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Crowdfunding regolamentato: cos’è e cosa cambia

26 Marzo 2016 | Autore:
Crowdfunding regolamentato: cos’è e cosa cambia

La CONSOB stabilisce le regole per la raccolta fondi online e definisce alcune tipologie di investitori. Ridotti i costi di trasferimento del capitale.

Tra i principali metodi di finanziamento delle start-up innovative, il crowdfunding inizia a prender piede anche in Italia dove sino ad oggi era ben poco regolato.

Iniziamo a vedere di cosa si tratta.

Cos’è il crowdfunding

Il crowdfunding, letteralmente “finanziamento da parte della folla” èun sistema di raccolta fondi che permette di ottenere a fronte di un’idea innovativa risultati interessanti. I finanziatori non sono necessariamente “business angels” o società di gestione di fondi equity, anzi, per esser precisi il crowdfunding è l’esatto contrario del classico sistema di finanziamento basato su venture e seed capital.

La forza del sistema difatti corrisponde proprio nel concetto di “folla“, di moltitudine di persone che su un’idea investono e dànno la propria approvazione anche con piccoli o piccolissimi contributi economici. È evidente che questo genere di sistema di finanziamento nasce e cresce con la diffusione delle nuove tecnologie e con la globalizzazione. Il feedback che gli investitori hanno difatti può corrispondere a quote della società ma anche semplicemente a dei “premi” che vengono offerti a fronte della quota finanziata.

Crowdfunding, non solo start-up ma anche arte, musica, spettacolo, genio

Per esser ancora più precisi, il crowdfunding, come strumento, non riguarda solo le start-up. Anzi, si diffonde sempre più anche come strumento per offrire un’opportunità per progetti che non sarebbero sul mercato altrimenti. Si pensi ad esempio al caso del giovane musicista che vorrebbe lanciare il suo primo album e che a fronte del finanziamento regala una copia del cd. O ancora all’inventore di nicchia che non ha il capitale per modellizzare il proprio brevetto e che a fronte di un piccolo finanziamento ne offre un esemplare al finanziatore.

Il bello del crowdfunding, insomma è la folla. Quella “folla” che siamo noi.

Ognuno di noi si può sentire mecenate, business angel, investitore, per un po’. Ed è una bella sensazione.

Ma come spesso accade nei fenomeni che partono dal web per ingigantirsi con la forza e la velocità che solo le nuove tecnologie possono dare, lo Stato deve necessariamente intervenire a regolamentare il fenomeno.

La CONSOB struttura le categorie di imprenditori del crowdfunding

La notizia di oggi è che la CONSOB ha approvato le modifiche al regolamento generale che riguarda la raccolta fondi online e che consente agli investitori di ottenere una partecipazione nella società. Si tratta dell’ “equity-based crowdfunding”, una strutturazione di quanto ci siamo detti sino ad ora, insomma, un sistema che rende leggermente meno “liquide” le partecipazioni di quella “folla” della quale abbiamo detto.

I nuovi capitali di rischio a favore dell’azienda che organizza la raccolta, potrebbero grazie a tale regolamentazione, essere ottenuti ad un costo minore, secondo la CONSOB, attraendo al contempo una maggiore platea di investitori.

I soggetti che potranno difatti offrire supporto ad una parte del finanziamento complessivo potranno essere “investitori professionali”. Una definizione che per la CONSOB comprende anche quelli che la stessa agenzia definisce “clienti professionali” ovvero tutti coloro che possiedono quelle competenze necessarie a valutare il finanziamento nella maniera più obiettiva possibile considerandone in maniera adeguata i rischi.

La seconda categoria di investitori competenti è poi dedicata direttamente alle start-up innovative. Si chiameranno “investitori a supporto dell’innovazione” e comprenderanno tutti coloro i quali siano disponibili ad investire in imprese ad alto potenziale di crescita attraverso capitali ingenti. Questa tipologia di investitori sarebbe dunque certamente interessante per chi avesse un’idea particolarmente innovativa e ritenga che nel medio termine con gli assets corretti quell’idea possa svilupparsi.

Nel regolamentare le tipologie di investimento la CONSOB ha anche ridotto – come accennato – i costi di trasferimento dei capitali. Buone notizie dunque per gli aspiranti imprenditori con idee vincenti.

Ora non resta che sperare, negli investitori “professionali” o nella folla. Che riserva sempre sorprese.



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