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News Regime minimi: più possibilità di entrare nella vecchia aliquota al 5%

News Pubblicato il 21 gennaio 2015

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Le conferme dell’Agenzia delle Entrate per rientrare nelle vecchie regole in attesa dell’emendamento che prorogherà la disciplina del 2014 a tutto il 2015.

Le ultime ore sono state decisive per chi sta per fare la scelta di aprire una partita IVA e aderire al regime agevolato forfettario, cosiddetto dei “minimi”. Difatti, dalle istituzioni arrivano due buone notizie, dopo quella brutta della nuova Legge di Stabilità 2015 che ha inasprito la tassazione:

– l’Agenzia delle Entrate ha confermato la possibilità di rientrare nella vecchia disciplina dei minimi (quella valida fino al 2014, tanto per intenderci, con aliquota al 5%) per chi aprirà la partita IVA durante tutto il mese di gennaio, se l’attività è stata iniziata entro il 31 dicembre: di tanto avevamo dato anticipazione nell’articolo “Gli ultimi 15 giorni per entrare nei vecchi minimi con imposta al 5%”;

– è stato ufficializzato l’emendamento che prorogherà i vecchi minimi a tutto il 2015, consentendo così, a chi lo vorrà, di aderire alle precedenti regole piuttosto che a quelle introdotte con la manovra di fine anno. Ciò non significa che la nuova normativa è sospesa o abrogata, ma solo che essa “concorrerà” con quella precedente: in pratica si viaggerà su due binari paralleli e i contribuenti potranno decidere di aderire all’una o all’altra opzione, con tutte le conseguenti differenze del caso in termini di regole per l’accesso e per il mantenimento del regime agevolato (anche di questo avevamo parlato, nei giorni scorsi, nell’articolo “Torna il vecchio regime dei minimi anche per il 2015”). Così, chi opterà per i vecchi minimi usufruirà di una tassazione ultraridotta al 5% (piuttosto che al 15%), ma anche di una soglia di ricavi o compensi a 30mila euro uguale per tutti.

L’emendamento troverà spazio nell’annuale decreto “milleproroghe” ed è ancora in attesa di copertura (potrebbe arrivare da una riduzione del “Fondo per interventi strutturali di politica economica”). Intanto, per chi non vuole aspettare, ci sono ancora 10 giorni di tempo per scegliere il regime con l’aliquota al 5%. Come detto, infatti, il decreto Iva [1] prevede la possibilità, per il contribuente che voglia chiedere l’apertura di una partita Iva, di dichiarare l’apertura dell’attività entro 30 giorni al fisco (ossia ad uno degli uffici locali dell’agenzia delle Entrate ovvero a un ufficio provinciale dell’imposta sul valore aggiunto della medesima Agenzia). Dunque, per chi ha iniziato l’attività nel mese di dicembre, può ancora comunicarlo all’Agenzia entro il 30 gennaio, rientrando, in tal caso, nelle vecchie regole dei minimi. L’effetto potrebbe essere un’ulteriore corsa all’apertura di partite Iva anche a gennaio dopo l’impennata registrata a fine anno (+15,6% su base annuale).

Attenzione, però, alle manovre elusive. Chi non riuscirà a dimostrare l’effettivo inizio dell’attività nel 2014, potrebbe trovarsi dinanzi alla contestazione da parte del fisco, con automatica bocciatura dell’ingresso nelle vecchie regole.

note

[1] Art. 35 Dpr 633/1972.

Autore immagine: 123rf com


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