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Pensioni statali: 6 mesi di anticipo per la comunicazione

25 Marzo 2016
Pensioni statali: 6 mesi di anticipo per la comunicazione

Parte la procedura telematica per chi ha cassa mista, i dipendenti devono trasmettere online la richiesta e il datore deve controllare la correttezza. 

Una circolare dello scorso 22 marzo [1] fa rilevare importanti novità sul fronte delle pensioni per i dipendenti pubblici.

La circolare n. 54 prevede difatti la nuova procedura che il lavoratore prossimo al pensionamento dovrà seguire per collocarsi in pensione.

Pensioni dipendenti pubblici: come fare

Il sistema con cui saranno liquidate le pensioni dei dipendenti pubblici nei prossimi anni si chiama SIN 2. La comunicazione INPS dello scorso 22 marzo pone termine alla fase sperimentale (che si era avviata con una precedente circolare INPS del 28 maggio scorso). Ad esclusione dei lavoratori statali che hanno tutti i versamenti contributivi fatti già all’INPS, la procedura di cui diciamo in questo articolo diventerà strutturale per tutti coloro che hanno versamenti anche in altre casse previdenziali, ad esempio nell’ex INPDAP.

Pensioni: Scompare il modello PA04

Nella procedura di richiesta delle pensioni scompare l’obbligo da parte del datore di inviare all’INPS il modello PA04, che certificava sino ad oggi i periodi di attività lavorativa prestati alle dipendenze di un ente e le relative contribuzioni corrisposte per quelle prestazioni. Adesso il lavoratore dovrà presentare domanda di pensionamento almeno 6 mesi prima dell’uscita dal lavoro. All’istanza seguirà un controllo da parte dell’INPS relativamente alla correttezza e alla veridicità dei dati dichiarati, oltre che naturalmente la correttezza dei periodi contributivi e la situazione generale del lavoratore.

Pensioni enti pubblici: diritto di accesso ai documenti

L’ente pubblico sarà dunque obbligato a facilitare a sei mesi di distanza dal potenziale pensionamento del lavoratore, l’accesso dello stesso a tutti i dati di riferimento che servano a testimoniare la propria condizione contributiva. La domanda di pensione sarà poi recapitata anche al datore di lavoro che avrà l’obbligo di verificare che quanto dichiarato dal dipendente sia congruo rispetto ai dati forniti e in possesso della PA. Nel caso in cui l’ente dovesse riscontrare errori, sarà tenuto a correggerli in modo da permettere all’INPS di emettere la pensione definitiva nell’importo corretto, onde evitare i problemi che potrebbero intercorrere sul lavoratore che a seguito di una pensione provvisoria si dovesse ritrovare una decurtazione degli importi, con relative trattenute.

Sul punto tuttavia ancora non c’è chiarezza, perché in ogni caso l’INPS specifica che il trattamento di pensione quantificato in sede di primo pagamento dovrà considerarsi come provvisorio.

La procedura è reversibile ma l’eventuale modifica o revoca della data del collocamento a riposo dovrà essere comunicata all’INPS con la massima tempestività, sempre in modalità telematica.

PA04 validi sino ad aprile: solo in alcuni casi

Precisiamo infine che l’INPS è comunque tenuta ad accettare i modelli PA04 trasmessi sino al prossimo 30 aprile 2016, utilizzati al solo fine della compilazione del cosiddetto “ultimo miglio” o dell’inserimento dell’anticipo DMA, o ai periodi precedenti al 1/10/2012 per l’integrazione di dati incompleti.

Dal 1 maggio 2016 il modello…andrà in pensione!


note

[1] INPS, circolare 22/03/2016, n. 54


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