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Se il 730 precompilato dall’Agenzia Entrate è incompleto e non riporta alcuni redditi

25 gennaio 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 gennaio 2015



Quali adempimenti bisogna compiere qualora la dichiarazione dei redditi precompilata presenti dei dati mancanti.

 

Una delle novità più rilevanti del 2015 è senza dubbio la possibilità di avvalersi del 730 precompilato, grazie al Decreto Semplificazioni [1]; difatti è stato recentemente approvato un nuovo modello di dichiarazione dei redditi [2], che interesserà la maggior parte dei lavoratori e dei pensionati, disponibile online, all’interno del sito dell’Agenzia delle Entrate, già compilato automaticamente. Una volta ottenuto, il documento può essere trasmesso al fisco, direttamente dal sito, dallo stesso contribuente (se in possesso di PIN), oppure tramite intermediario abilitato (CAF e professionisti).

Oltre ai soggetti espressamente esonerati [3], non per tutti è possibile presentare il 730, in quanto tenuti alla compilazione del Modello Unico: questo vale per chi possiede redditi d’impresa o di lavoro autonomo non occasionale, redditi diversi (al di fuori del quadro D del 730), alcune tipologie di plusvalenze e redditi provenienti da Trust.

Ma come può l’Agenzia delle Entrate ricavare i nostri dati reddituali e compilare, al posto nostro, la dichiarazione dei redditi?.

Per quanto concerne i redditi di terreni e fabbricati, è notorio che essi siano presenti all’interno dell’Anagrafe Tributaria; dalla stessa banca dati saranno ricavate anche alcune tipologie di oneri e spese, nonché acconti , crediti ed eccedenze.

I redditi da lavoro dipendente ed assimilati, i familiari a carico ed alcuni redditi “diversi” [4], oltre a ritenute d’acconto, deduzioni e detrazioni, saranno invece prelevati dal CU 2015, la nuova Certificazione Unica, che sostituisce il CUD. All’interno di questo documento saranno anche indicate alcune tipologie di compensi per lavoro autonomo, provvigioni ed indennità.

Infine, sarà possibile ricavare altri oneri e spese (come mutui o polizze) del contribuente tramite le comunicazioni di banche, assicurazioni ed enti previdenziali .

Ma che succede se il nostro modello precompilato è incompleto o errato? Cosa dobbiamo fare – e cosa ci conviene fare – se l’Agenzia delle Entrate ci ha inviato un modello precompilato dimenticando, ignorando o errando l’indicazione di un reddito? Potrebbe essere il caso in cui il precompilato indichi un reddito “in più” o “in meno” rispetto a quelli effettivamente percepiti dal contribuente: l’affitto di un appartamento dopo che sia già intervenuto lo sfratto, la cessione di un bene di valore non conosciuta dall’Agenzia, ecc.

In primo luogo, va osservato che, all’interno delle istruzioni di compilazione della dichiarazione, le suddette casistiche sono già contemplate: l’Amministrazione Finanziaria, in effetti, consente esplicitamente, in caso di errori e/o omissioni, l’integrazione del 730.

Non è, difatti, obbligatorio trasmettere la dichiarazione “nello stato in cui si trova”, ben comprendendo che, a causa della mole di dati, della novità procedurale e delle tempistiche ristrette, le inesattezze non saranno certamente un’eccezione. Inoltre, vi sono diverse informazioni impossibili da acquisire, al momento, tramite banche dati, come le ricevute per prestazioni mediche specialistiche o gli scontrini “parlanti” per l’acquisto di medicinali, o, ancora, le fatture per acquisti di dispositivi medici.

Dunque, il contribuente può lecitamente correggere e completare il 730 [5], senza necessità di autorizzazioni o ulteriori formalità, integrandolo con i dati in suo possesso, e può presentarlo, come già accennato, sia tramite il sito dell’Agenzia Entrate, sia tramite un CAF o altro intermediario abilitato o, ancora, direttamente al sostituto d’imposta.

