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Nullo il conto corrente con la banca senza la firma del funzionario delegato

26 gennaio 2015


Nullo il conto corrente con la banca senza la firma del funzionario delegato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 gennaio 2015



L’invio mensile degli estratti conto corrente sana la nullità per mancanza della forma scritta del contratto bancario.

 

I contratti che i consumatori concludono con la propria banca devono essere necessariamente scritti. La forma orale, infatti, non è prevista dalla legge e, in tal caso, qualsiasi patto sarebbe nullo.

Non solo. C’è anche bisogno della sottoscrizione di un funzionario delegato dalla banca, pena – anche in questa ipotesi – la nullità del contratto: una nullità che non può sanare neanche l’invio periodico degli estratti conto a casa del correntista, senza che questi faccia alcuna opposizione. Dunque, la tacita ammissione del debito (saldo negativo) non “bonifica” il fatto che sul modulino manchi la firma del dipendente dell’istituto di credito.

Lo ha chiarito una sentenza dello scorso mese della Corte d’Appello di Napoli [1],

Il principio è estremamente importante perché ne discendono una serie di importanti conseguenze.

Una di queste, per esempio, è il caso in cui la banca perda, nei propri archivi, il contratto di conto corrente, firmato sia dal cliente, sia dal funzionario. In tal caso, essa non potrebbe più rivendicare il proprio credito, producendo un fac-simile senza la firma delle parti o solo con quella del dipendente.

Un’altra conseguenza è che il contratto può essere dichiarato nullo anche in caso di firma indecifrabile, ossia non riconducibile al legale rappresentante della banca.

Ed ancora è nullo il contratto in cui la firma sia stata apposta in uno spazio riservato, per uso interno alla banca, all’accertamento delle sottoscrizioni del cliente (nel caso di specie, la Corte di Appello ha notato come, nella parte del modulo che riportava a stampa la denominazione completa della banca, non era stata apposta alcuna sottoscrizione, mentre la sigla era stata effettuata da tutt’altra parte).

Come giustamente hanno ricordato i giudici di secondo grado campani, il contratto di conto corrente bancario, per essere valido, va redatto in forma scritta. Pertanto la sottoscrizione del modulo contrattuale deve avvenire a opera di un funzionario chiaramente identificabile e con il potere di impegnare la banca.

Perché la banca possa essere rappresentata da un proprio dipendente è necessario che quest’ultimo spenda validamente il nome dell’Istituto presso il quale lavora, circostanza che non può essere desunta da una semplice sigla apposta sul documento ai soli fini interni di identificazione del dipendente cui è affidata la pratica.

Dunque, la volontà di concludere il contratto da parte della banca non si può desumere neanche dall’invio degli estratti conto periodici, perché sono atti giuridici unilaterali, privi di alcun potere a vincolare l’altra parte.

note

[1] C. App. Napoli, sent. del 19.12.2014.

Autore immagine: 123rf com


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