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Pensioni 2015, requisiti e novità dalla Legge di Stabilità

20 Gennaio 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Gennaio 2015



Pensione di vecchiaia e anticipata: requisiti e  modalità d’accesso a tutte le pensioni alla luce delle ultime novità legislative.

La previdenza, in Italia, è un settore in continua evoluzione, a causa, soprattutto, della scorretta gestione delle Casse pubbliche nei decenni passati, con un sistema non autosufficiente, ma basato sui versamenti delle future generazioni di lavoratori.

Negli anni, dapprima con la Riforma Dini [1], poi con le riforme successive, delle quali la più radicale è stata senza dubbio la “Monti-Fornero[2], la normativa è andata progressivamente inasprendosi, sia per quanto concerne le modalità di calcolo dell’assegno pensionistico, sia in merito ai requisiti d’accesso al trattamento, al fine di scongiurare il default dell’intero sistema.

Tuttavia, quel che procura, per le casse degli istituti pensionistici (e dell’Inps in particolare), un beneficio, dall’altra parte causa rilevanti problemi per la collettività.

Parliamo, ovviamente, del vasto disagio sociale causato dalla severità dei requisiti per l’accesso alla pensione: difatti, molti cittadini che, con il regime “Pre-Fornero”, sarebbero già stati collocati a riposo, si ritrovano, complice la crisi, senza un posto di lavoro e senza alcun trattamento percepibile.

Scarsa è stata l’utilità dei vari decreti di “Salvaguardia [3], che hanno, sì, permesso l’utilizzo delle precedenti leggi in materia di requisiti previdenziali, ma per un numero troppo esiguo di soggetti.

Ma qual è, ad oggi, la situazione del panorama previdenziale italiano?

Innanzitutto, ricordiamo che, con la Riforma “Monti-Fornero”, vi sono due trattamenti pensionistici conseguibili: la pensione di vecchiaia, e la pensione anticipata (che sostituisce la “vecchia” anzianità).

La prima si raggiunge, per i dipendenti del settore privato, con 66 anni più 3 mesi d’età , mentre per le donne il traguardo è a 63 anni e 9 mesi; per gli autonomi, il requisito è il medesimo per gli uomini, mentre per le lavoratrici è previsto un anno in più rispetto alle dipendenti.

Va peggio alle donne del settore pubblico, per le quali il traguardo si raggiunge a 66 anni e 3 mesi, come per gli uomini.

È doveroso ricordare che, oltre all’età, ulteriore condizione per fruire della pensione di vecchiaia sia aver versato almeno 20 anni di contributi e, qualora il primo accredito contributivo sia posteriore al 01/01/1996, aver diritto ad un trattamento pari ad almeno 1,5 volte la pensione sociale.

Il requisito d’età aumenterà, purtroppo, nel 2016, con l’aggiunta di 4 mesi, dovuta agli aggiornamenti triennali basati sull’aspettativa di vita (che diverranno biennali dal 2019).

A differenza della pensione di vecchiaia, per poter fruire del trattamento anticipato è essenziale il raggiungimento di un minimo di annualità di contribuzione versata: al 2015, il requisito è di 42 anni e 6 mesi per gli uomini, e di 41 anni più 6 mesi per le donne, totale che aumenterà, per entrambi, di 4 mesi nel 2016.

Gli inasprimenti della Riforma non si limitano alle condizioni per il raggiungimento della pensione, ma anche alle metodologie di calcolo: difatti, per i periodi a partire dal 01/01/2012, il calcolo dell’assegno di quiescenza sarà effettuato con il metodo contributivo (calcolo fondato sui contributi versati, appositamente rivalutati e moltiplicati per un coefficiente di trasformazione, che varia con l’età). Questo, anche per quei soggetti che, possedendo oltre 18 anni di contribuzione al 31/12/1995, avrebbero avuto diritto al conteggio con metodo retributivo (basato sulle ultime annualità di retribuzione).

Per di più, in merito alle pensioni d’anzianità, era prevista una penalizzazione percentuale per coloro che, pur avendo raggiunto il requisito delle annualità di contributi versati, non avessero compiuto almeno 62 anni d’età: fortunatamente, la Legge di Stabilità 2015 [4], ha abolito questa decurtazione verso tutti i trattamenti che matureranno sino al 31/12/2017.

Esistono, comunque, delle “scappatoie” all’applicazione della Riforma, valide per alcune categorie di soggetti.

Innanzitutto, per le lavoratrici che abbiano maturato, al 31/12/2014, 57 anni e tre mesi d’età (58 anni più 3 mesi per le autonome), più 35 annualità di contribuzione, è possibile, sino al 31/12/2015, fruire del pensionamento anticipato, ma con il calcolo dell’ammontare basato interamente sul metodo contributivo (Opzione Donna, o Opzione Contributiva [5]). Siamo attualmente in attesa della circolare Inps che chiarirà se l’Opzione sarà estesa anche a coloro che matureranno i citati requisiti entro il 2015.

