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Mutui: la Corte di Giustizia vieta espropriazioni e ipoteche se ci sono clausole abusive


Mutui: la Corte di Giustizia vieta espropriazioni e ipoteche se ci sono clausole abusive

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 gennaio 2015



Banche: divieto di ipoteca e stop all’esecuzione forzata.

È la seconda volta, in pochi mesi, che i giudici dell’Unione Europea si scagliano contro le banche e le clausole abusive contenute nei contratti di mutuo. Già una prima volta, nello scorso mese di settembre, la Corte di Giustizia aveva legittimato lo stop all’esecuzione forzata sulla casa, e a tutta la procedura di pignoramento immobiliare, in presenza di clausole abusive imposte al consumatore: clausole che, per la loro particolare struttura a svantaggio del cliente, sono ritenute illegittime dall’U.E. (leggi a riguardo “Espropriazione: dall’UE divieto di ipoteca sulla casa anche per banche e finanziarie”).

Ieri, la Corte di giustizia s’è nuovamente pronunciata su un caso simile [1], stabilendo che, tutte le volte in cui sia presente una clausola abusiva, il contratto di mutuo ipotecario resta valido, ma solo per la parte di interessi conformi alla legge. Il giudice nazionale dell’esecuzione forzata (esecuzione in atto sull’immobile ipotecato) deve quindi ricalcolare le somme dovute come interessi moratori.

Sono queste le conseguenze per il caso di abusività delle clausole contrattuali imposte dalle norme comunitarie [2]. In base alla legislazione dell’UE, da noi recepita con il famoso codice del consumo, le clausole abusive non vincolano il consumatore, ferma restando la possibilità che il contratto resti vincolante per la parte residua.

I giudici di Lussemburgo hanno chiarito che l’obiettivo principale della direttiva Ue, nel segno della tutela del consumatore, è quello di rimuovere ogni compressione dei diritti del cliente, identificando i comportamenti “vessatori” della controparte con alcune tipiche clausole abusive: un esempio è la previsione di interessi di mora di gran lunga superiori rispetto a quelli legali. Raggiunto quest’obiettivo, la direttiva – osserva la Corte – non impedisce un intervento del giudice nazionale sul ricalcolo degli interessi di mora.

Risultato: quando il giudice deve decidere su un procedimento di esecuzione forzata a seguito di ipoteca, può far ricalcolare le somme dovute e previste in un contratto di mutuo ipotecario con interessi moratori: tale ricalcolo però non rimette in gioco tutto i contratto, ma solo la parte illecita.

note

[1] C. Giust. UE cause riunite C-482/13 e altre.

[2] Art. 6 direttiva 93/13 sulle clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori (recepita in Italia col Dlgs 206/2005, il Codice del consumo).

Autore immagine: 123rf com

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