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Bail-in: risparmi al sicuro? La guida completa

4 Aprile 2016
Bail-in: risparmi al sicuro? La guida completa

Rischiano i correntisti ma anche i dipendenti. Ti suggeriamo come controllare la solidità del tuo istituto di credito, in una guida semplice al bail-in.

Introdotta in Italia dallo scorso gennaio il bail-in permette di ridurre il valore di azioni e crediti o di convertirli in capitale, al fine di “salvare, una banca“, coprendone le perdite o permettendole di rispettare i “requisiti prudenziali”.

Il meccanismo, in parole semplici, è questo: se una banca è in difficoltà coloro i quali aiutano la banca sono coloro i quali che hanno preso i rischi maggiori negli investimenti. In ordine saranno dunque gli azionisti, gli obbligazionisti subordinati, gli obbligazionisti senior, poi, in ultimo, i correntisti i che abbiano importi oltre i 100mila euro.

Quando scatta il Bail-in?

Perché scattino le misure previste dal bail-in che sono misure di emergenza, si deve accertare lo stato di dissesto. In Italia questa condizione deve essere valutata e accertata dalla Banca d’Italia. La banca può decidere di passare a queste misure solo ed esclusivamente se ritiene che l’alternativa della liquidazione bancaria porterebbe a risultati peggiori.

Ciò che è importante sapere comunque è che l’accesso ai capitali della banca nelle misure che sopra abbiamo indicato, non è l’unica delle misure possibili. Ne esistono di altre, che non sono altrettanto rischiose per i risparmiatori e che non è detto che non possano essere attivate anche senza ricorrere alla misura di ultima ratio della perdita del capitale da parte degli obbligazionisti e dei correntisti.

In particolare, si prevede ad esempio la possibilità di:

  • vendere forzatamente il ramo d’azienda in dissesto,
  • vendita della banca,
  • creazione di una bad bank che possa raccogliere le sofferenze.

Quali strumenti sono soggetti al bail-in?

Quando il bail-in si applica attraverso le misure di accesso al capitale della banca, vengono nell’ordine aggrediti i seguenti capitali o titoli:

  • riserve e azioni ordinarie,
  • altri strumenti ibridi diversi dalle azioni;
  • bond subordinati;
  • obbligazioni non subordinate con un ordine corrispondente al grado di seniority;
  • altre obbligazioni;
  • conti correnti e deposito sopra 100mila euro.

Qualora non basti la riduzione del valore, il passaggio successivo è la conversione dei crediti in azioni, una metodologia che permette di ricapitalizzare la banca riducendo d’altra parte il valore delle obbligazioni.

Gli stipendi sono a rischio col Bail-in

Quando si passa alla conversione dei crediti in azioni si deve tener presente anche che tra le passività della banca sono presenti anche gli stipendi dei dipendenti. Anche quelli sono passività che per forza di cose devono essere ridotte.

Cos’è protetto con il Bail-in

Il Bail in protegge le obbligazioni garantite e gli strumenti protetti dal fondo interbancario che ha il compito come accennato di garantire i depositi sino a 100mila euro. Rientrano in questa garanzia:

  • i conti correnti;
  • i conti deposito;
  • libretti di risparmio nominativi;
  • assegni circolari.

Non vengono inoltre toccati dalla procedura di bail-in:

  • i crediti maturati nei confronti della banca attraverso i derivati;
  • i contenuti delle cassette di sicurezza;
  • gli strumenti del dossier titoli;
  • i titoli che gli investitori girano alla banca a titolo di garanzia dei finanziamenti.

Cosa viene garantito ai Dipendenti?

I dipendenti della banca, che come si è detto potrebbero essere coinvolti loro malgrado nella procedura, saranno comunque garantiti con riferimento a:

  • contributi;
  • benefici pensionistici;
  • remunerazione (per la sola componente fissa).

Come sapere se una banca è solida?

Uno dei parametri per conoscere la solidità della propria banca è il CET1 (ovvero il Common Equity Tier 1), un indice che mette in rapporto il capitale disponibile e le attività, operando una ponderazione relativa al rischio.

In poche parole il CTER1 descrive precisamente attraverso quali risorseprimarie” (dunque capitale versato, riserve iscritte a bilancio e utili non distribuiti) la banca è in grado di garantire i prestiti concessi ai propri clienti (quali i prestiti e i mutui) ed i rischi derivanti dalle sofferenze e dai crediti deteriorati.

Il valore di questo indice deve essere almeno superiore al 10,5% in base al regolamento stabilito dalla Banca Centrale Europea.



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