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L’infermiere che cura un boss è colpevole di associazione mafiosa

15 Febbraio 2012 | Autore:
L’infermiere che cura un boss è colpevole di associazione mafiosa

Reato di favoreggiamento personale in associazione mafiosa per l’infermiere che si attiva per aiutare il boss nonostante la cura non sia doverosa o urgente.

La Cassazione [1] ha ritenuto responsabile di associazione mafiosa l’infermiere del capo storico di Cosa Nostra, Provenzano, per aver somministrato più volte al boss un farmaco antitumorale.

Secondo i giudici, si configura in particolare favoreggiamento personale quando l’aiuto, prestato al mafioso, non è per una causa doverosa e urgente.

Nel caso specifico, l’assistenza sanitaria si era concretizzata con un interessamento attivo e propulsivo, sfruttando contatti dell’organizzazione mafiosa: ciò al fine di garantire al criminale il mantenimento della sua capacità gestionale pur nella precaria situazione di malattia e latitanza in cui si trovava.

Con simili comportamenti – sostiene la Corte – si dà vita a un indiscusso vantaggio in favore del sodalizio criminale, collaborando alla vita e all’attività dell’associazione.



note

[1] Cass. sent. n. 5909 del 15.02.2012.


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4 Commenti

  1. Non sono granchè d’accordo con questa sentenza. Il diritto alle cure è sacrosanto per tutti. Poi, certo, bisogna distinguere l’atto puro e semplice di fornire le cure da una collaborazione più estesa, che in effetti configurerebbe la connivenza.
    Mi sembra una questione simile, fatte le dovute differenze, a quel disegno di legge che obbligava i medici a denunciare gli immigrati clandestini che avrebbero richiesto loro assistenza sanitaria.

  2. Sicuramente entrano in conflitto due esigenze. Probabilmente avrebbe dovuto consigliare al boss di consegnarsi.

  3. Da quanto ho letto altrove, il medico non è stato condannato per aver assistito medicalmente Provenzano, ma per aver “costituito un importante anello di congiunzione nell’ambito dei collegamenti epistolari tra il Boss e gli associati, tramite i pizzini. E non si tratta di mero favoreggiamento personale ma di vera e propria violazione del 416-bis. Il medico, in altre parole, è punito come associato alla Mafia.

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