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Isopensione: andare in pensione prima si può

23 Marzo 2016
Isopensione: andare in pensione prima si può

Ecco come funziona la normativa già introdotta dalla legge Fornero che permette di andare in pensione in anticipo: requisiti, procedure e guida completa.

Non tutti conoscono l’isopensione, uno strumento che permette di andare in pensione sino a 4 anni prima.

L’istituto è stato introdotto dalla riforma Fornero [1] che oltre ad aver creato l’annoso problema degli esodati e ad aver allungato di molto i requisiti per il raggiungimento della pensione, ha voluto offrire al lavoratore e alle aziende la possibilità di favorire il ricambio generazionale con quattro anni di anticipo rispetto alla naturale scadenza.

Cos’è l’isopensione?

L’Isopensione è – tecnicamente – uno strumento di sostegno al reddito che esattamente come succede per l’indennità di disoccupazione o la mobilità, permette al lavoratore di continuare a percepire un salario di sostegno, sebbene non lavorando più per l’azienda. A differenza degli altri strumenti di sostegno al reddito, tuttavia, l’isopensione presuppone un accordo.

L’azienda, per permettere questa scelta da parte del lavoratore si deve impegnare tuttavia a versare oltre all’assegno, senza penalizzazione, anche una copertura contributiva corrispondente al periodo che intercorre tra l’isopensionamento e il momento di diritto all’assegno di quiescenza definitivo.

Requisiti dell’isopensione nel 2016

Vediamo quali siano i requisiti dell’isopensione. Intanto è necessario che ci sia un accordo specifico tra l’azienda e le sigle sindacali finalizzato a garantire una corretta gestione degli esuberi.

Inoltre il lavoratore che deve essere beneficiato con la quiescenza anticipata deve avere un’età contributiva e anagrafica che gli permetta di esser a non più di 4 anni dal raggiungimento dell’assegno di quiescenza definitivo. Con riferimento al 2016, dunque, questo corrisponde a lavoratori che abbiano un’età di almeno 63 anni e che quindi potrebbero arrivare alla pensione nel 2020, o quelli che hanno almeno 39 anni e 3 mesi di contributi e che quindi nel 2020 maturerebbero un’età contributiva di 43 anni e 3 mesi.

Come presentare domanda di isopensione

Per presentare domanda di Isopensione, la prima cosa che consigliamo di fare al lavoratore, per evitare di incorrere in sorprese spiacevoli, è richiedere all’INPS un EcoCert, ovvero un documento che ha valore certificativo (dunque opponibile) che permetta all’interessato di avere in modo analitico la posizione assicurativa con il dettaglio di tutta la contribuzione accreditata. Effettuata la scelta di richiedere l’Isopensione, si deve ottenere un accordo con l’impresa.

Vediamo i passaggi successivi:

  • L’azienda deve individuare in prima battuta i lavoratori in esubero, facendo presente al sindacato la loro condizione.
  • Si deve poi sottoscrivere uno specifico accordo sindacale che evidenzi il numero di lavoratori che possono accedere alla pensione anticipata o di vecchiaia entro i successivi 4 anni.
  • Si deve di seguito inviare la preadesione dei lavoratori e l’accordo sindacale sottoscritto all’INPS.
  • L’ente di previdenza valuta la consistenza organica dell’azienda e ne valida l’accordo.

Quando tutti i requisiti di cui abbiamo detto dovessero ricorrere, allora l’INPS rilascerà un prospetto di esodo annuale, che sarà utile ai fini dell’ottenimento di una fidejussione bancaria a garanzia della solvibilità di credito dell’azienda.

Il prospetto sarà ricevuto dall’azienda via PEC.

Il primo mese successivo al completamento dell’iter sarà emesso il primo assegno.

A quanto ammonta l’isopensione?

L’isopensione corrisponde esattamente al trattamento pensionistico che spetterebbe al lavoratore, con l’esclusione della contribuzione figurativa che il lavoratore si impegna a versare per il periodo di esodo. Non è invece attribuita la perequazione automatica.

Inoltre bisogna tener conto che la prestazione non è reversibile.


note

[1] L. 214/2011


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