Inoltre, è ancora utilizzabile il cosiddetto “salvacondotto per i nati nel 1951 e nel 1952 [6], inapplicabile, però, ai dipendenti pubblici: esso consente, ai lavoratori nati nelle suddette annualità, il pensionamento a 64 anni d’età, qualora possiedano almeno 35 anni di contribuzione al 31/12/2012; per le donne, il requisito di contribuzione si abbassa a 20 anni al 31/12/2012.

Infine, non bisogna dimenticare l’emanazione, periodica, di vari “decreti di salvaguardia”, normative che permettono, ad un numero limitato di soggetti rientranti in particolari fattispecie (lavoratori in mobilità, destinatari di incentivi all’esodo, ammessi al versamento di contribuzione volontaria…),di utilizzare le regole “pre-Fornero”.

Questo risulta, ad oggi, il quadro generale delle possibilità per chi desidera il collocamento a riposo: si auspica, ad ogni buon conto, complice la minaccia di un referendum abrogativo della Riforma, una maggiore flessibilità delle condizioni per raggiungere il meritato pensionamento.

Per ottenere la pensione di vecchiaia nel 2015, i requisiti di età sono:

– Dipendenti privati: 66 anni + 3 mesi (uomini) / 63 anni +9 mesi (donne)

– Dipendenti pubblici: 66 anni + 3 mesi (uomini e donne)

– Lavoratori autonomi: 66 anni + 3 mesi (uomini) / 64 anni +9 mesi (donne)

Il requisito di contribuzione è pari a 20 anni.

Per ottenere la pensione anticipata nel 2015, i requisiti di contribuzione sono:

– Lavoratori autonomi, dipendenti pubblici e privati: 42 anni + 6 mesi (uomini) 41 anni + 6 mesi (donne)

 

Per fruire dell’opzione contributiva nel 2015, i requisiti sono:

– Lavoratrici dipendenti, pubbliche e private: 57 anni + 3 mesi (età), 35 anni (contribuzione)

Dev’essere applicata una finestra di 12 mesi dalla maturazione dei requisiti

– Lavoratrici autonome: 58 anni + 3 mesi (età), 35 anni (contribuzione)

Dev’essere applicata una finestra di 18 mesi dalla maturazione dei requisiti

Ancora non è stato chiarito se i requisiti debbano essere maturati entro il 31/12/2014 o il 31/12/2015

 

 

Per fruire del salvacondotto per i nati nel 1951 e nel 1952, i requisiti sono:

64 anni (età pensionabile) e 35 anni di contributi al 31/12/2012per gli uomini, 20 per le donne

 

 

Per fruire delle normative di salvaguardia, i requisiti sono:

I termini per la fruizione dell’ultima salvaguardia sono stati chiusi il 5 gennaio 2015.

Siamo in attesa di futuri strumenti legislativi in merito.

note

[1] Legge 335/1995.

[2] D.L. 201/2011.

[3] Il provvedimento più recente in merito è la Legge 147/2014

[4] Art.1, co. 113, Legge 190/2014.

[5] Legge 243/2004

[6] Art. 24, co. 15 bis, Legge 92/2012


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16 Commenti

  1. sono nata nel 1954 vorrei sapere :Quando percepirò la mia pensione ho 20 anni di contributi . Visto che non capisco niente , La legge Fornnero mi ha rovinata .Sono vedova e vivo conla pensione di reversibilita 490 euro . La fornnero si compra un paia di scarpe con la mia pensione ..

  2. sono nato il 20.09.1959,ho iniziato a lavorare il 25.01.1975 ad oggi ho maturato esattamente 40 anni di contributi.25 anni nel privato 15 anni nel pubblico.
    riuscirò ad andare in pensione entro la fine del 2017?.in attesa di risposta ringrazion e saluto

  3. Per le forze dell’ordine dovrebbero esserci differenze. E’ possibile avere chiarimenti in merito? Grazie

  4. sono nato il 1957 ho inziato ha lavorare nel mese di maggio 1974 ne 2015 posso fare domanda per la pensione anticipata co circa 42 anni di contributi ‘?

  5. E per l’assegno sociale, come funziona ?
    Io ora ho 64 anni senza nessun reddito….quando potrò usufruire dell’assegno…..
    IMPORTANTE PER ME… GRAZIE !!!

  6. Ho 64 anni compiuti ed ho oltre 21 anni di contribuzione OBG e 17 anni di contribuzione nella gestione separata. Posso rientrare nel calcolo dei 35 anni di contribuzione? Mi riferisco al salvacondotto per i nati nel 1951 e nel 1952” [6], che consente, ai lavoratori nati nelle suddette annualità, il pensionamento a 64 anni d’età, qualora possiedano almeno 35 anni di contribuzione al 31/12/2012; per le donne, il requisito di contribuzione si abbassa a 20 anni al 31/12/2012.

