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Elusione o evasione: quali differenze e quali limiti

29 Marzo 2016
Elusione o evasione: quali differenze e quali limiti

Come si distinguono l’elusione e l’evasione fiscale e le modifiche introdotte in tema di abuso di diritto dall’art. 10 bis della legge 212 del 2000.

Qual è la differenza tra evasione ed elusione? Vediamo in breve le due definizioni per poi evidenziare le modifiche intervenute nell’attuale art. 10 bis della L. 212/2000 in merito all’accertamento di comportamenti elusivi.

Evasione fiscale: una definizione

L’evasione fiscale è un comportamento illegittimo il cui scopo è contrastare il prelievo tributario. L’obiettivo è dunque simile a quello praticato con l’elusione, ma se ne distingue per un’immediata e diretta violazione delle norme tributarie. Ciò avviene attraverso una rappresentazione esterna di una situazione di fatto differente da quella esistente, che mira a ridurre il carico fiscale attraverso un occultamento della base imponibile.

Elusione fiscale (o abuso di diritto): una definizione

L’elusione fiscale viene definita come un abuso di diritto, ovvero una modalità operativa che nell’attuare azioni legali porta ad un “raggiro della norma” con effetti distorsivi.

L’elusione ha l’obiettivo finale, difatti, di sottrarsi all’obbligo fiscale attraverso specifiche costruzioni negoziali. A differenza dell’evasione nei comportamenti elusivi non sono di per sé stessi illegali “singolarmente”.

Le modifiche allo Statuto dei diritti del contribuente

Le modifiche apportate allo Statuto dei diritti del contribuente e in particolare alla norma dell’elusione, ora contenuta nell’art. 10 bis della legge 212/2000, rubricato come “Disciplina dell’abuso del diritto o elusione fiscale”, riguardano tre aspetti fondamentali:

  • la cristallizzazione in un’unica fattispecie dei concetti di abuso di diritto ed elusione fiscale;
  • i criteri applicati per il disconoscimento delle operazioni elusive;
  • gli aspetti procedurali legati all’emissione degli avvisi di accertamento da parte degli uffici.

Vediamone alcuni dettagli.

Elusione e abuso di diritto: un’unica fattispecie

Al comma 1 dell’Art. 10 bis, si fornisce intanto una definizione chiara dell’elusione: “configurano abuso del diritto una o più operazioni prive di sostanza economica che, pur nel rispetto formale delle norme fiscali, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti”. A normativa dà evidenza delle tre caratteristiche fondamentali perché si configuri l’elusione:

  • assenza di sostanza economica
  • realizzazione di un vantaggio fiscale indebito
  • circostanza che l’indebito vantaggio fiscale è l’effetto essenziale dell’operazione.

Inoltre secondo questa definizione, i negozi giuridici abusivi introdotti ai fini della costruzione del complesso elusivo, non sono nulli ma sono solo inopponibili da un punto di vista fiscale.

Elusione: riconoscimento delle imposte comunque versate

Si inserisce inoltre in questo novellato Art. 10-bis, la conferma del principio secondo il quale in sede di accertamento l’Agenzia non può chiedere solo le maggiori imposte dovute, ma deve anche riconoscere, scomputandole, quelle tasse che i contribuenti hanno invece assolto. Il principio viene sancito in particolare al termine del comma 1 dell’art. 10 bis che dispone che “tali operazioni non sono opponibili all’amministrazione finanziaria che ne disconosce i vantaggi determinando i tributi sulla base delle norme e dei principi elusi e tenuto conto di quanto versato dal contribuente per effetto di dette operazioni”.

Quando non si configura l’elusione

L’elusione non si configura quando il contribuente sceglie legittimamente tra i regimi fiscali disponibili dall’ordinamento per ottenere un risparmio fiscale. Il comma 3 difatti specifica come “le operazioni giustificate da valide ragioni extrafiscali non marginali, anche dettate da esigenze di ordine organizzativo o gestionale, che rispondono a finalità di miglioramento strutturale o funzionale dell’impresa o dell’attività professionale del contribuente”

 

  

Come tutelarsi da operazioni aziendali a rischio di elusione

Per sapere se le operazioni aziendali che si intendono porre in essere siano da considerarsi potenzialmente elusive è possibile, in base al comma 5 dell’art. 10-bis secondo le modalità previste dall’Art. 11, richiedere all’amministrazione finanziaria un interpello preventivo. La domanda deve essere presentata prima della scadenza dei termini per la presentazione della dichiarazione o per l’assolvimento di altri obblighi tributari connessi alla fattispecie di riferimento.

 

 

Come viene accertata l’elusione?

L’elusione può essere accertata dall’Agenzia a mezzo di apposito atto che deve essere preceduto dalla notifica di una richiesta di chiarimenti nella quale siano contenute le ragioni per le quali una determinata operazione sia di considerarsi un abuso del diritto. Alla richiesta il contribuente può rispondere entro i successivi 60 giorni.

Gli eventuali addebiti aggiuntivi contestati dall’Agenzia, non devono essere notificati contestualmente all’atto elusivo, ma attraverso procedimento separato.



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