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Bonus Renzi: ecco in quanti lo restituiscono

2 Aprile 2016
Bonus Renzi: ecco in quanti lo restituiscono

Ecco chi ha restituito il bonus di 80 euro, sulla base dei dati del dipartimento delle Finanze, vi diciamo come fare per esser sicuri della vostra posizione.

Il Bonus Renzi viene restituito da una platea molto ampia di contribuenti.

Con buona pace di chi pensava avessimo esagerato nel dire che il bonus di 80 euro sarebbe stato a rischio restituzione per una larga parte di coloro i quali lo avevano percepito, escono oggi i dati del ministero delle Finanze, che nell’elaborare i redditi delle persone fisiche presentati nel 2015, confermano che a far tornare indietro il bonus sono stati 1 italiano su 8, ovvero il 12% della platea degli interessati.

Degli 11,5 milioni di contribuenti percettori del bonus, ben 1,4milioni si sono trovati nella condizione di restituirlo in tutto o in parte.

Con tassi di ritorno degni di un fondo rotativo, le casse dello Stato si sono ritrovate 320milioni di euro in entrata, a fronte dei quasi 6,1 miliardi di attribuzione effettuate agli aventi diritto.

La storia del bonus Renzi

L’ormai conosciuto bonus Renzi di 80 euro è stato per la prima volta conferito nel 2014 per otto mensilità per un totale di 640 euro a contribuente. Il reddito complessivo per ottenere il bonus doveva essere – come accade tutt’ora – di massimo 26mila euro e la quota di contributo decresceva a partire da 24mila euro.

Nel 2015 con la legge di stabilità il bonus diventava strutturale, per conseguenza, nel 2015, esso veniva conferito ai medesimi contribuenti per un totale di 12 mensilità, dunque circa mille euro l’anno di detrazione IRPEF (per la precisione 960 euro), per la fascia di popolazione il cui reddito andava dalla soglia di incapienza (che per i dipendenti in questi anni era di 8mila euro) e i 26mila euro.

La maggior parte dei lavoratori aventi diritto al bonus si concentra in Emilia-Romagna (960 mila), Lazio (996 mila), Piemonte (846 mila), Veneto (1,1 milioni), Lombardia (2 milioni di contribuenti).

L’equivoco del Bonus Renzi: non è un bonus

L’equivoco non è nella sostanza, ma nella forma. Non si tratta di un Bonus, come è stato invece venduto per facilità ed efficacia di comunicazione (anche in busta paga tra le competenze, con la dicitura esplicita di Bonus): si tratta di una detrazione IRPEF, che dunque non può essere fruita se non da chi si trova a dover pagare le tasse, appunto (e al contempo non supera il reddito massimo di 26mila euro). Ciò vuol dire che i cosiddetti incapienti, ovvero coloro che avendo un reddito pari o inferiore a 8mila euro, rientrando nella cosiddetta “no-tax area”, non sono nella condizione di effettuare la detrazione e dunque non ne possono fruire.

In quali casi il bonus è da restituire

Il bonus di 80 euro dovrà essere restituito sia che si abbia un reddito inferiore ad 8mila euro (per cui non sarebbe dovuto essere messo in busta paga, dunque lo si sarebbe percepito indebitamente), sia nei casi in cui il reddito complessivo del contribuente superi i 26mila euro.

Naturalmente in quest’ultimo caso bisogna tener presente che il datore di lavoro che eroga il bonus non è a conoscenza di eventuali altri redditi del dipendente, che naturalmente fanno cumulo.

Chi ha restituito il Bonus Renzi di 80 euro

Il Bonus Renzi di 80 euro è stato restituito sostanzialmente in 2 casi.

Quando il reddito superava a somme fatte i 26mila euro, si è configurata l’ipotesi della restituzione per reddito troppo alto (leggi Bonus 80 euro da restituire: i contribuenti interessati).

Ma come abbiamo avuto modo di vedere si è verificata anche l’ipotesi opposta, che ha visto soggetti che avevano avuto una riduzione delle ore di lavoro dover restituire il bonus indebitamente percepito perché ricaduti nella fascia di incapienza (leggi Incapienti non percepiscono le 80 euro ma le restituiscono).

Chi aveva diritto al bonus Renzi di 80 euro ma lo ha percepito solo nella dichiarazione

È capitato infine che ci fossero contribuenti che pur avendo diritto al bonus non se lo siano visti riconoscere se non sino al momento della dichiarazione dei redditi. I lavoratori domestici (colf, badanti, cuochi, giardinieri, autisti), se pur inquadrati in un rapporto subordinato, sono privi di sostituto d’imposta. Il cedolino provvede difatti per questi soggetti solo per i versamenti previdenziali ed è al lordo delle ritenute.

Si tratta di mezzo milione circa di contribuenti, cui si aggiunge un altro milione circa (per la precisione 1,12milioni) di soggetti che hanno ricevuto solo in parte il bonus e ne hanno recuperato la parte rimanente al momento della dichiarazione fiscale.

In quanti hanno restituito il bonus Renzi di 80 euro

Il bonus Renzi di 80 euro è stato restituito da 1,4 milioni di contribuenti.

Ecco i dati:

  • ben 509 mila lo hanno restituito in maniera integrale, perchè titolari di redditi ulteriori rispetto a quelli considerati dal datore di lavoro
  • 798 mila solo in misura parziale.

Ciò corrisponde a 1 italiano su 8 tra quelli che originariamente lo avevano percepito, ovvero il 12% della platea degli interessati, per un totale di ritorno di 320milioni di euro.

Cosa fare se si sa di non avere diritto al bonus Renzi

L’Agenzia delle entrate [2] ha fatto sapere sin dal principio che chi sa di non avere i presupposti per l’ottenimento del beneficio deve darne comunicazione al sostituto d’imposta, dunque al datore di lavoro, che potrà recuperare il credito eventualmente erogato dalle buste paga successive.

note

[1] TUIR, art. 13, c.1

[2] Agenzia delle Entrate, circ. n. 8/E del 2014


1 Commento

  1. con riferimento ai dati su coloro che hanno restituito il bonus si potrebbe sapere da dove sono stati reperiti in maniera così precisa. io mi sono fernato alle notizie di interrogazioni parlamentari che chiedevano quanti lo avevano percepito e quanti lo avevano dovuto restituire. cho interpellava eea stato rimandato al marzo scorso per la risposta.
    attendo. grazie.

    an

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