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Lo sai che? Soppalco non abitabile: sì all’agevolazione prima casa

Lo sai che? Pubblicato il 22 gennaio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 gennaio 2015

Benefici fiscali consentiti per via della ridotta altezza del locale: dal computo restano escluse cantine, posto auto e rimesse.

Il soppalco non incide sulla natura dell’appartamento se non è abitabile. Così, quando esso è privo di agibilità non conta ai fini della qualificazione di un’abitazione di lusso. A dirlo è stata la Commissione Tributaria Regionale di Roma con una recente sentenza [1].

Risultato: ha diritto alle agevolazioni fiscali “prima casa” (imposta di registro, ipotecaria, catastale) il proprietario di un appartamento “prima casa” poiché la metratura del soppalco non deve essere calcolata ai fini del superamento del limite massimo di 240 metri quadri (come previsto dalla legge).

Secondo quanto già specificato, in passato, dalla Cassazione, i vani accatastati come cantine, ma che presentano le stesse caratteristiche degli altri vani, concorrono al computo della superficie utile complessiva ai fini dell’individuazione degli immobili di lusso. Tuttavia, come indicato dal decreto ministeriale del 1969 [2], ai fini della classificazione di un immobile come di lusso non si deve tener conto di quei vani che per la loro natura non possono considerarsi abitabili, anche in funzione della loro ridotta altezza rispetto a quella indicata dalla normativa vigente.

Nel caso in questione, l’immobile, “sottratte le superficie di quei vani che non presentano le descritte caratteristiche di abitabilità, ha un’estensione inferiore a quella richiesta di metri quadri 240”. Viene così meno l’automatica classificazione dell’immobile come di lusso e, pertanto, il contribuente potrà godere dell’agevolazione fiscale.

Ricordiamo che per abitazioni di lusso si intendono le unità immobiliari con superficie utile complessiva superiore a 240 metri quadrati (esclusi i balconi, le terrazze, le cantine, le soffitte, le scale e il posto macchine). Quindi, contrariamente a quanto spesso ritengono gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, dal computo della superficie utile ai fini della qualificazione dell’immobile come di lusso vanno esclusi il “posto macchina”, le “rimesse” e tutti i locali con natura pertinenziale. Anche la Cassazione è dello stesso avviso: non è dato qualificare “di lusso” l’abitazione se ai fini del calcolo della superficie utile complessiva si è tenuto conto di cantine e soffitte oltre che della superficie esterna di pertinenza del condominio.

note

[1] CTR Roma sent. n. 6721/14.

[2] Dm n. 2/08/1969.

Autore immagine: 123rf com


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