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Tasse: sanzioni ridotte per chi paga in ritardo

25 gennaio 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 gennaio 2015



Nuovo ravvedimento operoso: più agevolazioni e meno oneri per gli evasori e i contribuenti distratti che pagano i tributi dopo la scadenza.

Dal 1 gennaio 2015 sono in vigore le nuove disposizioni [1]sui rapporti tra contribuenti e fisco. Tra le tante novità (leggi: “Come cambiano i rapporti tra cittadini e fisco”) particolare interesse ricopre la riforma sulle sanzioni dovute dal cittadino che:

aderisce all’invito dell’avviso bonario

– oppure accede al ravvedimento operoso, strumento che consente, a chi ha commesso violazioni tributarie, di regolarizzare spontaneamente la propria posizione, usufruendo di sconti sia sotto il profilo penale che sui maggiori oneri dovuti per il ritardo.

Con la riforma, il legislatore mira a incentivare la definizione tempestiva degli interventi correttivi, riconoscendo maggiori riduzioni sulle sanzioni a chi si ravvede entro termini circoscritti. Dunque “chi prima paga meno spende”, purché risponda a tutti gli altri requisiti qui di seguito descritti.

1 | ACCESSO AL RAVVEDIMENTO OPEROSO

Come accennato, il ravvedimento operoso consente di rimediare spontaneamente a errori ed omissioni nel pagamento delle tasse, versando, oltre all’imposta dovuta, un sovrapprezzo comprensivo di interessi e sanzioni. Quest’ultime sono graduate a seconda della tempestività della regolarizzazione.

In via generale, per l’irregolare versamento di tasse ed imposte, la legge prescrive il pagamento di una sanzione pari al 30% del tributo dovuto e non corrisposto. Ciò nonostante, l’ammontare dell’ammenda sarà di gran lunga inferiore se il contribuente correggerà la sua posizione entro termini prefissati.

La sanzione ridotta è del:

0,2 % del dovuto per ogni giorno di ritardo per coloro che regolarizzano gli omessi o i tardivi versamenti di imposte e ritenute entro i quattordici giorni successivi alla scadenza;

3% del tributo omesso se il ravvedimento avviene tra il 14° ed il 30° giorno successivo alla scadenza [2];

3,33% del dovuto, se la regolarizzazione avviene entro 90 giorni dalla violazione o dal termine di presentazione della dichiarazione [3];

3,75% del dovuto se la regolarizzazione avviene oltre i 90 giorni, ma entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione o, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore [4];

4,29% del tributo omesso se si interviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro 2 anni dall’omissione o dall’errore [5];

– 5% del dovuto se il ravvedimento avviene successivamente ai predetti termini [6];

 6% del minimo se la violazione non è denunciata dal cittadino ma viene accertata dal Fisco con redazione del verbale di constatazione [7];

1/10 del minimo di quella prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni, oppure a 1/10 del minimo di quella prevista per l’omessa presentazione della dichiarazione periodica prescritta in materia di imposta sul valore aggiunto, se questa viene presentata con ritardo non superiore a trenta giorni [8];

 

2 | ADESIONE ALL’INVITO DELL’AVVISO BONARIO

L’avviso bonario è quell’atto emesso dall’amministrazione finanziaria con il quale si comunica al contribuente l’esito dei controlli esperiti sulla sua posizione fiscale. In presenza di irregolarità, nel provvedimento vengono indicate le maggiori imposte, gli interessi e le sanzioni dovute.

Anche in questo caso è possibile beneficiare di sconti su sanzioni, a patto che le somme accertate siano versate entro 30 giorni e ricorrano le condizioni di seguito elencate. In particolare, il cittadino dovrà pagare una sanzione:

del 10% sulle imposte evase (invece che del 30%) se l’irregolarità è emersa a seguito della conclusione del c.d. controllo automatizzato (processo di liquidazione di imposte, premi e contributi esperito esclusivamente sulla dichiarazione presentata dal cittadino);

del 20% sulle imposte evase se l’irregolarità è emersa a seguito della conclusione del c.d. controllo formale (processo di verifica fiscale finalizzato a confrontare la dichiarazione del contribuente con i documenti ed i giustificativi di spesa prodotti da quest’ultimo su richiesta dell’amministrazione).

Infine non saranno dovute sanzioni né interessi sugli avvisi bonari emessi per i redditi a tassazione separata. In tale ipotesi l’atto è finalizzato esclusivamente a liquidare l’ammontare delle imposte dovute e l’eventuale sanzione (questa volta del 30%) potrà essere irrogata solo alla violazione dei termini di pagamento – fissati a 30 giorni dalla notifica dell’avviso.

>>> Continua in “Ravvedimento operoso e dichiarazione integrativa

note

Autore immagine: 123rf com

[1] introdotte dalla l. n. 190/2014.

[2] Art. 13, comma 1, lett. a), d.lgs. 472/97.

[3] Art. 13, comma 1, lett. a-bis), d.lgs. 472/97.

[4] Art. 13, comma 1, lett. b), d.lgs. 472/97.

[5] Art. 13, comma 1, lett. b-bis), d.lgs. 472/97.

[6] Art. 13, comma 1, lett. b.-ter), d.lgs. 472/97.

[7] Art. 13, comma 1, lett. b- quater), d.lgs. 472/97.

[8] Art. 13, comma 1, lett. c), d.lgs. 472/97.

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