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Lo sai che? TFR in busta paga ad integrazione della retribuzione, conviene?

Lo sai che? Pubblicato il 19 gennaio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 gennaio 2015

Dal 2015 è possibile il pagamento mensile del TFR: a quali condizioni? Ci sono alternative? Posso chiedere il pagamento mensile del TFR e poi cambiare idea? Quale tassazione mi verrà applicata?

 

La legge di stabilità 2015 [1] ha previsto la possibilità, in via sperimentale dal mese di marzo 2015 al mese di giugno 2018, di ottenere il pagamento del TFR mensilmente, ad integrazione della retribuzione.

Il TFR avrà così, non più (e non solo) una funzione di risparmio o previdenziale, ma quella di integrazione della retribuzione.

LA SCELTA:

Ogni lavoratore del settore privato potrà da quest’anno scegliere se:

– continuare ad accantonare il TFR in azienda;

– continuare a devolvere il TFR ad un fondo pensionistico complementare;

– ottenere il pagamento del TFR mese per mese in busta paga ad integrazione dello stipendio.

Attenzione però: se il lavoratore opta per il pagamento mensile del TFR, tale scelta non potrà essere cambiata fino al mese di giugno 2018.

CONDIZIONI:

L’unica condizione necessaria per ricevere il pagamento del TFR mensilmente è la seguente: il lavoratore deve avere almeno 6 mesi di anzianità presso il datore che deve provvedere al pagamento della somma.

 

ESCLUSIONI:

Sono esclusi da questa nuova possibilità di scelta i datori di lavoro:

– domestici;

– stagionali;

– le imprese sottoposte a procedure concorsuali o in stato di crisi.

CONTRIBUZIONE E TASSAZIONE:

La quota di TFR mensilmente liquidata al lavoratore non è sottoposta ad obblighi contributivi, così come il trattamento di fine rapporto corrisposto in soluzione unica alla cessazione del rapporto di lavoro.

La quota mensile di TFR è invece sottoposta a tassazione ordinaria, contro la più favorevole tassazione separata applicata al trattamento di fine rapporto erogato in soluzione unica.

Ciò significa che il TFR pagato mensilmente concorre a formare il reddito complessivo del lavoratore in quell’anno e potrebbe quindi comportare per il contribuente delle tasse maggiori. Più alto è il reddito, più alta è l’aliquota IRPEF (la percentuale di tasse) applicabile.

Diversamente, l’importo del TFR pagato totalmente a fine rapporto, viene considerato, ai fini della tassazione, separatamente dagli altri redditi posseduti nello stesso periodo d’imposta e quindi il lavoratore non dovrà pagare più tasse.


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