggi l’orientamento generale dell’Abf è stata – in mancanza di specifica chiara all’interno del contratto – la qualifica di tutte le spese come recurring e quindi recuperabili solo pro-quota nel caso di finanziamenti anticipati.

Cessione del quinto: evitare i ricorsi

Bankitalia si aspetta, insomma, dagli intermediari una maggiore trasparenza e una collaborazione nella gestione delle controversie, anche nell’interesse del mantenimento dell’affidabilità del prodotto. La richiesta specifica per gli intermediari è di condurre un’attenta analisi e una riflessione relativamente ai “comportamenti sin qui seguiti sui ricorsi Abf, in materia di cessione del quinto”, per evitare ricorsi inutili e costosi, oltre che sottoposti a rischio di speculazione.

Cessione del quinto: i legali sono pagati “in quota lite”?

La Banca insinua inoltre il dubbio che i legali che assistono i cittadini in questo tipo di ricorsi si promuovano presso i beneficiari del prestito proponendo loro una modalità di pagamento che si sostanzia in una parte di quanto recuperato attraverso il ricorso stesso. Qui starebbe secondo l’istituto di via Nazionale una delle maggiori ragioni del proliferare dei ricorsi all’Abf. Anche per questo motivo Bankitalia non solo richiama gli istituti finanziari ad una maggiore “cedibilità” nei potenziali accordi con le parti avverse, ma chiede loro oltre a una maggiore trasparenza anche una collaborazione nella definizione degli elementi di miglioramento della normativa.



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