Italicum: così sarà la nuova scheda elettorale. Il sistema delle preferenze sui candidati

22 gennaio 2015


Italicum: così sarà la nuova scheda elettorale. Il sistema delle preferenze sui candidati

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 gennaio 2015



Fac simile: l’elettore potrà scegliere un massimo di due candidati da scrivere ma dovranno essere di genere diverso pena la nullità del voto.

 

Parlamento. Si stanno giocando, in questi giorni, le battute decisive sulla nuova legge elettorale: l’Italicum, così come è stato soprannominato il successore del Porcellum. In questo – dobbiamo dirlo – non abbiamo una grande fantasia coi nomi che, già alla nascita, sembrano portare sfortuna all’elettore.

Se sarà approvato il testo della riforma per come oggi circola, la nuova scheda elettorale, che avranno davanti i cittadini alle prossime elezioni, dovrebbe essere la seguente.

Non ci sarà più una marea di simboli, raggruppamenti e partiti. Il nuovo modello sarà molto semplice.

 

L’elettore troverà prestampato solo il nome dei capilista: uno per ciascun partito politico. I nomi dei capilista saranno scelti (leggi: “imposti”) dalle segreterie dei partiti oppure proverranno dai risultati (per quei partiti che vorranno farlo) delle cosiddette “primarie”.

Ci saranno 100 capilista: uno per ogni collegio esistente.

Ogni capolista potrà candidarsi anche in più di un collegio fino a massimo dieci collegi.

Se un partito ottiene in un collegio solo un seggio, questo va automaticamente al capolista.

Il voto non andrà più alle coalizioni, ma a una singola lista. Per cui scompariranno, dalla scheda, i simboli delle aggregazioni che avevamo visto fare ingresso con il sistema maggioritario.

Accanto al simbolo del partito (che l’elettore dovrà selezionare con la tradizionale “X”), ci saranno due righe su cui l’elettore potrà indicare le sue preferenze, scrivendo il nome di due candidati. Per come già è oggi, il nome del candidato sarà reso pubblico dalla lista (attraverso i consueti manifesti o pubblicità), ma non sarà riportato sulla scheda. Spetterà dunque all’elettore scriverlo a mano, facendo leva sulla propria “memoria”.

L’elettore potrà decidere di esprimere una sola preferenza oppure due. In quest’ultimo caso le due preferenze dovranno avere genere diverso, pena la nullità del voto.

Se un partito si aggiudicherà in un collegio un solo seggio, questo andrà al capolista imposto. Se, invece, il numero di seggi sarà superiore, il primo andrà al capolista e gli altri a quei candidati che, in ordine, hanno ottenuto più voti.

Meccanismo elettorale

L’Italicum (che dovrebbe entrare in vigore, stando agli ultimi emendamenti, a partire dal 1° luglio 2016) prevede uno sbarramento del 3% per la Camera: i partiti che non raggiungeranno questo numero minimo di voti non potranno avere rappresentanti in Parlamento.

È previsto un premio di maggioranza di 340 seggi a chi raggiunge il 40% dei voti.

Se al primo turno nessun partito si aggiudica il 40% dei voti, si procederà a un secondo turno di ballottaggio. In questo caso la scheda elettorale sarà ancora più semplice: ci saranno solo due simboli, quelli dei due partiti che al primo turno si sono classificati al primo e al secondo posto. L’elettore dovrà mettere la croce sull’uno o sull’altro.

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1 Commento

  1. Mah! Si va senz’altro nella direzione di semplificare, ma rimane ancora la norma che prevede la votazione obbligatoria dei capilista (nominati dalle segreterie quasi certamente, e scelti tra le star dei partiti) che possono presentarsi in più collegi per avere la garanzia di entrare in parlamento. Le coalizioni non ci sono ufficialmente ma in realtà al secondo turno saranno indispensabili con tutto ciò che questo comporta. Per il resto ho bisogno di rifletterci su un po’. Ciao. Aldo

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