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Citazione o notifica con nome errato: non sempre sono nulli

27 gennaio 2015


Citazione o notifica con nome errato: non sempre sono nulli

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 gennaio 2015



L’errore sulle generalità del destinatario dell’atto di citazione è irrilevante se l’atto è comunque idoneo al raggiungimento dello scopo, mentre genera una nullità sanabile in caso di assoluta incertezza sulla persona cui l’atto da notificare era indirizzato.

Che succede se hai ricevuto un atto di citazione ma il tuo nome, o magari quello della tua società, è stato scritto in modo errato? Secondo una serie di sentenze della Cassazione non sempre l’atto è nullo. Con la conseguenza che fingere di non aver ricevuto nulla, ed evitare di consultare un avvocato, potrebbe essere sicuramente la scelta peggiore.

Secondo il giudizio più volte espresso dalla Suprema Corte [1], l’errore sulle generalità del destinatario dell’atto di citazione rileva solo quando esso abbia determinato un’incertezza assoluta in ordine al soggetto contro il quale è rivolta la domanda. Quando, invece, non vi sono incertezze (per esempio, al posto di scrivere “S.p.A.” si è scritto “S. A.”; invece di riportare il nome “Antonino” si scrive “Antonio” e da ciò non derivino dubbi o incertezze per via di soggetti omonimi), l’errore materiale non rileva.

Non vi è nullità, quindi, qualora il destinatario sia identificabile con certezza in base a tutti gli altri elementi contenuti nella citazione o nella relata di notifica.

A stabilire se vi sia o meno incertezza circa l’identificazione del destinatario dell’atto è il giudice di primo grado.

In ogni caso, quand’anche vi sia detta incertezza, tale da limitare il diritto alla difesa della parte, benché l’atto sia nullo tale nullità è sanabile: in buona sostanza, se il soggetto destinatario dell’atto, nonostante l’errore, si costituisce ugualmente in giudizio e si difende dalle contestazioni mossegli contro dalla controparte, allora egli non fa altro che “riparare” l’errore materiale dell’avversario e cancellare la causa di nullità.

note

[1] Cass. sent. n. n. 6352/2014; n. 7514/2007; n. 28451/2013; n. 18427/2013; n. 8344/2004.

Autore immagine: 123rf com


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