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Guida in stato di ebbrezza: sì ai lavori di pubblica utilità in altra Provincia

18 gennaio 2015


Guida in stato di ebbrezza: sì ai lavori di pubblica utilità in altra Provincia

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 gennaio 2015



È il giudice a stabilire le modalità di esecuzione della misura alternativa alla detenzione.

È diritto del condannato per guida in stato di ebbrezza di chiedere al giudice di sostituire la pena detentiva e pecuniaria con quella del lavoro di pubblica utilità [1] da svolgersi anche (se questi lo chiede espressamente) in un Comune al di fuori della Provincia in cui risiede.

A chiarirlo è una recente sentenza della Cassazione [2].

La legge [2] prescrive che la pena detentiva e pecuniaria può essere sostituita – anche con il decreto penale di condanna – se non vi è opposizione da parte dell’imputato, con quella del lavoro di pubblica utilità. L’attività lavorativa deve essere svolta nell’ambito della provincia in cui risiede il condannato. Tuttavia, precisa la Suprema Corte, il magistrato non può negare la pena sostitutiva se l’imputato chiede di svolgerla in un Comune esterno alla provincia di residenza (e dunque in contrasto con le indicazioni di legge). È infatti il giudice a dover stabilire le modalità di esecuzione della misura alternativa, senza essere strettamente vincolato dal dettato della legge.

Ricordiamo che l’applicazione della sanzione sostituiva del lavoro di pubblica utilità è ostacolata nell’ipotesi in cui l’autore del reato abbia provocato un incidente stradale.

Sempre la Cassazione, qualche mese fa [4], aveva chiarito che, in tema di guida in stato di ebbrezza, la revoca della sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità, disposta per mancata osservanza delle prescrizioni, comporta il ripristino della sola pena residua, calcolata sottraendo dalla pena complessivamente inflitta il periodo di positivo svolgimento dell’attività.

Il Tribunale di La Spezia [5], di recente, ha inoltre chiarito che, in tema di guida in stato di ebbrezza alcolica, l’applicazione della sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità è, per il giudice, completamente discrezionale. Nel caso di specie il magistrato, di fatti, aveva negato l’applicazione della misura perché il reato era avvenuto in orario notturno.

In ultimo, ove sia stata operata la sostituzione della pena principale con il lavoro di pubblica utilità, non può essere concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena, stante la incompatibilità tra i due istituti [6].

note

[1] Art. 186, comma 9, cod. str.

[2] Cass. sent. n. 1829 del 15.01.2015.

[3] Co. 3 Art. 54 d.lgs. n. 274 del 28.08.2000.

[4] Cass. sent. n. 42505 del 23.09.2014. La Cassazione ha precisato che resta ferma restano la configurabilità dell’autonomo reato di cui all’art. 56 del citato decreto legislativo.

[5] Trib. La Spezia, sent. n. 355 del 9.04.2014.

[6] Cass. sent. n. 10939 del 20.02.2014.

Autore immagine: 123rf com


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