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Un estraneo può partecipare all’assemblea di condominio?

27 Gennaio 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 Gennaio 2015



Alcuni condomini sentono violata la propria privacy se un estraneo partecipa all’assemblea di condominio: ecco cosa dice il Garante.

 

Può accadere che, per determinate ragioni, debba partecipare all’assemblea condominiale un soggetto estraneo al condominio: è il caso del consulente o del tecnico chiamati per esempio a concordare i lavori di ristrutturazione dell’edificio.

Spesso ci si chiede se la presenza di un soggetto estraneo in tal senso sia legittima anche quando in assemblea vengono toccati argomenti che, per la loro delicatezza, dovrebbero essere riservati ai soli condomini (per esempio morosità, liti condominiali, problemi privati) o se piuttosto si attui una violazione della privacy di questi ultimi.

Non esiste in realtà un vero e proprio divieto per gli estranei di partecipare all’assemblea ma può esistere il diritto dei condomini di opporsi.

Il Garante della Privacy, più volte interrogato sulla questione, ha ritenuto che l’estraneo, nella qualità per esempio di tecnico, può partecipare all’assemblea condominiale per i punti all’ordine del giorno per i quali i partecipanti ritengono necessaria la sua presenza [1].

In tutti gli altri casi, a meno che l’estraneo non sia espressamente autorizzato dalla legge a stare in assemblea, è necessario il consenso dei condomini.

Si tenga presente che il regolamento condominiale può contenere regole più rigorose a tutela della privacy dei condomini durante l’assemblea.

Quanto detto finora non può valere nei confronti dell’estraneo che partecipa all’assemblea per delega di un condomino.

La legge, infatti, attribuisce al condomino il diritto di delegare chiunque, dunque anche un soggetto che non abita nell’edificio, purché non si tratti dell’amministratore.

Si presume che il soggetto delegato sia una persona di fiducia del delegante e in ogni caso non potrebbe essere “espulso” dall’assemblea perché significherebbe espellere il condomino che in quel momento rappresenta.

note

[1] Garante Privacy, provv. del 18.5.2006.

Autore immagine: 123rf com


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6 Commenti

  1. Buon giorno un estraneo all’assemblea può essere allontanato dall’assemblea condominiale se non ha delega ma accompagna un proprietario presente in assemblea? Quando i condomini a maggioranza gli abbiano chiesto di lasciare l’assemblea. Se si in che tipo di denuncia incorre? Grazie

  2. Salve, se l’assemblea autorizza la presenza dei rappresentanti di una ditta che ha eseguito dei lavori nel condominio, l’amministratore può rilasciare copia del verbale alla ditta stessa? Grazie

  3. Buonasera un estraneo all’assemblea può essere allontanato dall’assemblea condominiale se non ha delega ma accompagna il figlio di un proprietario presente in assemblea con regolare delega?
    Se si, basta che si oppone un solo condomino oppure occorre la maggioranza dei presenti??? Un proprietari puo’ fare la delega a due persone che intervengono entrambe in assemblea????

  4. Che voi sappiate, sapete dirmi se un estraneo può invece sostare per un breve periodo (1 ora circa) all’interno del condominio, nel caso ovviamente sia in silenzio e non arrechi disturbo a nessuno?

    1. La legge penale qualifica il domicilio come il luogo ove si svolge la vita privata di una persona ed estende tale nozione anche alle sue dirette pertinenze. Il garage, ad esempio, pur non essendo propriamente l’abitazione, è comunque una pertinenza e chi vi si addentra commette una violazione di domicilio. La Cassazione già in passato ha detto che il pianerottolo di casa rientra nel domicilio essendo considerabile una pertinenza dello stesso, sempre a condizione che il proprietario dell’appartamento manifesti il proprio dissenso a che l’estraneo sosti lì davanti alla propria porta. La Corte ha precisato, del resto, che una cosa è il concetto di privata dimora, la cui sola violazione configura il reato di violazione di domicilio, un’altra è quello di proprietà privata. Il pianerottolo non è certo proprietà privata del proprietario dell’appartamento – appartenendo al condominio – ma è comunque una pertinenza della privata dimora; è un luogo non aperto al pubblico né accessibile a terzi senza il consenso del titolare. Il che significa che nessun estraneo potrebbe piazzarsi davanti alla tua porta di casa se tu glielo impedisci.Nel caso di specie, la vicenda ha visto il cliente di un avvocato cui è stata addebitata la colpa di essersi intrattenuto sul pianerottolo dello studio professionale del proprio ex legale. Decisiva è stata la constatazione della «volontà manifestata» dall’avvocato, che aveva chiesto all’uomo di andare via. Questi elementi sono ritenuti sufficienti per una condanna in tutti e tre i gradi per violazione di domicilio.

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