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Premi aziendali detassati: ecco il bonus produttività

22 Marzo 2016
Premi aziendali detassati: ecco il bonus produttività

In discussione un emendamento che permette sino a 2mila euro di bonus detassato per i dipendenti che ottengano premi di produzione.

Verrà presto discussa e prevedibilmente approvata dal Consiglio dei ministri la norma che prevede la detassazione dei premi produttività. In baso a quanto stabilito nello schema di decreto attuativo il Governo avrebbe previsto un’aliquota agevolata pari al 10% del premio di produzione. Si tratta del cosiddetto Bonus Produttività. Vediamo i dettagli.

Bonus premio di produttività: come usarlo

Il dipendente può scegliere come utilizzare questo “bonus” collegato alla detassazione dei premi di produttività. Le opzioni sarebbero principalmente 3:

  • riscuotere il premio in denaro;
  • utilizzare il relativo valore esentasse attraverso voucher da spendere per servizi quali ad esempio la retta dell’asilo, la baby sitter etc;
  • destinare il bonus alla previdenza integrativa o alla sanità complementare.

Cos’è il bonus produttività 2016?

Il bonus produttività corrisponde ad una fiscalità agevolata che permetterà di applicare all’importo riportato in busta paga come “premio di produttività” un’aliquota del 10%, cioè quella parte di stipendio non sarà sottoposta alla classica suddivisione per imputazione progressiva agli scaglioni di reddito IRPEF, ma sarà tassata forfaittariamente al 10%.

Questo però se il bonus sarà richiesto con una corresponsione diretta in denaro.

Se invece come abbiamo detto nel paragrafo precedente il dipendente decidesse di avvalersi della possibilità di acquisire servizi di welfare il bonus sarà addirittura detassato.

A chi spetta il bonus produttività?

Il bonus spetta a tutti i dipendenti che in busta abbiano assegnato un premio da parte della propria azienda. Si tratta dei premi produzione o dei premi di risultato. Sono sottoponibili al bonus detassazione i salari che raggiungono al massimo i 50mila euro l’anno (una modifica delle ultime ore che ha di fatto raddoppiato il tetto massimo di ammissibilità, precedentemente fissato a 25mila euro).

Una volta che il decreto attuativo che qui abbiamo anticipato sarà ufficialmente approvato, l’azienda e i sindacati firmeranno un accordo che permetterà ai dipendenti di raggiungere alcuni obiettivi al raggiungimento dei quali sarà possibile per il dipendente ottenere un premio produzione il cui importo – con riferimento alla detassazione – potrà ammontare ad un massimo di 2mila euro che si alzerà a 2500 qualora i sindacati coinvolgessero i lavoratori all’interno della contrattazione.

Quali risparmi con il bonus produttività?

La CGIA di Mestre ha calcolato che si potranno avere dalle 300 alle 700 euro di risparmi su 2mila euro di premio. E i conti sono presto fatti. Se il lavoratore volesse richiedere il corrispondente in denaro del premio produzione il premio di 2mila euro potrebbe essere in importo netto pari a 1800 senza ulteriore tassazione. Con il regime attuale esso sarebbe stato sottoposto a tutti gli scaglioni irpef dunque (23% fino a 15mila euro, 27% sopra i 15mila e al di sotto dei 28mila, 38% per i redditi da 28mila e 55mila).

Come abbiamo accennato nel caso in cui si scelga invece di utilizzare il bonus per i servizi di welfare esso sarebbe invece completamente detassato con risparmi maggiori, evidentemente, perché a richiesta si otterranno voucher per il totale del bonus conferito dall’azienda (nell’esempio del bonus da 2mila esattamente 2mila euro di controvalore in voucher).



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