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Nuovo ravvedimento operoso: dal 2015 cambiano i rapporti tra cittadino e fisco

25 gennaio 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 gennaio 2015



Collaborazione, fiducia reciproca, ruolo attivo del contribuente, possibilità di correggere in qualsiasi momento le proprie dichiarazioni, pagare spontaneamente ed ottenere una riduzione delle sanzioni.

La Legge di Stabilità 2015 [1] introduce un modello di collaborazione tra fisco e cittadino nuovo rispetto al passato e nel quale il cittadino ha un ruolo decisamente attivo. Il nuovo sistema di comunicazione e collaborazione tra fisco e contribuente si caratterizza per i seguenti aspetti.

 

 

1 | LO SCAMBIO DI DATI

Attraverso un sistema di fitto scambio di dati tra amministrazione e contribuente, il cittadino riveste un ruolo attivo di controllo circa la correttezza delle proprie dichiarazioni e la corrispondenza tra i dati da lui forniti e quelli in possesso dell’Agenzia delle Entrate. In pratica, già in fase di predisposizione delle dichiarazioni, il contribuente può conoscere – tramite appositi strumenti telematici – quali, tra le informazioni rese, potranno essere oggetto di eventuale verifica e controllo da parte del Fisco e della Guardia di Finanza nei suoi confronti. Tali informazioni potranno riguardare, ad esempio, ricavi o compensi, redditi, volume d’affari, agevolazioni e detrazioni.

Il contribuente può in ogni momento segnalare fatti ignorati dall’Agenzia delle Entrate e integrare e correggere le dichiarazioni rese, in modo da evitare errori o omissioni.

In caso di dichiarazioni erronee o incomplete o di accertate violazioni, il cittadino può rimediare mediante il cosiddetto “ravvedimento operoso”.

 

 

2 | IL RAVVEDIMENTO OPEROSO

Il ravvedimento operoso consente al cittadino che abbia commesso una violazione tributaria (ad esempio: omesso di pagare una tassa, evaso il fisco, rilasciato dichiarazioni non corrette) di rimediare spontaneamente alle irregolarità commesse beneficiando altresì di una riduzione delle sanzioni previste e di agevolazioni dal punto di vista penale.

Tali riduzioni e agevolazioni premiano il comportamento spontaneo del cittadino, volto a rimediare al proprio torto.

Il cittadino può in pratica effettuare, in ogni momento, il pagamento delle somme dovute, beneficiando di una riduzione delle relative sanzioni, proporzionata alla tempestività del ravvedimento. Prima il contribuente decide di rimediare, minore sarà la sanzione applicata.

Si può optare per il ravvedimento operoso anche quando sono in corso accertamenti, ispezioni e verifiche, nonché quando la violazione è stata già verbalizzata a seguito di ispezione. Ciò vale anche per i verbali di constatazione compilati prima del 2015.

In soldoni, questo significa che il contribuente, anche durante una verifica fiscale o una volta verbalizzata la violazione, può validamente correggere gli errori commessi, presentando una dichiarazione integrativa e pagando spontaneamente le maggiori imposte dovute, gli interessi e la sanzione in misura ridotta.

Sono però escluse da questa agevolazione le contestazioni riguardanti scontrini fiscali e registratori di cassa.

 

 

3 | LA RIDUZIONE DELLE SANZIONI E L’ESTINZIONE DEI REATI

Come detto, il cittadino che decide di rimediare al proprio comportamento illecito ha uno sconto di pena tanto maggiore, quanto prima si pente.

Solo per i tributi dell’Agenzia delle Entrate (ad esempio: tributi diretti, Iva, Irap, e tutte le imposte erariali) è possibile una riduzione della sanzione di:

1/7 del minimo se la regolarizzazione avviene entro 2 anni dalla violazione o entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo alla violazione;

1/6 se la regolarizzazione avviene oltre i predetti termini;

1/5 se la violazione viene accertata dal Fisco e non denunciata spontaneamente dal cittadino.

In caso di omesso pagamento di tributi diversi (ad esempio: sanzioni per violazione del Codice della strada, tributi locali), invece le riduzioni sono:

1/10, se il ravvedimento avviene entro 30 giorni;

1/9, se il ravvedimento avviene entro 90 giorni dalla violazione o dal termine di presentazione della dichiarazione;

1/8, se il ravvedimento avviene oltre i 90 giorni, ma entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione.

Quando poi la violazione costituisca reato, il pagamento spontaneo di tutte le somme dovute all’amministrazione, potrà determinare l’estinzione del reato commesso.

 

 

4 | REGOLARIZZAZIONE DELLE DICHIARAZIONI RESE

Il cittadino che si accorga di errori o irregolarità nelle dichiarazioni rese, può in ogni momento presentare una dichiarazione integrativa e segnalare all’Agenzia delle Entrate circostanze di cui non sia a conoscenza.

La presentazione di una dichiarazione integrativa determina una proroga (uno slittamento) dei termini per l’emissione della cartella di pagamento e dell’avviso di accertamento. Ciò, però, solo con riferimento ai dati oggetto di integrazione.

 

 

5 | ENTRATA IN VIGORE

Le nuove regole, come sopra descritte, sono entrate in vigore dal 1 gennaio 2015.

>>> Continua in “Tasse: sanzioni ridotte a chi paga in ritardo

note

[1] L. 23 dicembre 2014, n. 190.

Autore immagine: 123rf com


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