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Cosa sono Ferie e permessi non goduti? Come vengono pagati?

25 Marzo 2016
Cosa sono Ferie e permessi non goduti? Come vengono pagati?

Tutte le risposte su ferie e permessi in questa breve guida con la quale potrai tutelare i tuoi diritti in vista delle prossime vacanze estive.

Il tema delle ferie non godute non è sempre conosciuto da lavoratori e piccoli imprenditori. Esse sono disciplinate dal Dlgs 66/2003 che ne ha da ultimo regolamentato alcuni aspetti specifici. In particolare quello che ci interessa conoscere in prima battuta è quanto previsto dal codice civile [1] secondo il quale Il prestatore di lavoro ha diritto ad un giorno di riposo ogni settimana, (giorno che di regola coincide con la domenica) e a cui egli non può rinunciare [2].

Dopo un anno ininterrotto di servizio il lavoratore stesso ha anche diritto ad un periodo annuale di ferie retribuito possibilmente continuativo, nel tempo che l’imprenditore stabilisce, tenuto conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del prestatore di lavoro.

Naturalmente, riservando a legge specifica la durata del periodo, il codice stabilisce anche che l’imprenditore deve preventivamente comunicare al prestatore di lavoro il periodo stabilito per il godimento delle ferie. Stabilisce infine che il periodo di preavviso indicato nell’articolo 2118 non può essere computato nelle ferie [3].

Fin qui – a grandi linee naturalmente – quanto stabilito dal codice civile.

Ferie non godute, il Dlgs 66/03

Il Dlgs citato [1] nel richiamare il codice definisce che, fermo restando quando previsto nell’articolo 1209 che abbiamo appena riassunto brevemente, il prestatore ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane, sebbene i contratti collettivi nazionali possano stabilire condizioni di maggior favore.

Tali quattro settimane però non possono essere sostituite da un’indennità per ferie non godute, se non in caso di risoluzione del rapporto di lavoro.

La normativa che, ad un primo superficiale sguardo, sembra favorire un minore esborso dell’imprenditore, in realtà è a tutela del lavoratore che non deve vedersi costretto a rinunciare alle proprie ferie, come stabilito già dal codice e prima ancora dalla Costituzione.

Cosa sono le ferie non godute?

Le ferie non godute sono quelle ferie per le quali si ritarda la fruizione all’anno successivo o si richiede la monetizzazione in caso di interruzione del rapporto di lavoro.

Come si fruiscono le ferie non godute?

La legge prevede come abbiamo visto un minimo di 4 settimane annue di ferie. Di tali settimane almeno 2 devono essere godute nell’anno di maturazione mentre le altre devono essere fruite dal lavoratore necessariamente nell’arco dei 18 mesi successivi, pena la decadenza. Entro i 18 mesi può esser richiesta anche la monetizzazione ma solo nel caso di risoluzione (a qualunque titolo) del rapporto di lavoro, o nel caso in cui sussistano accordi differenti con il datore di lavoro (che vadano in favore del lavoratore).

Monetizzazione delle ferie non godute

Il Dlgs 66/03 definisce che la monetizzazione delle ferie non godute nell’anno di maturazione può avvenire solo ed esclusivamente nel caso della risoluzione del rapporto di lavoro, ma limitatamente alle quattro settimane previste per legge come tutela minima ed inderogabile.

Si tenga sempre presente, tuttavia, che in materia di ferie viene fatta sempre salva la disciplina differente stabilita in sede di contrattazione collettiva, perché specifica rispetto alla fattispecie contrattuale.

Ferie non godute: scadenze al 30 giugno

Al 30 giugno di ogni anno il lavoratore dovrà dunque avere cura di controllare il proprio monte ferie che potrebbe essere significativamente decurtato in presenza di ferie non godute per periodi che superano i 18 mesi precedenti. Per chiarezza: il prossimo 30 giugno 2016 scadranno le ferie relative al 2014, quindi se è molto che state conservando i vostri giorni di meritato riposo, è il momento di richiederli.

Monetizzazione dei Permessi non goduti

A differenza delle ferie non godute, i permessi non goduti devono essere monetizzati ogni fine anno, per la precisione entro il 30 giugno dell’anno successivo alla scadenza (generalmente, questo coincide con la fine dell’anno entro il quale quei permessi sono stati maturati).

Le sanzioni per il datore di lavoro

Le sanzioni a carico del datore di lavoro che non dovesse riconoscre ai propri dipendenti le ferie possono configurarsi in una sanzione base che va da 100 a 600 euro, che aumenta da un minimo di 400 a un massimo di 1500 euro per i casi in cui la violazione sia stata riferita ad almeno 6 lavoratori o per più di due anni e si porta da 800 a 4500 euro nel caso in cui essa si sia verificata per almeno 4 anni o per almeno 11 lavoratori.


note

[1] Art. 2109 cod.civ.

[2] Art. 36 della Costituzione Italiana.

[3] Art. 2118 cod.civ.


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