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Dimissioni e risoluzioni online: ecco come fare

20 Marzo 2016 | Autore:
Dimissioni e risoluzioni online: ecco come fare

La nuova procedura di richiesta di dimissioni, la convalida agli uffici del lavoro attraverso il portale Cliclavoro, il sistema sanzionatorio

 

La procedura di dimissioni online è stata definita con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto ministeriale del 15 dicembre 2015. A partire dallo scorso 12 marzo 2016, le dimissioni, ma anche le risoluzioni consensuali, per essere valide devono essere comunicate telematicamente al datore di lavoro e alla Direzione Territoriale del Lavoro, attraverso il sito del governo (www.lavoro.gov.it – Cliclavoro).

 

L’articolo 26 del D. lgs. 151/2015, che ha previsto la nuova procedura “telematica” di convalida, stabilisce infatti che quest’ultima entri a regime dal 60° giorno successivo all’entrata in vigore del decreto ministeriale.

A chi si applica la procedura di dimissioni online?

Le nuove regole per le dimissioni online non sono applicabili, per previsione di legge alle dimissioni/risoluzioni delle lavoratrici madri già obbligate alla convalida in base all’articolo 55, comma 4, del D. lgs 151/2001:

– per il periodo di gravidanza;

– per i primi tre anni di vita del bambino ovvero i primi tre anni di accoglienza del minore adottato o in affidamento.

In tali casi, la risoluzione consensuale del rapporto o la richiesta di dimissioni devono essere convalidate dalla Direzione Territoriale del Lavoro competente per territorio.

Sono altresì escluse le dimissioni e risoluzioni consensuali derivanti da:

– lavoro domestico;

– le conciliazioni o procedimenti di risoluzione del rapporto di lavoro, intervenute nelle sedi protette (sede sindacale, Dtl o commissioni di certificazione).

Come effettuare la procedura

La nuova procedura, che è stata definita con il Dm del 15 dicembre, prevede che il lavoratore effettui la comunicazione in via autonoma o, in alternativa, avvalendosi di un soggetto abilitato alla trasmissione:

– enti bilaterali;

– patronati;

– commissioni di certificazioni;

– organizzazioni sindacali.

Le dimissioni in via autonoma

Qualora il lavoratore intenda procedere in autonomia, dovrà avvalersi dell’apposito sistema informatico Smv messo a disposizione, prelevare dal sito del Ministero del Lavoro lo specifico modulo predisposto per effettuare la comunicazione di :

revoca delle dimissioni e della risoluzione consensuale (entro sette giorni dalla data di trasmissione del modulo);

dimissione/risoluzione consensuale;

e trasmetterlo attraverso la procedura alla Pec del proprio datore di lavoro nonché alla Dtl.

Per poter operare in questo modo, il lavoratore dovrà preventivamente dotarsi sia di un’utenza per accedere al portale Cliclavoro, sia del Pin rilasciato dall’Inps, strumenti entrambi funzionali ad accertare l’identità del lavoratore che effettua la comunicazione.

Il modulo online da utilizzare contiene dati semplici, quali quelli identificativi del lavoratore e dell’azienda, la tipologia contrattuale e relativa decorrenza lavorativa, nonché la tipologia di comunicazione e decorrenza della data di dimissione/risoluzione.

Molti di questi dati saranno in automatico compilati dal sistema, per i rapporti di lavoro iniziati dal 2008 (data di entrata in vigore della comunicazione obbligatoria telematica).

Dimissioni col supporto di un soggetto abilitato

I lavoratori che decideranno invece di avvalersi di un soggetto abilitato non dovranno dotarsi né di utenza per l’accesso a Cliclavoro né di un Pin Inps.

Il sistema invierà in automatico il modulo compilato e validato temporalmente all’indirizzo Pec del datore di lavoro, nonché alla Dtl che riceverà una notifica nel proprio cruscotto.

Questi ultimi soggetti (aziende e Dtl), a differenza del lavoratore e dei soggetti abilitati che utilizzeranno attivamente la funzionalità di trasmissione del modulo, potranno solo leggere i moduli trasmessi.

Sanzioni per l’alterazione del modulo di dimissioni

A norma dell’art.26, c.5 l’alterazione dei moduli ricevuti è punito con una sanzione amministrativa da euro 5mila a 30mila irrogata dalla Direzione Territoriale del Lavoro nel caso di accertamento dell’infrazione.



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