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Piani di Accumulo del Capitale: la guida

23 Marzo 2016
Piani di Accumulo del Capitale: la guida

Conviene investire nei PAC, quali i vantaggi e quali i rischi? Tutti i dettagli nella nostra guida agli investimenti.

Il Piano di Accumulo del Capitale – detto anche PAC – è uno strumento che permette di creare un capitale nel lungo periodo. Questo di solito avviene attraverso dei versamenti costanti nel tempo, i cui importi possono essere anche molto bassi (si parte spesso da un trasferimento minimo di 50 euro). Il PAC viene poi gestito da una società che generalmente investe in azioni, obbligazioni, fondi comuni di investimento. Naturalmente ognuna di queste scelte implica un guadagno differente per l’investitore e come sempre correlato a quel guadagno un tasso di rischio inversamente proporzionale.

Vediamo i dettagli.

A cosa servono i PAC – Piani Comuni di Investimento?

I PAC – Piani Comuni di Investimento sono dei prodotti che sono pensati per i piccoli e piccolissimi investitori, sono pensati insomma per la gente comune che non si metterebbe di fronte alla scelta di investire direttamente in borsa o in titoli e che tuttavia vorrebbe poter provare a poco a poco, mese dopo mese, a far rendere il proprio capitale.

Naturalmente, come sempre accade nel caso dei proventi da investimento, non si tratta di prodotti a rendimento sicuro, il capitale versato non viene garantito.

Il Piano di Accumulo prevede che si versino i soldi costantemente, questo naturalmente limita in qualche modo le perdite perché gli acquisti avvengono ciclicamente e non in un’unica soluzione, questo evidentemente riduce le oscillazioni di mercato offrendo paradossalmente al contempo la possibilità all’investitore di comprare approfittando delle oscillazioni al ribasso.

Quando il PAC non conviene.

Il Piano di accumulo di capitale non conviene quando si vuol stare tranquilli. Il fatto che spesso i prodotti vengano venduti come uno strumento per conservare un capitale ai vostri figli non deve trarre in inganno, perché la mancanza di sicurezza nel recupero del capitale investito riduce ovviamente la garanzia di fare loro un vero favore. Per altro verso è vero che il rendimento nel caso in cui le cose andassero bene, sarebbe molto più alto rispetto ad esempio al classico investimento in buoni fruttiferi, sicuramente più sicuro ma meno vantaggioso, rispetto al quale potete consultare la nostra guida.

Perché il meccanismo che mettono in atto i PAC sia effettivamente efficace la durata dell’investimento è almeno decennale, anche perché con una riduzione di tale periodo i costi non sarebbero adeguatamente coperti. Se dunque non siete intenzionati a mantenere bloccati i vostri soldi per tanto tempo allora dovrete scegliere un investimento differente.

Come scegliere un PAC

Per scegliere un PAC bisogna certamente valutare in maniera adeguata i costi e i rendimenti.

Con riferimento ai costi bisogna tenere presente che la nota informativa per legge deve avere tutte le informazioni che dovete conoscere, per cui la prima banale ma fondamentale indicazione è di non fidarvi sino a quando non siete sicuri di aver compreso ogni singola clausola e ogni singolo dettaglio del contratto. Al fine di effettuare una scelta consapevole sarà buona pratica comparare più prodotti per rendersi conto di quali siano i costi di mercato. Tenete in particolare conto degli Switch, ovvero dei costi necessari per passare da un conto all’altro. Sebbene questo strumento difatti rappresenti un modo utile per limitare eventuali perdite modificando il prodotto acquistato, per altro verso esso potrebbe rivelarsi particolarmente costoso, con la conseguenza che il recupero dell’investimento potrebbe essere addirittura più complicato nei fatti.

Con riferimento ai rendimenti, è necessario ricordare che bisogna confrontare prodotti uguali. Investire cioè in fondi comuni ha una sua logica che tuttavia spesso porta a scarsi risultati in termini di rendimento. L’investimento in obbligazioni è leggermente più redditizio, tuttavia le obbligazioni hanno un ribasso minore rispetto ai mercati azionari per cui l’effetto leva dell’acquisto al ribasso non può essere adeguatamente sfruttato. Fondamentalmente il PAC è stato creato per consentire l’accesso ai mercati azionari anche ai piccoli investitori. I mercati azionari hanno difatti oscillazioni tali che permettono di sfruttare il ribasso come strumento per l’accumulo. Una delle scelte che in questo periodo probabilmente potrebbe pagare, ad esempio, è un investimento nei mercati di Paesi che hanno sperimentato una forte crescita in passato e che oggi stanno verificando una decrescita. Nell’esempio banale (che proponiamo più per rendere chiaro il meccanismo che come consiglio), quando i titoli di questi Paesi ricominceranno a salire si avrà la possibilità di guadagnare sul capitale versato.

Conto deposito, polizza vita, PIP, o PAC?

I tre strumenti, il conto deposito, i Piani Individuali di pensionamento e i Piani di Accumulo di Capitale hanno in comune la scelta dell’investimento finalizzato ad ottenere un rendimento maggiore dell’inflazione. I Piani individuali pensionistici sono anch’essi prodotti assicurativi, così come le polizze vita per cui hanno tassi di rendimento migliori – spesso migliori anche del conto deposito – ma sono sottoposti a vincoli che vi consigliamo di verificare prima di sceglierli. Con il PAC il rischio è ancora maggiore. Ciò non vuol dire che non si debba scegliere questo prodotto, ma solo che bisogna farlo con coscienza, quando si ha a disposizione un capitale su cui si accetta un ragionevole tasso di rischio e con una certa oculatezza rispetto alle tre linee da cui il fondo dipende per l’apprezzamento, dunque obbligazioni, fondi comuni o mercato azionario.



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