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Cosa sono i ROL, chi ne ha diritto, quando scadono

27 Marzo 2016
Cosa sono i ROL, chi ne ha diritto, quando scadono

Astenersi dalla prestazione lavorativa senza riduzione di stipendio, come funziona la Riduzione Ore di Lavoro, come si deve regolare il datore di lavoro.

La riduzione dell’Orario di Lavoro, ROL appunto, è un istituto di fonte contrattuale che consente al lavoratore di astenersi dal lavoro pur senza vedere una modifica alla propria retribuzione.

La riduzione normalmente dipende dalla base annua così come dalla mansione che il lavorator svolge.

La riduzione di solito consiste nella concessione di permessi orari che arrivano anche alla concorrenza di uno o più giorni di lavoro.

Nel controllo dei ROL a cui si ha diritto bisogna tenere presente il contratto di lavoro applicato, nonché alcuni altri atti normativi dei quali vi diamo evidenza in nota [1] [2] [3] in calce al nostro articolo.

 

Cosa sono i ROL

I ROL sono dei permessi orari che trovano origine nella contrattazione collettiva. Il primo accordo derivante dal cosiddetto “protocollo Scotti” [4] permetteva la possibilità di disciplinare il diritto dei lavoratori ad una riduzione dell’orario su base annua.

L’elemento prese poi piede nei successivi accordi e nella stipula dei nuovi contratti collettivi. La riduzione normalmente come anticipato dipende dall’inquadramento e dalle mansioni del lavoratore. I ROL possono essere goduti sia individualmente sia collettivamente:

  • l’utilizzazione individuale prevede la fruizione da parte di ogni singolo lavoratore da 4 a 8 ore fino alla concorrenza di uno o più giorni lavorativi;
  • l’utilizzazione collettiva è invece una vera e propria riduzione su base giornaliera o settimanale a seconda dei casi e dei settori e interessa la generalità dei lavoratori.

Ormai consolidato da oltre 20 anni di prassi aziendali la disciplina dei ROL si concretizza in alcune modalità operative che riportiamo di seguito a titolo esemplificativo:

  • si maturano in ragione di ratei mensili con modalità identiche a quelle previste per le ferie;
  • salvo che per utilizzazione collettiva il datore non è tenuto a concederli prima che il lavoratore li abbia maturati;
  • l’assenza va registrata sul libro paga con specifica indicazione della natura stessa del permesso;
  • in caso di mancata fruizione è prevista un’erogazione di un’indennità, corrispondente alla monetizzazione dei permessi con riferimento al livello e all’inquadramento del lavoratore in essere al momento della scadenza della fruibilità del permesso.

 

Equivalgono ai ROL anche le festività soppresse

La contrattazione collettiva prevede che i lavoratori abbiano diritto anche a delle indennità per festività non godute. Tali festività vengono di fatto ricomprese tra i ROL perché sottoposti alla medesima disciplina di indennizzazione in caso di mancata fruizione. Le quattro festività soppresse (o ex festività) sono S. Giuseppe, Corpus Domini, SS. Pietro e Paolo e Ascensione.

Come si pagano ROL e festività soppresse

Ai fini del pagamento di ROL e Festività soppresse, il datore di lavoro deve caricare gli importi relativi all’interno della busta paga successiva alla mensilità di scadenza. Il versamento dei contributi relativi deve essere effettuato entro il 16 del mese successivo a quello in cui si colloca il termine ultimo di godimento dei permessi.

Scadenza dei ROL

I ROL hanno una scadenza che è prevista dalla contrattazione collettiva nazionale. L’INPS sentito il Ministero del Lavoro, con una sua nota [5] ha precisato tra l’altro che:

  • la scadenza dei ROL viene individuata dalla contrattazione collettiva;
  • qualora la contrattazione collettiva non preveda termini essi possono essere gestiti liberamente, senza vincoli inerenti l’obbligo contributivo;
  • nel caso di contrattazione collettiva od individuale che preveda un termine per il godimento a prescindere dal fatto che la contrattazione preveda o meno una monetizzazione dei permessi stessi, sui permessi non goduti dovrà essere assolto l’obbligo contributivo entro il 16 del mese successivo alla scadenza.

note

[1] Nota ministeriale n. 8489 del 27 giugno 2007

[2] Decreto Legislativo 8 aprile 2008, n. 66

[3] Decreto Legislativo 23 aprile 2004, n. 124

[4] Accordo triangolare del 22 gennaio 1983

[5]  Circolare INPS 14605 del 13-07-2011


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