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Lo sai che? Canone Rai: si paga anche in caso di mancata ricezione?

Lo sai che? Pubblicato il 27 gennaio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 27 gennaio 2015

L’obbligo di pagamento del canone nasce per effetto della mera detenzione dell’apparecchio televisivo.

Tempo di rinnovo del canone Rai e, come sempre, si ripropongono i consueti interrogativi relativi all’applicazione di un’imposta che che, non a torto, viene vista come iniqua, vetusta e, soprattutto, incostituzionale perché non rapportata alla specifica capacità contributiva dei cittadini (principio di progressività) e a un effettivo presupposto d’imposta. Proprio riguardo a quest’ultimo punto, infatti, è noto che il canone debba essere pagato a prescindere dall’uso che si faccia del televisore, dunque anche qualora non funzionante.

È stato posto il quesito se il canone debba essere corrisposto anche in caso di mancata ricezione del segnale RAI.

La questione è stata già affrontata, in passato, dalla Cassazione [1]. La Suprema Corte ricorda, a riguardo, che il canone Rai non è un vero e proprio corrispettivo per un servizio erogato, ma piuttosto un’imposta. Per cui il pagamento del canone è totalmente svincolato dalla prestazione del relativo servizio nazionale. Infatti, l’unico e solo presupposto della obbligazione tributaria è la detenzione di apparecchio atto o adattabile alla ricezione di qualsiasi emittente radiofonica o televisiva, italiana o straniera, pubblica o privata.

Dunque, conclude la Corte, l’obbligo di pagamento del canone sussiste anche in caso di impossibilità di ricezione dei programmi nazionali della Rai per mancanza di ripetitori.

Dello stesso avviso la Corte di Appello di Torino [2], secondo la quale il canone radiotelevisivo è un tributo propriamente qualificabile, in termini tecnico-giuridici, come imposta: pertanto, presupposto dell’obbligo di corresponsione del medesimo è la mera detenzione dell’apparecchio, a prescindere dall’esistenza dell’effettiva possibilità di ricezione dei programmi radiotelevisivi trasmessi dalla RAI.

Ricordiamo infine che il versamento del canone, che comprende una tassa di concessione governativa e un canone, riscosso dalla amministrazione per conto del concessionario del servizio (Rai).

Da Il Messaggero:

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