Approvato il decreto sulla portabilità dei conti correnti

21 gennaio 2015


Approvato il decreto sulla portabilità dei conti correnti

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 gennaio 2015



Investment compact: stop alle spese e oneri se il cliente decide di cambiare banca.

Il consiglio dei ministri ha appena approvato il nuovo decreto legge sull’Investment compact. È questo il nome di battesimo scelto per la normativa che fa partire le Pmi innovative, i finanziamenti alle imprese da parte della Sace, il rafforzamento della defiscalizzazione per brevetti e marchi, un’estensione delle agevolazioni della “Sabatini bis”.

Intanto, mentre si attende la pubblicazione del testo definitivo in Gazzetta Ufficiale, anticipiamo una delle novità di maggiore impatto sui cittadini italiani, posto che quasi 70% di essi possiede un conto corrente.

Arriva, in particolare, la cosiddetta portabilità dei conti correnti. Il cliente sarà libero di chiedere, alla propria banca, il trasferimento del conto in un altro istituto di credito, mutando anche le condizioni e i tassi. In pratica, il consumatore sarà libero di cambiare banca in qualsiasi momento, senza preavviso o senza rispettare termini minimi di contratto.

Il trasferimento sarà “a costo zero” per la clientela. In altre parole, la portabilità dei conti dovrà essere gratuita e dovrà rispettare i termini e le modalità indicate dalla direttiva europea del luglio scorso [1].

La direttiva UE stabiliva infatti che:

I prestatori di servizi di pagamento dovrebbero offrire ai consumatori una procedura chiara, rapida e sicura per trasferire i conti di pagamento, compresi i conti di pagamento con caratteristiche di base. Tale procedura dovrebbe essere garantita quando i consumatori desiderano trasferire il conto da un prestatore di servizio di pagamento all’altro, nonché quando desiderino effettuare un trasferimento tra diversi conti di pagamento presso lo stesso prestatore di servizi di pagamento. Ciò consentirebbe ai consumatori di approfittare delle offerte più convenienti sul mercato e passare facilmente dal conto di pagamento precedente a un altro potenzialmente più adatto, indipendentemente dal fatto che ciò avvenga nell’ambito dello stesso prestatore di servizi di pagamento o tra prestatori di servizi di pagamento differenti. Tutte le spese eventualmente addebitate dal prestatore di servizi di pagamento in relazione al servizio di trasferimento dovrebbero essere ragionevoli ed in linea con i costi effettivamente sostenuti dai prestatori di servizi di pagamento”.

La portabilità sarà gratuita anche per il trasferimento di strumenti finanziari, gli ordini di pagamento e tutti gli ulteriori servizi e strumenti associati al conto corrente trasferito dal cliente. Di conseguenza, dovrebbero essere esclusi i conti con funzioni più limitate. Ad esempio, in linea di principio dovrebbero essere esclusi dall’ambito di applicazione della riforma i conti di risparmio, i conti di appoggio ad una carta di credito, che generalmente vengono alimentati al solo scopo di rimborsare un debito della carta di credito, i mutui a conto corrente o i conti di moneta elettronica. Tuttavia, se tali conti venissero utilizzati per operazioni di pagamento ordinarie e comprendessero tutte le funzioni sopra elencate, essi rientrerebbero nell’ambito di applicazione della normativa in oggetto. I conti detenuti da

imprese, anche dalle piccole imprese o dalle microimprese, tranne nel caso in cui siano detenuti a titolo personale, dovrebbero essere esclusi dall’ambito di applicazione della direttiva.

 

Inoltre, gli istituti bancari e i prestatori di servizi saranno tenuti a informare il cliente della procedura di portabilità entro termini predefiniti.

La trasferibilità si applica ai soli conti di pagamento. In caso di mancato rispetto dei termini, l’istituto bancario o il prestatore di servizi di pagamento risarcisce il cliente in misura proporzionale al ritardo e alla disponibilità esistente sul conto di pagamento al momento della richiesta di trasferimento.

PMI innovative

Nascono anche in Italia le PMI innovative, alle quali verrà applicata la disciplina delle start-up innovative (salvo per le disposizioni sul fallimento e regolamentazione del mercato del lavoro).

Si tratta delle PMI non quotate con bilancio certificato e in possesso di almeno due tra i seguenti tre requisiti:

– spese in ricerca e sviluppo almeno pari al 3% del maggior valore tra fatturato e costo della produzione;

– impiego di personale altamente qualificato in misura almeno pari a un quinto della forza lavoro complessiva;

– detentrici, licenziatarie o depositarie di un brevetto o un software registrato alla SIAE.

Patent box

Il Patent box, introdotto nella legge di stabilità per il 2015, che prevede un regime di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’uso e dalla cessione dei beni immateriali come marchi e brevetti, è stato potenziato; infatti, tale regime è stato esteso a tutti i marchi, con inclusione di quelli commerciali. «In tal modo, il Patenti box diventa una potente misura di attrazione di investimenti qualificati nella valorizzazione del capitale immateriale, dei marchi e dei modelli industriali, facendo del nostro paese una potenziale piattaforma per investimenti ad alto contenuto di conoscenza».

note

[1] Direttiva UE n. 92/2014.

Autore immagine: 123rf com

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