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Valutare i servizi pubblici ed essere rimborsati

1 Aprile 2016 | Autore:
Valutare i servizi pubblici ed essere rimborsati

Il sogno di ogni contribuente tartassato può diventare realtà. Ecco come.

Di qualche giorno fa la notizia di una proposta di legge presentata alla Camera che potrebbe radicalmente cambiare la modalità con la quale il cittadino si rapporta ai servizi pubblici.

Non esiste oggi servizio online che non preveda un rating per il controllo incrociato della qualità fatto dagli utenti. Si tratta di un sistema molto efficace perché permette una valutazione di qualsiasi servizio, attraverso una metodologia semplice e intuitiva.

Immaginate se questo sistema fosse applicato ai servizi pubblici, cosa potrebbe comportare potenzialmente in termini di efficientamento, se ci fosse un metodo “smart” di controllo e di rimborso nei caso in cui i servizi non fossero quelli attesi.

Il sistema è stato proposto dal Presidente del Gruppo Misto, l’On. Pisicchio, che nel demandare al Governo di valutare quali debbano essere le modalità per valutare l’efficienza dei servizi pubblici, specificando i livelli minimi di prestazione e le modalità di controllo, ha al contempo proposto che si preveda un rimborso per i cittadini, fruibile in termini di credito fiscale, per servizi che non dovessero essere ricevuti nelle modalità previste dalla legge.

Rating dei servizi pubblici, un’opinione

Fermo restando la difficoltà di rendere la proposta di rating dei servizi pubblici operativa (ben altre esigenze di riforma e riorganizzazione ha in questo momento il Governo), ci sembrava giusto dare evidenza a questa notizia in un momento in cui il controllo dello Stato nei confronti del cittadino è giustamente molto alto, e in cui però, allo stesso tempo, le regioni del Sud Italia, come sottolineato dalla CGIA di Mestre, sono tutte tra le 30 regioni più inefficienti d’Europa.

Un sistema di rating dei servizi pubblici, come ricorderete, era stato già introdotto dalla riforma Brunetta, tuttavia il risultato sperato in termini di efficientamento non era stato raggiunto, perché quando a fronte di un controllo non vi è una sanzione, difficilmente quel controllo avrà effetto nella pratica quotidiana.

La proposta di legge che oggi passa nelle agenzie di stampa, benchè a nostro avviso poco operativa e difficilmente realizzabile, dà adito per sollevare il problema dell’inefficienza, ma anche del paradosso in cui cadiamo noi cittadini quando se il condizionatore della camera d’albergo non va, siamo pronti a segnalarlo sui metamotori di rating dei servizi turistici, mentre se è l’ufficio INPS a non funzionare non abbiamo la stessa solerzia nel rendere pubblico questo disservizio, in qualche modo assuefatti dall’inefficienza del pubblico.

Probabilmente – anzi sicuramente – gran parte del problema risiede nell’impossibilità di segnalare quella disfunzione con la stessa facilità con la quale segnaliamo l’hotel cadente o il pasto poco soddisfacente.

Chissà che nel futuro la proposta dunque non possa trovare ascolto. Il popolo del web, si legga “i contribuenti”, ne sarebbero pienamente soddisfatti. Al di là del ritorno economico, che sarebbe secondario in presenza di un’amministrazione efficiente e valutabile.



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