  7. buonasera .sono nato il 16-02-1953 o 35 anni di contributi sono marittimo vorrei sapere quando sarei in grado di andare in pensione? grazie

  8. sono nata nel 1953 ho maturato 15 anni di lavoro prima del 1992 quindi per la legge amato avevo i requisiti x andare in pensione a 60 anni.. con la legge fornero tutto si è ribaltato.. anzi l’aveva addirittura annullata poi x fortuna l’hanno rimessa.. ma io con la nuova legge di stabilità quando andrò in pensione? grazie

  9. nato il 6 02 1951 ho versato 35 anni di contributi …e ho chiuso tutto come agente di commercio nel 2010 rientro nel salvacondotto per i nati nel 51 ?

  10. lavoro nel settore privato con,contratto di formazione dall’1/3/1979 e assunta l’1/3/1980 e sono nata l’8/10/1953,quando andro’ in pensione?

  11. sono nata il 18 novembre del 53 avrò 40 anni di servizio a settembre 2016 lavoro in una asl.Il momento della pensione si allontana sempre più inoltre trovo discriminatorio l’età pensionabile tra il pubblico e il privato.
    In tutta la legge non c’è equità.sa di perversione sono sempre gli stessi a pagare.

  12. Ma qualcuno si è preoccupato di verificare le fonti cui l’autrice dell’articolo si riferisce??? No perché la legge 92/2012 è composta di soli 4 articoli… e dopo un’accurata lettura degli stessi sono certa che La signora non vi ci si sia nemmeno avvicinata. Mi permetto di esprimere la mia rabbia perché questi articoli fomentano solo vane speranze in persone cui la legge Monti-Fornero ha letteralmente spezzato le gambe. Mi auguro di ricevere una gradita risposta.

  13. Alla Gentile Redazione,

    Vi chiederei cortesemente di mettere in rilievo la INGIUSTIZIA DISCRIMINATORIA per la quale un/una nata nel 1952 seppur rispettando la legge Fornero,
    risulta a parere dell’INPS avere un trattamento diverso se occupato a fine dicembre 2011 piuttosto che disoccupato.

    Vi ringrazio per l’attenzione e Vi allego di seguito ulteriori info per focalizzare bene l’ingiustizia, Notate bene come l’INPS abbia agito in modo discriminante senza reale supporto legislativo.
    Azione contraria alla legge, in sostanza FUORILEGGE,

    per lavoratori dipendenti del settore privato
    si intende una categoria che non è lavoratori dipendenti del settore pubblico
    e nemmeno lavoratori autonomi
    Nella legge nessuno parla di lavoratori che alla data del 28 dicembre 2011 svolgevano attività di lavoro dipendente

    L’Inps ha di recente precisato che la normativa in questione è fruibile però solo dai lavoratori che alla data del 28 dicembre 2011 svolgevano attività di lavoro dipendente. Pertanto i lavoratori che abbiano perso il posto di lavoro e risultino inoccupati alla data del 28 dicembre 2011 sono esclusi dal beneficio in quanto, afferma l’Inps nel messaggio 219/2013, “l’interpretazione letterale della disposizione riferisce la nozione di dipendente al lavoratore in attività e non può estendersi al lavoratore che ha perso il posto di lavoro”. E’, invece, ammesso il beneficio nel caso in cui l’interessato, al 28 dicembre 2011, avesse una sospensione del rapporto di lavoro (come ad esempio la cassa integrazione guadagni).

    IL TESTO DI LEGGE DAL SITO UFFICIALE dicembre
    DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011, n. 201

    15-bis. In via eccezionale, per i lavoratori dipendenti del settore
    privato le cui pensioni sono liquidate a carico dell’assicurazione
    generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima:
    a) i lavoratori che abbiano maturato un’anzianita’ contributiva
    di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2012 i quali avrebbero
    maturato, prima dell’entrata in vigore del presente decreto, i
    requisiti per il trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2012
    ai sensi della tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243,
    e successive modificazioni, possono conseguire il trattamento della
    pensione anticipata al compimento di un’eta’ anagrafica non inferiore
    a 64 anni;
    b) le lavoratrici possono conseguire il trattamento di vecchiaia
    oltre che, se piu’ favorevole, ai sensi del comma 6, lettera a), con
    un’eta’ anagrafica non inferiore a 64 anni qualora maturino entro il
    31 dicembre 2012 un’anzianita’ contributiva di almeno 20 anni e alla
    medesima data conseguano un’eta’ anagrafica di almeno 60 anni.

    CORDIALI SALUTI.

  14. palmiro 17/02/2016: sono nato il 10/03 / 1951 , ho letto l’articolo del salvacondotto , per i nati 1951/52 , al 31 dicembre del 2012 ho maturato circa 38 anni di contributi, più 61 e 10 mesi di età .sono lavoratore autonomo , posso usufruire del salvacondotto ,

  15. Buona sera, sono cortesemente a richiedere il vs esperto parere è consiglio se vi possono essere condizioni per mia moglie che possa esservi una remota possibilità per ricevere la pensione . Lei nata dicembre 1952, con 32 anni di contribuzione e lavoratrice autonoma, nel giugno 2011 , chiude l’ attività a causa del fallimento della ditta, praticamente disoccupata e senza lavoro, ha una invalidità civile del 67% , con queste condizioni, quale la sua aspettativa per andare in pensione? Grazie anticipato

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