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Deducibilità delle spese di rappresentanza: come fare

31 Marzo 2016
Deducibilità delle spese di rappresentanza: come fare

Aumenta la deducibilità delle spese di rappresentanza, tutto quello che devi sapere per ridurre le tasse dell’impresa o dell’attività professionale.

La deducibilità delle spese di rappresentanza nel 2016 viene aumentata e gli imprenditori e i professionisti hanno più spazio per la propria “promozione”. La differenza è di 0,2 punti percentuali per le imprese con ricavi sino a 10milioni, di 0,1 punto per i ricavi sopra i 10milioni e sotto i 50milioni e di 0,3 punti percentuali per la cifra al di sopra dei 50milioni.

Vediamo in breve cosa cambia, partendo come sempre da una definizione.

Cosa sono le spese di rappresentanza

Le spese di rappresentanza sono quelle spese che i professionisti o le imprese possono effettuare per consolidare la propria immagine, attraverso l’offerta – emessa a favore di soggetti all’impresa o alla professione collegati – di beni o servizi a titolo gratuito e per finalità promozionali.

Naturalmente perché si configurino come spese di rappresentanza è necessario che ci sia un ritorno economico, anche solo potenziale.

Quali spese sono considerate spese di rappresentanza

Sono considerate spese di rappresentanza ad esempio quelle che riportiamo qui di seguito (a titolo appunto esemplificativo e non esaustivo):

  • doni e gli omaggi ai clienti;
  • acquisto e importazione di beni destinati ad esser ceduti a titolo gratuito;
  • oggetti d’arte;
  • oggetti di antiquariato;
  • oggetti da collezione;
  • contributi per partecipazioni a convegni;
  • feste e ricevimenti per l’inaugurazione di nuove sedi;
  • mostre in cui la società espone;
  • ricorrenze aziendali;
  • feste societarie per festività nazionali;
  • viaggi premio e convention finalizzate alla promozione della produzione aziendale (opportunamente documentata).

Deducibilità spese di rappresentanza per i professionisti

Il TUIR [1] specifica che i professionisti possono destinare alla rappresentanza l’1 per cento dei compensi percepiti nell’ambito del periodo di imposta. Le spese corrispondenti dunque alle tipologie sopra esposte possono essere effettuate oltre che dalle imprese anche dai contribuenti che esercitano la libera professione.

Tuttavia bisogna stare attenti a che nel computo si considerino i compensi effettivamente percepiti (comprensivi eventualmente anche degli interessi di mora e dilazione, dei redditi sostitutivi di compenso o dei maggiori redditi che dovessero esser dichiarati a seguito di eventuali adeguamenti alle “richieste” degli studi di settore).

Deducibilità delle spese di rappresentanza per le società

Il T.U.I.R. [2] stabilisce che le spese di rappresentanza siano deducibili dal reddito dell’impresa con percentuali differenti che variano in ragione del volume dei ricavi.

Nel caso delle imprese oltre ad una percentuale sono previsti anche dei plafond massimi di spesa.

In particolare:

  • per imprese i cui ricavi caratteristici derivanti dall’attività di impresa siano al di sotto dei 10milioni i limiti di deducibilità sono fissati nell’1,5% e fino a 150mila euro;
  • per le imprese i cui ricavi caratteristici siano oltre i 10milioni di euro e fino ai 50milioni i limiti sono lo 0,6% con un plafond di 240mila euro (per la parte eccedente i 10milioni);
  • per le imprese con ricavi caratteristici oltre i 50milioni il limite percentuale è dello 0,4% (per la parte eccedente i 50milioni).

Esistono inoltre alcune specificità di cui tener conto:

  • le spese di rappresentanza relative ad alberghi e ristoranti devono prima essere ridotte al 75% e poi devono essere sommate con le altre spese di rappresentanza;
  • le spese per viaggi turistici sostenute per i dipendenti sono deducibili entro il limite del 5 per mille del costo del lavoro;
  • le spese di rappresentanza generali (ivi comprese quelle di ospitalità ai clienti) sono interamente deducibili fino a capienza del plafond.

La deducibilità delle spese di rappresentanza per start-up e nuove imprese

Le spese di rappresentanza per le start-up e le nuove imprese sono regolamentate in maniera leggermente differente, visto che queste, non avendo un riferimento nel reddito dell’anno precedente, non potrebbero avere un plafond stabilito. Per tali imprese dunque, così come nel caso di imprese che non abbiano avuto ricavi nell’anno o negli anni fiscali dei primi esercizi (ad isempio imprese cosituitesi nel 2013 che non hanno avuto ricavi nel 2014 e nel 2015), le spese di rappresentanza possono essere riportate a riduzione del reddito dell’anno in corso limitatamente al plafond che si determina nell’anno stesso.

Infine bisogna sempre ricordare che sono sempre deducibili nell’anno di esercizio di sostenimento le spese afferenti l’attività di impresa il cui importo sia al di sotto di 50 euro.


note

[1] T.U.I.R. art. 54

[2] T.U.I.R. art. 108, c.2


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2 Commenti

  1. PER LE IMPRESE IL LIMITE DI DEDUCIBILITA’ DEL 1,5% FINO A 10.000.000 DI FATTURATO EQUIVALGONO A EUR 150.000,00 (E NON 15.000) COME RIPORTATO NELL’ARTICOLO. GRAZIE

    1. Abbiamo corretto l’errore di battitura, la ringraziamo della segnalazione, continui a seguirci con la stessa solerzia, è sempre bello avere lettori attenti! 🙂 A presto LM

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