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Uso del contante: i dettagli della soglia a 3mila euro

29 Marzo 2016 | Autore:
Uso del contante: i dettagli della soglia a 3mila euro

Quali sono le regole da seguire con il nuovo limite per l’uso dei contanti, le criticità e le sanzioni, gli aspetti normativi.

Da gennaio 2016 è possibile pagare in contanti fino a 2.999,99 euro e non più fino a 999,99 euro: a confermarlo è la Legge di Stabilità 2016 che innalza la soglia oltre la quale scatta l’obbligo di utilizzare strumenti tracciabili (bonifico bancario, assegno non trasferibile, carta di credito o bancomat) a 3mila euro, riportando l’Italia alla media degli altri Paesi dell’Unione Europea.

Gli interventi in materia di tracciabilità e antiriciclaggio

Negli ultimi anni il legislatore è intervenuto frequentemente sulla soglia di tracciabilità dei pagamenti con l’obiettivo di contrastare il riciclaggio e l’evasione fiscale grazie alla maggiore tracciabilità del denaro. Dal 29 aprile 2008, con l’entrata in vigore del D.Lgs n. 231/2007, il limite all’uso del contante e dei titoli al portatore è stato ridotto da 12.500 a 5.000 euro. Tale soglia è rimasta in vigore per poco più di un anno fino a quando il D.L. n. 112/2008 ha ripristinato il limite di 12.500 euro. Successivamente, il D.L n. 78/2010 ha riportato, a partire dal 31 maggio 2010, il valore a 5.000, cifra che è stata, poi, ridotta a 2.500 dal D.L n. 138/2011. In ultimo il D.L n. 201/2011 ha indicato in 1.000 euro il limite all’uso del contante e dei titoli al portatore, con decorrenza dal 6 dicembre 2011.

L’attuale manovra, a regime dal 1° gennaio 2016, è un modo, ha sostenuto il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, per aiutare i consumi e dire basta al terrore.

Nulla cambia per assegni bancari e postali

Le modifiche riguardano il comma 1 dell’art. 49 del D.lgs. n. 231/2007, ossia i trasferimenti di contante, libretti di deposito o titoli al portatore; nulla cambia invece per gli assegni bancari e postali la cui emissione è disciplinata dal comma 5 del medesimo articolo secondo il quale gli assegni emessi di valore pari o superiore a mille euro devono indicare il nome ed il cognome del beneficiario nonché la clausola di non trasferibilità.

Le sanzioni nella normativa per l’uso dei contanti

La nuova normativa non è priva di criticità, perciò, per evitare di incorrere nelle sanzioni previste per coloro che “sbagliano”, è importante chiarire quando vale l’innalzamento del limite per la circolazione di contanti a 3.000 euro ed in quali casi, invece, restano in vigore i limiti precedenti. Conoscere le specificità della normativa, infatti, è importante per evitare di incorrere in errori che possono costare caro: coloro che eccedono il limite di pagamento in contante vanno incontro ad una sanzione che va dall’1% al 40% dell’importo pagato in contanti in modo illegale.

Limite ai contanti: versare gli incassi

Anzitutto, è opportuno precisare che il limite all’uso del contante vale nello scambio di denaro tra soggetti diversi, pubblici o privati che siano; ciò implica che è sempre possibile prelevare dal proprio conto corrente bancario o postale oltre 3mila euro in contanti in un’unica soluzione. Allo stesso modo è data al titolare del conto corrente, ad esempio il proprietario di un esercizio commerciale, la possibilità di versare l’incasso giornaliero in contanti superiore a 3mila euro, non configurando, tale ipotesi, trasferimento di denaro verso un altro soggetto.

Resta fermo il limite di 999 euro per il money transfer, strumento di trasferimento di denaro per mezzo di intermediari diversi da banche, nato per consentire agli immigrati presenti in un determinato Paese di trasferire i propri risparmi nel Paese d’origine.

Nessun cambiamento per i trasferimenti di denaro da parte della Pubblica Amministrazione: anche per le pensioni, ad esempio, resta in vigore la soglia dei 999 euro, per cui l’unica modalità consentita per il pagamento delle pensioni superiori a questa cifra è quella telematica.

Per i tributi dovuti alle amministrazioni locali, invece, non è prevista alcuna deroga alla regola generale: vale il limite di 3mila euro. Il versamento può essere effettuato anche attraverso banche o uffici postali, ma in tal caso per i pagamenti superiori a mille euro non è possibile utilizzare il modello F24 cartaceo [1].

Pagamento in contanti dei canoni di affitto e delle rate

La Legge di Stabilità per il 2016 ha eliminato anche la disposizione previgente in materia di pagamento in contanti dei canoni di affitto di qualsiasi importo; da gennaio 2016 è, quindi, possibile pagare in contanti l’affitto di qualsiasi tipo di immobile a patto però che la cifra sia inferiore al limite di 2.999,99 euro.

Così, è consentito, anche pagare in contanti le rate di importo non superiore a 3mila euro e relative, ad esempio, all’acquisto di un bene di modesto valore a patto però che il piano di rateazione sia stato preventivamente concordato tra le parti e che non sia frutto di “una divisione artificiosa dei pagamenti”.

Pagamento in contanti di turisti stranieri

La normativa sul limite dei pagamenti in contanti per i cittadini italiani non tocca, invece, i turisti stranieri residenti al di fuori dell’Unione Europea; questi potranno pagare in contante fino a 15mila euro ed i commercianti e le agenzie di viaggio dovranno accettare fino a tale somma solo dopo essersi premuniti della fotocopia del passaporto del turista e dell’autocertificazione di non residenza dello stesso in Italia.

In conclusione

Se da un lato le novità della novella Legge di Stabilità sono state definite dalle PMI come una manovra doverosa per incentivare i consumi, dall’altro trovano l’opinione contrastante di parte della scena politica convinta possano essere, invece, causa di una crescita dell’evasione fiscale.

di Concetta Lanza


note

[1] D. L. n. 66/2014


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