HOME Articoli

Lo sai che? Rettifica valore immobili: stima pubblica dell’UTE battuta dalla perizia privata

Lo sai che? Pubblicato il 21 gennaio 2015

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 21 gennaio 2015

Catasto: l’Agenzia delle Entrate perde, con la perizia dell’ufficio tecnico erariale, dinanzi alla consulenza di parte più dettagliata.

Se l’Agenzia delle Entrate rettifica il valore del tuo immobile sulla base di quanto attestato da una perizia dell’UTE (ufficio tecnico erariale), sappi che hai sempre la possibilità di contestarla con una perizia di parte, rilasciata da un tecnico di tua fiducia. Difatti, la stima pubblica non ha un valore insindacabile e ben può essere messa in discussione da quella privata se più dettagliata e circostanziata.

A dirlo è una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Roma [1].

Secondo i giudici tributari, i criteri fissati dall’Ute non hanno valore di prova, né natura imperativa, ma costituiscono un “mero atto ricognitivo del valore di mercato”: in pratica sono solo “sintomi e indizi” di occultamento del corrispettivo. Pertanto è sempre ammessa la prova contraria da parte del contribuente.

Dunque, in caso di rettifica del valore di un immobile, è possibile ricorrere alla Commissione Tributaria tutte le volte in cui la stima pubblica sia poco convincente e precisa. Sarà bene, però, dotarsi di una perizia di parte particolarmente analitica, capace di contestare, puntualmente, la ricostruzione del valore effettuata dall’Ufficio tecnico erariale. La perizia tecnica potrà essere redatta da un geometra o altro esperto che, oltre a descrivere il luogo di ubicazione del bene compravenduto, riportare i dati catastali, con le relative planimetrie, con indice di fabbricabilità fondiaria, sviluppo dei dati tecnici di valutazione e dopo averla asseverata con giuramento, indichi il valore finale dell’immobile.

Già la Cassazione, con una sentenza dell’anno scorso [2], aveva anticipato questo stesso principio: poiché dinanzi al giudice tributario l’amministrazione finanziaria è sullo stesso piano del contribuente, la relazione di stima di un immobile, redatta dall’Ufficio tecnico erariale, prodotta dall’amministrazione finanziaria costituisce una semplice perizia di parte, alla quale, pertanto, può essere attribuito il valore di atto pubblico soltanto per quel che concerne la provenienza, ma non anche per quel che riguarda il contenuto. Di conseguenza, anche la perizia di parte può costituire fonte di convincimento del giudice, che può porla come fondamento della propria decisione a condizione che spieghi e motivi le ragioni per le quali la ritenga corretta e convincente.

note

[1] CTR Roma sent. n. 5900/14.

[2] Cass. sent. n. 14417/2014.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI