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Professionisti: presto uno stop agli studi di settore

21 Marzo 2016
Professionisti: presto uno stop agli studi di settore

Interventi fiscali per i professionisti nell’arco del prossimo futuro, si fa strada l’ipotesi dell’annullamento degli studi di settore.

Gli studi di settore potrebbero essere annullati per i professionisti. Come ha spiegato il Viceministro per l’economia Luigi Casero, nell’ambito di un convegno nazionale sul fisco e le partecipate che si è svolto nei giorni scorsi a Torino, sebbene gli studi siano stati nel tempo un forte incentivo all’adesione spontanea alle richieste fiscali, oggi sembra giunto il momento di una revisione dello strumento.

Revisione degli Studi di settore: annunci di semplificazione.

Il primo annuncio dell’addio agli studi è stato dato qualche tempo fa su Telefisco dunque sembra esser ora nell’aria più che mai. Il livello di semplificazione che un provvedimento del genere offrirebbe al settore è sotto gli occhi di qualsiasi professionista che all’atto della dichiarazione dei redditi si sia confrontato con quei dati orientativi che spesso sono lontani dalla realtà contemporanea e sin troppo insensibili alle modifiche del mercato nazionale, così come ai tempi di pagamento del cliente sia esso pubblico o privato.

È certamente vero difatti che la riduzione della pressione fiscale dovrebbe anche prevedere un alleggerimento dei provvedimenti e questo è stato specificato dal Viceministro. Aggiungiamo che se da una parte è innegabile che il boom delle partite IVA in regime superminimi (quello che prevede che il contribuente sia sottoposto ad un’imposizione forfaittaria del 5%) è certamente stato spinto dalla particolare convenienza delle condizioni fiscali, il fatto che esso non fosse sottoposto agli studi di settore ha probabilmente reso molto più adatto lo strumento, specialmente per i giovani che iniziavano un’attività senza avere chiare prospettive di crescita nell’immediato futuro e, magari, in settori tanto innovativi nella pratica da non essere ancora facilmente tracciabili attraverso una “serie storica” della produttività attesa.

Richiesta una pace agostiana

Oltre all’annullamento degli studi spicca una seconda proposta da parte dei professionisti, la cosiddetta “pace agostiana” ovvero l’interruzione dei termini di risposta alle richieste di compliance che sono giunte tipicamente negli ultimi anni proprio a ridosso delle agognate vacanze estive.

In questo senso, il fatto che il viceministro abbia specificato che ci siano buone possibilità che si riesca ad arrivare ad una proposta organica sulla riforma dello strumento degli studi di settore “entro l’estate”, ha certamente dell’ironico e fa sospettare che anche per quest’anno i tempi si allungano ben oltre luglio per riuscire ad avere, di microriforma in microriforma, un chiaro panorama degli adempimenti da portare a termine.

In tema di sospensione estiva, tuttavia, pare che ci sia un’apertura da parte dell’Agenzia delle Entrate. Casero ha sottolineato difatti come la sospensione non sia gravosa per le casse dello stato e quindi di fatto goda di un consenso ampio.



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