Tuttavia, non effettuare alcuna modifica alla dichiarazione precompilata comporta i notevoli vantaggi della mancata effettuazione di controlli documentali, in merito alle deduzioni e detrazioni effettuate, e del mancato controllo preventivo sui rimborsi superiori a € 4.000.

Sono considerate irrilevanti le variazioni che non influiscono sul calcolo del reddito complessivo o dell’imposta (per esempio, modifiche della residenza all’interno dello stesso comune).

Paradossalmente, invece, non esonerano dai controlli eventuali integrazioni a sfavore del cittadino: quindi, se un soggetto riscontrasse la mancanza di uno o più redditi a lui imputati, e decidesse di aggiungerli alla dichiarazione, non sarebbe esentato dalle verifiche.

Omettere tali informazioni, comunque, configurerebbe una violazione ai danni dell’Amministrazione Finanziaria, poiché, come riportato nella Guida al 730 Precompilato [6], “il contribuente è tenuto a modificare o integrare il modello 730, ad esempio per aggiungere un reddito non presente”.

La nuova normativa prevede, poi, il “nomadismo” di responsabilità e sanzioni in capo a CAF e intermediari, qualora si presenti il 730 tramite tali soggetti, anche se precompilato: ciò significa che i controlli documentali saranno effettuati nei confronti dei professionisti, obbligati all’apposizione del visto di conformità sul modello; inoltre, se, dai controlli, il visto risultasse infedele, essi saranno sanzionati in luogo del contribuente.

Quest’ultimo aspetto, che, a prima vista, sembrerebbe un vantaggio per il cittadino, molto probabilmente si ritorcerà contro come un boomerang, poiché è molto improbabile che CAF e consulenti siano propensi alla trasmissione dei 730, dati gli enormi rischi. Ciò comporterebbe , di fatto, per chi non ha molta praticità col web, l’impossibilità d’integrare la dichiarazione, quindi un danno per la mancanza di elementi che ridurrebbero il debito d’imposta.

Sarebbe dunque auspicabile che lo Stato abbia riguardo , nello spirito del Decreto Semplificazioni, anche alle categorie più deboli, ad esempio offrendo assistenza dedicata presso gli Uffici locali dell’Agenzia Entrate.

Nell’attesa, una soluzione valida potrebbe essere quella di presentare, tramite intermediari, anziché il 730, il Modello Unico PF o PF-Mini, utilizzabile anche da chi non possiede partita Iva, poiché, per questi documenti, non è obbligatoria l’apposizione del visto.

Il 730 precompilato può essere trasmesso:

-direttamente dal sito web dell’Agenzia delle Entrate, per chi è in possesso del codice PIN;

-tramite CAF o professionista abilitato;

– tramite il sostituto d’imposta (ad esempio, datore di lavoro).

 

Se il 730 precompilato è accettato così com’è:

-non sono effettuati i controlli documentali in merito adeduzioni e detrazioni;

– non è esperito il controllo preventivo sui rimborsi superiori a € 4.000.

 

In caso di modifiche al 730 precompilato:

-Se la dichiarazione è trasmessa dal contribuente, gli accertamenti graveranno su di lui;

– se la dichiarazione è trasmessa da un intermediario abilitato, controlli e sanzioni (per visto infedele) saranno a suo carico.

 

In caso di mancanza, nel 730, di elementi che comporterebbero un maggior credito o un minor debito d’imposta:

– Il contribuente può modificarlo o lasciarlo invariato.

 

In caso di mancanza, nel 730, di elementi che comporterebbero un minor credito o un maggior debito d’imposta:

– Il contribuente è tenuto a modificarlo.

note

[1] D.Lgs. 175/2014.

[2] Provv.4791/2015.

[3] Istruzioni alla Compilazione del 730/2015, punto 4.

[4] Artt. 53 e 67, co. 1, TUIR.

[5] Istruzioni alla Compilazione del 730/2015, punto 2.

Autore immagine: 123rf com

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