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Editoriali Rinvio d’udienza: quando i giudici fanno come i vigili urbani di Roma

Editoriali Pubblicato il 22 gennaio 2015

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> Editoriali Pubblicato il 22 gennaio 2015

Quando l’impedimento del magistrato diventa un’abitudine…

Un rinvio dietro l’altro”: per chi non è pratico dei tribunali e di procedura civile, è difficile distinguere i casi in cui il rinvio dell’udienza sia stato determinato dalle normali regole del processo da quelli, invece, dovuti a intoppi di percorso. In verità, ogni udienza termina sempre con un rinvio (tranne, ovviamente, l’ultima): in pochissimi casi – davvero rari – il giudice può decidere in una sola battuta. Ci sono, infatti, le prove da dover acquisire, le note da depositare per consentire agli avvocati di studiare meglio la vicenda, ci sono poi le notifiche da inviare ai testimoni, al perito, il deposito della consulenza, ecc.

Capita poi – di rado – che un giudice venga sostituito o trasferito in altra sezione o che vada in aspettativa o in maternità. Oppure il caso di uno sciopero degli avvocati o dei magistrati. O ancora che si verifichino le elezioni o un’improvvisa nevicata che impedisce al magistrato – di altra città – di raggiungere il foro di competenza. Potrebbe anche essere che il giudice cada malato… Perché i giudici sono uomini, e come tutti prendono la febbre, la polmonite e persino il raffreddore. Però, quello che potrebbe sembrare strano, è che tutte queste ipotesi si verifichino nell’arco dello stesso processo. O peggio: l’una di seguito all’altra. Allora chi potrebbe mai negare lo scatto d’ira del cliente che si veda rinviata, per ben sette volte consecutive – per un totale di tre anni – la stessa udienza a causa di un “impedimento del giudice”! Peraltro, a differenza dei testimoni, il magistrato non deve presentare un certificato medico al suo datore di lavoro (che, in verità, non è solo lo Stato, ma la parte in causa, che, oltre a pagargli lo stipendio con le proprie tasse, ha versato il “gettone” per il processo, il cosiddetto contributo unificato).

Ecco: in questi giorni circola in rete il verbale di udienza che qui sotto vi riportiamo.

(clicca sull’immagine per ingrandire)

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Non sappiamo a quale tribunale si riferisca questo verbale. Quel che però è facile leggere dice già tutto: sette rinvii per impedimento del giudice, spalmati tra il 2011 e il 2014. Il che, proprio in questi tempi, ci riporta a quella strana epidemia che ha colpito l’85% dei vigili urbani di Roma alla vigilia del capodanno.

E allora torniamo sempre sullo stesso punto: a che servono le riforme, il taglio delle udienze, il dimezzamento dei termini processuali o la cancellazione di quei 15 giorni di settembre di “ferie” per gli avvocati se poi i magistrati hanno un potere incontrollato di gestire i rinvii?

Lasciamo ai vostri commenti qui sotto ogni ulteriore giudizio…

note

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Una causa.civile condominiale iniziata nel 2009 non arrivo in fondo ora per cola del Ctu che non deposita avendola ribaltata a mia rimessa di denaro da.circa oltre un anno e mezzo. il giudice ogni volta lo rimanda di due mesi in attesa della deposizione.a me costa molto e mi crea danni non indifferenti. poi magari lo dovro’ anche pagare. scusatemi non sono nessuno ma un cervello per ragionare per ora l’ho ben attivo.(ho ragione)

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