Diritto e Fisco | Articoli

Vincita al gioco o al totocalcio: stop redditometro

18 Gennaio 2015
Vincita al gioco o al totocalcio: stop redditometro

Fisco: l’accertamento con metodo sintetico non può essere applicato al contribuente che dimostra di aver incassato somme da concorsi e premi.

Il contribuente può bloccare l’accertamento sintetico dell’Agenzia delle Entrate se riesce a dimostrare che gli acquisti contestati dal fisco sono stati effettuati con denaro proveniente da ricchezze finanziarie come vincite al gioco (per esempio: il totocalcio), ma anche plusvalenze (per esempio: la vendita di un immobile) e disinvestimenti riferibili ad anni passati. È infatti sufficiente che l’interessato indichi l’esistenza di disponibilità finanziarie e/o di provviste patrimoniali utili a giustificare l’effettuazione di un investimento e/o il mantenimento di un dato “bene-indice” (una casa, un’auto, ecc.).

Lo ha chiarito la Commissione tributaria regionale della Lombardia con una recente sentenza [1].

Fornite tali prove, il giudice tributario può disporre l’annullamento dell’avviso. È necessario, dunque, provare che la capacità reddituale, all’apparenza dimostrata con l’utilizzo del “redditometro”, in realtà proviene da redditi diversi da quelli posseduti nel periodo d’imposta considerato o da redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte.

Nella sentenza si chiarisce che non spetta al contribuente dimostrare l’effettivo utilizzo dei redditi diversi o esenti per la spesa oggetto di accertamento. In pratica ciò significa che, in caso di applicazione del redditometro, la legge [2] non impone al cittadino l’obbligo di provare la tracciabilità delle spese sostenute e, quindi, come le somme derivanti da vincite al gioco o plusvalenza sono state spese. Basta solo indicare la semplice esistenza, sul conto, di un reddito utile a giustificare l’acquisto del/dei bene/i costoso/i o l’investimento contestato dal fisco.


note

[1] CTR Lombardia, sent. n. 5311/14.

[2] Art. 38, comma 6, del Dpr 600.

Autore immagine: 123rf com


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