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Bancomat: prelievo non autorizzato e rimborso delle somme al cliente

22 Gennaio 2015


Bancomat: prelievo non autorizzato e rimborso delle somme al cliente

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Gennaio 2015



Se il conto corrente viene prosciugato, la banca ha l’obbligo di segnalare e interrompere tutte le sospette movimentazioni: diversamente scatta il risarcimento del danno.

Sicuramente ti sarai già chiesto quali sono i tuoi diritti nel caso in cui qualche criminale riesca ad utilizzare il bancomat entrando “fatalmente” nel tuo conto corrente e prosciugandolo. Le tecniche dei malviventi sono ormai estremamente raffinate e non bisogna essere necessariamente dei “distrattoni” per subire una truffa. Sportelli finti che captano i codici di accesso, strumenti informatici in grado di sottrarre le password: i sistemi con cui le somme depositate sul conto vengono trafugate sono ormai numerosi. E, in questo, anche la banca deve fare la sua, in quanto ha una posizione di garanzia e di controllo dei conti correnti dei propri clienti.

Una recente decisione dell’ABF (Arbitro Bancario Finanziario) di Roma spezza una lancia in favore dei clienti.

In presenza – si legge nel provvedimento – di una insolita frequenza nel prelevamento e pagamento col bancomat rispetto alla consueta movimentazione del conto fatta dal suo legittimo titolare, la banca ha l’obbligo di attivarsi e controllare che tutto sia in regola o che non vi sia, piuttosto, un accesso non autorizzato. Se non provvede immediatamente, l’istituto di credito è responsabile per colpa della sua inerzia e quindi deve provvedere al rimborso delle somme trafugate dal conto. La banca, infatti, deve attivare adeguati presidi di sicurezza in presenza di operazioni anomale e sospette chiaramente identificabili.

La vicenda

La controversia ha ad oggetto l’utilizzo fraudolento di una carta bancomat presumibilmente rubata. Gli utilizzi si erano susseguiti in tempi ravvicinati e in maniera anomala nel corso di tre giorni.

La sentenza

Secondo gli arbitri bancari, bisogna considerare i casi in cui le operazioni fraudolente si susseguano con una insolita frequenza rispetto alla consueta movimentazione del conto, proprio perché a brevissima distanza l’una dall’altra: esse sono emblematiche di un rischio frode.

L’unica cosa che la banca può fare per evitare la condanna al risarcimento è dimostrare una colpa grave a carico del cliente nella conservazione dei propri codici di accesso o della carta bancomat.


note

[1] ABF Roma decisione del 24.10.2014 – Pres. De Carolis – Est. Liliana Rossi Carleo.

Autore immagine: 123rf com


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