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Enti no-profit: cos’è il Modello EAS e come funziona

21 Marzo 2016 | Autore:
Enti no-profit: cos’è il Modello EAS e come funziona

Tutti i dettagli relativi alle tutele per gli enti non profit e le ONLUS, e tutti gli obblighi comunicativi per le scadenze annuali. 

Scadenze alle porte per gli enti associativi no-profit  che nel 2015 hanno effettuato variazioni riguardanti le informazioni da comunicare attraverso il modello EAS. Vediamo i dettagli.

Cos’è il Modello EAS?

Il Modello EAS è stato introdotto a partire dal 2009 [1] e asserve all’onere, per gli enti di tipo associativo, di comunicare all’Agenzia delle Entrate dati e notizie rilevanti ai fini fiscali.

Tali comunicazioni vengono, difatti, effettuate attraverso l’utilizzo di un modello specifico approvato con provvedimento del Direttore dell’AE denominato, appunto, Modello EAS.

La norma ha finalità esclusivamente di tipo fiscale e nasce con l’intento di contrastare la concorrenza sleale effettuata da alcuni operatori, riuscendo ad acquisire maggiori informazioni ed una conoscenza più puntuale sul mondo associativo.

L’obiettivo primario è quello, infatti, di “tutelare le vere forme associazionistichee, conseguentemente, “di isolare e contrastare l’uso distorto dello strumento” al solo fine di eludere imposte, usufruendo dei vantaggi fiscali concessi alle associazioni no profit. L’ente associativo, a far data dall’entrata in vigore del modello, è gravato da maggiori oneri, sia al momento della costituzione, che successivamente alla stessa, qualora, nel corso della vita associativa vengano effettuate modifiche all’attività svolta. È difatti obbligo, per detti enti, inviare il modello EAS – esclusivamente in via telematica – entro sessanta giorni dalla data di loro costituzione. Il modello deve essere, poi, nuovamente presentato quando cambiano i dati precedentemente comunicati. La scadenza, in questa ultima ipotesi, è il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si verifica la variazione: questa, appunto, la data prossima alla scadenza per gli enti interessati.

In cosa consiste il modello EAS

La compilazione del modello EAS, che si compone di 38 domande, presuppone che non venga svolta dall’ente alcuna attività commerciale in via esclusiva o prevalente e si traduce nel fornire una serie di informazioni riguardanti: lo statuto, lo svolgimento della vita associativa, la composizione, le attività svolte, il legale rappresentante e tutti i membri del direttivo, l’eventuale presenza di dipendenti, i contributi erogati dai soci o da enti pubblici e/o privati e alcune indicazioni riguardanti eventuali raccolte fondi. Viene poi richiesto, in particolare, alle domande 35 e 36, la forma prescelta per la redazione dell’atto costitutivo e dello statuto e la presenza all’interno di tali documenti dei requisiti di cui al comma 8 dell’art. 148 del TUIR dalla lettera a) alla lettera f) e del comma 7 dell’art. 4 del DPR 633/72: requisiti questi essenziali per non perdere la qualifica di ente associativo e poter continuare a fruire della decommercializzazione delle attività.

Chi deve presentare il Modello EAS?

Sono obbligati alla presentazione del modello EAS quasi tutti gli enti associativi di natura privata, essendone esonerati le associazioni di volontariato, gli enti associativi dilettantistici iscritti nel registro del Coni, le fondazioni, le Onlus, gli enti destinatari di una specifica disciplina fiscale, gli enti associativi commerciali. E’ prevista, inoltre, la possibilità di redigere il modello EAS semplificato per gli enti per i quali la maggior parte delle informazioni fiscali richieste possono essere ottenute ugualmente dall’Agenzia delle Entrate.

Chi è esonerato dalla presentazione dell’EAS al 31 marzo?

Si sottolinea, infine, che si è esonerati alla comunicazione di un nuovo modello il prossimo 31 marzo qualora le modifiche intervenute riguardino esclusivamente i seguenti dati: l’ammontare dei contributi pubblici ricevuti; l’ammontare delle erogazioni liberali ricevute; il numero dei soci e/o associati dell’ente associativo; l’ammontare delle entrate; il solo ammontare dei proventi per attività di sponsorizzazione o pubblicità percepiti occasionalmente o abitualmente. L’esonero è previsto, poi, anche qualora la modifica riguardi il solo rappresentante legale, la denominazione e/o la sede legale dell’ente: tali informazioni, infatti, vengono comunicate all’Agenzia delle Entrate attraverso il modello AA5/6 entro 30 giorni dall’avvenuta variazione.

D.ssa Elvira De Napoli


note

[1]  Modello EAS introdotto con l’art. 30 del DL 29 novembre 2008, n. 185 convertito, con modificazioni, dalla L. 28 gennaio 2009, n. 2;


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